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Eventi
Firenze unisce i suoi tesori: nasce il polo museale “Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello”
Un ambizioso progetto intreccia sette musei simbolo della città in un’unica visione, offrendo un’esperienza senza precedenti per chi desidera immergersi nella storia, nella bellezza e nella creatività che hanno reso Firenze celebre in tutto il mondo.
Il sistema unisce la Galleria dell’Accademia, il Museo Nazionale del Bargello, le Cappelle Medicee, Palazzo Davanzati, Orsanmichele, Casa Martelli e, a conclusione del restauro che la coinvolge, l’ex chiesa di San Procolo.
Nasce un percorso diffuso che attraversa secoli di storia, dai capolavori rinascimentali al gusto raffinato delle arti decorative, dal David di Michelangelo alle opere di Donatello, Giotto, Cellini e Ghiberti, svelando Firenze attraverso i suoi luoghi più rappresentativi e carichi di memoria, in un itinerario che unisce architettura, scultura e pittura. Ogni museo conserva la propria identità, ma insieme raccontano una storia più ampia: quella di una città che ha plasmato la cultura e continua a emozionare chi la visita.
Nei prossimi mesi sarà possibile esplorare percorsi tematici che collegano le diverse sedi, vivere itinerari integrati e scoprire le collezioni con biglietti cumulativi pensati per concedersi più giorni di scoperta. Orari uniformi e soluzioni di accessibilità innovative renderanno ogni visita semplice, fluida e avvolgente, permettendo di immergersi completamente in un’esperienza unica.
È un progetto audace che trasforma Firenze in un cuore pulsante di arte e cultura, consacrandola tra le capitali culturali più straordinarie e suggestive del mondo. Un invito a lasciarsi sorprendere, a perdersi tra capolavori e storie, e a vivere la città con occhi nuovi, pronti a scoprire ogni dettaglio di un patrimonio che emoziona da secoli.
(Nella foto di copertina: Salone Donatello, Museo Nazionale del Bargello, Firenze_2025 ©NicolaNeri, Gallerie dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello)
La Toscana dei cammini
In cammino per gli 800 anni di San Francesco
Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e autore del Cantico delle Creature, uno dei testi più alti mai scritti sul rapporto tra l’uomo e la natura. Un anniversario che offre l’occasione ideale per mettersi in cammino lungo la Via di Francesco in Toscana, attraversando luoghi profondamente legati alla vita del Santo. In particolare in primavera, quando il “creato” si risveglia.
A Firenze, tappa iniziale del percorso, la Basilica di Santa Croce, la più grande chiesa francescana al mondo, custodisce nella Cappella Bardi le celebri Storie di San Francesco affrescate da Giotto, attualmente oggetto di un importante restauro. Accanto alla Basilica si trova anche l’Orto di Francesco, uno spazio di pace e bellezza che rievoca la tradizione degli orti conventuali: un inno al creato, realizzato con rigore storico e botanico, che consente di osservare Santa Croce da una prospettiva inedita.
Il cammino prosegue poi verso uno dei luoghi più intensi della spiritualità francescana: il Santuario della Verna, immerso nelle foreste “sacre” del Casentino. Qui si snoda il suggestivo Corridoio delle Stimmate, lungo circa 78 metri, arricchito da affreschi che raccontano la vita di Francesco e da camminamenti scavati nella roccia, come il celebre “precipizio”, sospeso sul panorama montano. Il convento offre possibilità di soggiorno con percorsi di meditazione dedicati ai laici, ma non è il solo.
Lungo la Via di Francesco si incontrano numerosi eremi e monasteri che rafforzano il legame tra cammino, silenzio e natura: dall’Eremo e Monastero di Camaldoli all’Abbazia di Vallombrosa, fino all’Eremo francescano de Le Celle. Luoghi appartati e potenti, capaci ancora oggi di parlare all’anima di chi sceglie di viaggiare lentamente, passo dopo passo.
La Via di Francesco in Toscana >
(Foto di copertina: Via di Francesco in Toscana – Sansepolcro- Eremo di Montecasale © Fondazione Arezzo In Tour)
Vetrina Toscana
Tra sacro e profano: dolci Pasquali che parlano d’amore, la Sportella e il Ceremito dell’isola d’Elba
La Toscana custodisce una tradizione dolciaria strettamente legata al calendario liturgico, dove ogni festività religiosa trova la sua espressione in preparazioni che vanno ben oltre il semplice nutrimento. Dal pan di ramerino fiorentino, profumato di rosmarino e uvetta, consumato nel periodo quaresimale, alle elaborate schiacciate pasquali della zona di Livorno e Pisa, questi pani devozionali hanno scandito per secoli i ritmi della vita comunitaria. Tra queste tradizioni, però, ce n’è una particolarmente affascinante che intreccia fede, folklore e sentimento amoroso: quella della Sportella e del Ceremito dell’Isola d’Elba.
A Rio nell’Elba, la Domenica delle Palme il giovane innamorato si faceva preparare dalle donne di casa il Ceremito, un dolce dalla forma allungata che rimanda esplicitamente alla fertilità maschile. Lo disponeva in un cestino di vimini colmo di fiori e lo offriva alla ragazza prescelta: un gesto pubblico, benché velato dal linguaggio simbolico del dono. Se l’interesse era reciproco, la fanciulla accettava e rispondeva il giorno di Pasqua con la Sportella, il corrispettivo femminile dalla forma tondeggiante che ricorda una ciambella con le estremità incrociate. Prima di consegnarla allo spasimante, la faceva benedire dal sacerdote, conferendo sacralità a quello che era, in sostanza, un contratto d’amore non scritto.
Il nome “Ceremito” evoca Cerere, divinità romana della terra e della fertilità, suggerendo radici pagane che il Cristianesimo ha sapientemente assimilato. Entrambe le ricette sono oggi riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali dalla Regione Toscana.
Il culmine di questo corteggiamento avveniva il Lunedì dell’Angelo, quando i due giovani ricevevano il permesso di incontrarsi presso l’antico Eremo di Santa Caterina – oggi sede dell’Orto dei Semplici – per consumare insieme i dolci scambiati. Un momento di intimità concessa, vigilata dalla comunità, ma sufficientemente libera da permettere ai sentimenti di esprimersi.
Sebbene l’usanza dello scambio amoroso sia ormai solo memoria, ogni anno, il giorno di Pasquetta, l’Eremo ospita la Sagra della Sportella, dove il pane degli innamorati viene celebrato e la tradizione tramandata. Un modo per non dimenticare che, prima dei messaggi istantanei, l’amore si dichiarava con farina, uova e la pazienza di attendere i tempi sacri della liturgia.
A tutelare il ricordo del Ceremito ci ha pensato Gabriele Messina di Elba Magna specializzato nella produzione di dolci tradizionali elbani e storico aderente della rete di Vetrina Toscana: “Utilizziamo il Ceremito tutto l’anno come base per diversi piatti, non limitandolo più al solo periodo pasquale. È un modo per valorizzare la tradizione rendendola viva e presente nella quotidianità.” Proprio grazie a un piatto a base di Ceremito, Gabriele Messina ha vinto nel 2019 Upvivium, il Concorso enogastronomico a Km zero delle Riserve della Biosfera MAB UNESCO italiane
Per la ricetta della sportella https://www.vetrina.toscana.it/ricette/la-sportella-dellisola-delba/
(Immagine di copertina: la Sportella)
Cicloturismo
Toscana: gli eventi del Ciclismo tra Miti, Sterrati e Grandi Tour
La Toscana si conferma capitale mondiale del ciclismo per il 2026, offrendo un calendario unico che fonde l’adrenalina dei professionisti allo spirito “slow” dei viaggiatori. Ci sono già più di 45 eventi tra febbraio e ottobre pronti ad accogliere migliaia di turisti ciclisti e a convalidare formati come il “Tuscany Trail” (le iscrizioni si sono appena chiuse con 6.100 partecipanti da 74 paesi) e l'”Eroica Montalcino”, simboli di benessere rigenerativo su due ruote
Il sipario si alza con la “Classica del Nord più a sud d’Europa”. Il fine settimana di Siena attira un pubblico crescente anche grazie a Strade Bianche Women Elite, appuntamento spettacolare che vede protagoniste le migliori atlete del mondo. Molte campionesse scelgono ormai la Toscana non solo per gareggiare, ma come base per i propri ritiri, conquistate da un’accoglienza che le fa sentire a casa.
L’edizione 2026 segnerà anche una pietra miliare storica: l’inaugurazione della pietra miliare dedicata a Tadej Pogačar a Siena, il cippo dedicato celebrerà la vittoria del 2025 con cui ha eguagliato il record di tre vittorie di Cancellara.
Il marzo toscano proseguirà con la Tirreno-Adriatico, che vedrà protagoniste tre tappe spettacolari: la cronometro di Lido di Camaiore (9/03) la tappa “muri e polvere” da Camaiore verso San Gimignano (10/03), con 5,3 km di sterrato e pendenze in doppia cifra, fino alla partenza da Cortona (11/03).
A maggio, il testimone passerà al Giro d’Italia con due appuntamenti imperdibili: la cronometro “volante” Viareggio-Massa (19/05) — 40 km piatti dove si sfioreranno i 60 km/h — e la suggestiva partenza da Porcari, nel cuore del Distretto della Carta, diretta verso la Liguria.
La lista completa degli eventi professionisti e amatoriali al link Tuscant bike events
Made in Tuscany
Spiritualità francescana e laboriosità artigiana
In Toscana la spiritualità francescana e la tradizione artigiana si intrecciano da secoli, dando vita a un patrimonio culturale diffuso. Ne è un esempio significativo il Museo etnografico missionario francescano, presso il convento di Fiesole, che conserva oggetti missionari, reperti etnografici e manufatti raccolti dai francescani nel mondo: abiti, strumenti musicali, porcellane, avori e oggetti d’uso quotidiano dei frati.
La visita al complesso conventuale di San Francesco offre, inoltre, uno spaccato autentico sulla vita e sulla cultura francescana nel contesto toscano. Nei luoghi francescani della regione – dal la Verna ad Arezzo, fino alla Val Tiberina – l’artigianato è strettamente legato alla storia spirituale di San Francesco. Manufatti devozionali, opere di arte sacra come gli affreschi di Piero della Francesca, sculture e vetrate testimoniano come la fede abbia ispirato e alimentato la creatività nel corso dei secoli. Un patrimonio che si conserva nei santuari e nei borghi circostanti e che si estende in varie aree della Toscana, da Greve in Chianti a Montauto.
In luoghi come la Verna o la chiesa francescana di Barga, il dialogo tra manualità e religiosità trova una delle sue espressioni più alte nella terracotta invetriata dei Della Robbia; a Cortona, nel complesso delle Celle, è invece l’architettura essenziale a riflettere l’ideale di vita monastica; uno dei primi luoghi francescani in Toscana, Colle Val d’Elsa, è una delle capitali mondiali del cristallo. Lungo gli itinerari francescani si incontrano numerose testimonianze delle arti tradizionali locali – ceramica, legno, vetro, metalli, tessuti e ricami – mentre conventi e chiese storiche, a partire dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, offrono un contesto culturale di grande valore, intriso di una storia secolare e di saperi artigiani.
(Foto di copertina: il convento di San Francesco a Fiesole che ospita il museo etnografico)
Toscana Sostenibile
Il valore del tempo giusto: la Toscana fuori stagione
Nel turismo sostenibile, scegliere quando viaggiare è importante quanto scegliere dove. Tra febbraio e giugno, la Toscana offre una delle sue espressioni più autentiche: un tempo sospeso, lontano dai grandi flussi, in cui il territorio può essere vissuto con maggiore equilibrio e consapevolezza.
Viaggiare fuori stagione significa ridurre la pressione sui luoghi più visitati, migliorare la qualità dell’esperienza per i visitatori e garantire una distribuzione più equa dei benefici economici alle comunità locali. È una scelta che favorisce la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo.
I mesi che precedono l’estate sono ideali per riscoprire la Toscana del benessere, della natura che rinasce e dei paesaggi in trasformazione. Le stazioni termali dell’interno, come Bagno Vignoni e Chianciano Terme, offrono esperienze rigenerative in un periodo dell’anno più intimo e silenzioso, quando il rapporto tra acqua, paesaggio e architettura storica emerge con maggiore forza.
Con l’arrivo della primavera, la regione si apre anche al turismo botanico: giardini storici, parchi e ville raccontano un patrimonio culturale profondamente legato alla cura del paesaggio. Luoghi come il Giardino di Boboli o i giardini delle dimore storiche diventano spazi di osservazione lenta, dove la biodiversità è parte integrante dell’esperienza di visita.
Anche il mondo del vino vive in questi mesi una fase particolarmente significativa. Le vigne iniziano a germogliare e le cantine aprono le loro architetture contemporanee a visite che uniscono cultura, design e sostenibilità. Nel Chianti e nella Val d’Orcia, l’esperienza enoturistica fuori stagione permette un dialogo più diretto con i produttori e con il paesaggio.
Scegliere la Toscana prima dell’estate significa anche vivere le tradizioni locali nel loro ritmo naturale: dalle preparazioni gastronomiche legate alla Pasqua, che nel 2026 cade il 5 aprile, fino agli eventi primaverili che animano borghi e campagne senza alterarne l’equilibrio.
In un contesto globale in cui il turismo è chiamato a ripensare i propri modelli, la Toscana propone la destagionalizzazione come gesto concreto di sostenibilità. Un invito a viaggiare quando i luoghi possono essere ascoltati, non solo attraversati. A scoprire una regione che trova proprio nel tempo giusto una delle sue risorse più preziose.
Toscana in famiglia
Il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini: una celebrazione letteraria che è anche un “ritorno a casa”
Il viaggio nel bicentenario non può che partire da Collodi, frazione di Pescia , un borgo medievale che sembra scolpito nella pietra. Sebbene Lorenzini sia nato a Firenze, Collodi è il luogo dove sua madre, Angiolina Orzali, era nata e dove lui trascorse gran parte dell’infanzia. Il cuore è la Villa Garzoni, un capolavoro del Settecento dove i nonni dello scrittore lavoravano. Il giardino barocco della Villa, con le sue statue e i suoi giochi d’acqua, è considerato una delle ispirazioni visive per il mondo fantastico di Pinocchio.
Per il 2026, sotto la nuova guida della Fondazione Nazionale Carlo Collodi (presieduta da Giordano Bruno Guerri), è previsto un piano di rilancio del borgo antico per renderlo un “museo a cielo aperto” che colleghi la parte storica alla zona monumentale del Parco.
Il Parco Monumentale di Pinocchio: il cuore della Fiaba
Creato nel 1956, il Parco è un percorso d’arte contemporanea. Per i 200 anni, il Parco si rinnova: si potrà camminare tra le opere di grandi artisti del Novecento come Pietro Consagra (il Carabiniere, il Gatto e la Volpe) e Venturino Venturi (la Piazzetta dei Mosaici) e sono in programma restauri conservativi delle sculture storiche e l’inaugurazione di nuove installazioni interattive che sfruttano la realtà aumentata per “far parlare” i personaggi della fiaba lungo il sentiero.
Le Mostre Diffuse sul Territorio
Il bicentenario si espande oltre i confini del borgo con un sistema di mostre che collegano i luoghi collodiani. Firenze ospita eventi alla Biblioteca Marucelliana e al Gabinetto Vieusseux, dove sono conservati manoscritti e prime edizioni rare. Pistoia (Capitale del Libro 2026) dedica una sezione speciale a Pinocchio come “libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia”, con mostre di illustratori contemporanei (tra cui la attesissima edizione illustrata da Mike Mignola, il creatore di Hellboy). A Collodi: all’interno del Museo del Parco sono previste esposizioni temporanee come “OcchioPinocchio” (ceramiche d’arte) e rassegne di costumi storici legati alle trasposizioni cinematografiche e teatrali della fiaba.
La Toscana ha istituito un Comitato Nazionale per il Bicentenario che coordina un calendario ricchissimo tra cui gli Itinerari Collodiani, che si declinano in Percorsi trekking e ciclistici che collegano le colline di Pescia con i luoghi d’infanzia dell’autore. Durante l’estate 2026, il Pinocchio Street Festival trasformerà le piazze di Collodi e Pescia in palcoscenici per burattinai e artisti di strada provenienti da tutto il mondo.
Terme toscane
Dove la primavera sgorga dalla terra e arriva dal mare: un viaggio lento tra entroterra e costa
La primavera in Toscana non arriva solo annunciata dalla vitalità dei panorami e dal fascino della natura in pieno risveglio: riaffiora anche dall’acqua calda che sgorga dal sottosuolo. È una stagione che invita a rigenerarsi, lasciandosi alle spalle l’inverno per riscoprire un ritmo più naturale, tra luce tiepida, paesaggi aperti e autentici momenti di benessere, che la Toscana termale regala attraverso la ricchezza e la varietà della sua offerta.
A pochi passi dalle spiagge dorate sorgono le Terme della Versilia; qui le proprietà della fonte di acqua salsobromoiodica si accompagnano ai benefici della torba naturale estratta dal vicino Lago di Massaciuccoli.
Alle pendici del Monte Pisano, nella pianura verdeggiante tra i fiumi Serchio e Arno, si trova San Giuliano Terme.
Gli effetti terapeutici delle acque termali del luogo erano note già a Etruschi e Romani mentre nell’Ottocento qui si davano appuntamento artisti e uomini illustri di tutta Europa. Proprio nella residenza estiva del Granduca di Lorena sorgono le Terme Bagni di Pisa luogo ideale per momenti dedicati alla cura di sé.
Gambassi Terme ospita le Terme della Via Francigena, incastonate in un paesaggio di colline e uliveti, lungo un tratto dell’antica via di pellegrinaggio. I tanti servizi e trattamenti offerti dal centro sfruttano i principi attivi della celebre acqua Salsa di Pillo.
Un’acqua prodigiosa sgorga anche dal sottosuolo delle Terme di Casciana, piccolo borgo situato tra la Toscana costiera e l’entroterra. Si tratta dell’Acqua Mathelda che viene usata nei fanghi e nella balneoterapia per le sue molteplici proprietà.
Quasi a dividere il mare dalla campagna, si trovano le Terme di Sassetta e le Terme di Venturina. Le prime circondate da boschi di castagni e di macchia mediterranea le seconde affacciate lungo la suggestiva Costa degli Etruschi. Entrambe, oltre ai trattamenti offerti dal termalismo “classico”, offrono cure e trattamenti improntati alle cure naturali e, a Sassetta un percorso di benessere olistico integrato.
Sono invece aperte sul mare le piscine del Tombolo Talasso resort che fa della talassoterapia il suo fiore all’occhiello, con diversi percorsi dedicati al benessere che arriva dalle onde.
Infine talassoterapia, che sfrutta il potente limo per i fanghi e le cure termali, ed uno sguardo a 360 gradi sul Tirreno alle Terme di San Giovanni incastonate nel golfo di Portoferraio, sull’isola d’Elba, che uniscono relax, natura e mare in un’esperienza unica.
Mostre
Vernici e mostre in corso a febbraio in Toscana
EMILIO MALERBA (1878-1926). DAGLI ESORDI AL NOVECENTO
Dal 28 febbraio al 7 giugno 2026
LUOGO: Fondazione Ragghianti – Lucca
Prima grande mostra monografica dedicata, in epoca moderna, a Emilio Malerba figura decisiva ma non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Attraverso un ampio corpus di opere, manifesti originali e documenti, il progetto propone una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte, e a quasi un secolo dall’ultima retrospettiva a lui dedicata, risalente al 1931. Un percorso espositivo che seguirà il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata, novecentista e purista, presentando un ampio numero di inediti, emersi grazie a recenti ricerche, che saranno esposti per la prima volta.
ANTONIO LIGABUE, IL RUGGITO DELL’ANIMA
Sino al 10 maggio 2026
LUOGO: Arsenali Repubblicani – Pisa
L’esposizione offrirà al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire la potenza espressiva e il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. Il percorso espositivo racconterà la parabola umana e creativa di Ligabue, mettendone in luce la straordinaria vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo.
MARINO MARINI: LA PITTURA
Sino al 6 aprile 2026
LUOGO: Palazzo Fabbroni; Museo del Novecento e del Contemporaneo – Pistoia
Un significativo numero di dipinti, consentono di apprezzare la ricchezza e la varietà della ricerca pittorica mariniana, anche attraverso mirati confronti con sculture e disegni. L’impetuosa forza espressiva del colore, la versatilità del segno delineano le figure di giocolieri e ballerine, di cavalli e cavallieri.
ICONE DI POTERE E BELLEZZA
Sino al 9 aprile 2026
LUOGO: Museo nazionale archeologico – Firenze
Una mostra affascinante che esplora il potere delle immagini nell’Impero Romano, strumenti fondamentali per affermare, custodire e tramandare l’autorità imperiale. Un percorso suggestivo tra ritratti di imperatori, gioielli preziosi e simboli del potere romano, che guida il visitatore alla scoperta di capolavori straordinari provenienti dai tesori delle Collezioni Medicee, dove arte e politica si intrecciano in un racconto senza tempo.
FRIDA KAHLO – EMOTION EXHIBITION
Sino al 29 marzo 2026
LUOGO: Cattedrale dell’Immagine, Santo Stefano in Ponte – Firenze
Una mostra immersiva che tra proiezioni di opere, colori e suoni del Messico, approfondimenti, esplora l’arte, la vita e la personalità artistica di Frida Kahlo. Un’esperienza che svela il volto più intimo e rivoluzionario di una delle icone più amate dell’arte del Novecento.
PABLO PICASSO – I SUOI POSTER
Sino al 1° marzo 2026
LUOGO: Cecina – Centro Espositivo Comunale
58 manifesti originali provenienti dalla celebre Collezione Röthlisberger, considerata una delle più complete al mondo, permettono di ammirare e conoscere un aspetto fondamentale, eppure meno famoso, della produzione dell’artista: la sua potente opera grafica destinata alla cartellonistica.
GLI ETRUSCHI IN OLANDA. A 40 ANNI DAL PROGETTO ETRUSCHI
Sino al 15 marzo 2026.
LUOGO: Maec – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona
Un’esposizione di 150 opere, fra cui 10 suggestivi bronzi della Collezione Corazzi dal Rijksmuseum van Oudheden di Leida. Nel contesto delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana, torna a Cortona una parte della Collezione Corazzi, trasferita in Olanda nell’Ottocento. I preziosi bronzi etruschi, tra cui il celebre fanciullo con l’oca e il grifo, diventano occasione per riflettere sui legami culturali internazionali che hanno segnato la storia dell’Accademia cortonese.
GIOVANNI PISANO. MEMORIE DI UNO SCULTORE
Sino all’8 marzo 2026
LUOGO: Palazzo dell’Opera di Pisa
La mostra rilegge il mito dello scultore medievale Giovanni Pisano a cento anni dalla ricomposizione del pergamo all’interno del Duomo. Il progetto espositivo narra la riscoperta dello scultore pisano tra Otto e Novecento tra opere inedite, calchi ottocenteschi e riporta in città tre frammenti del pulpito conservati al Metrapolitan Museum di New York, oltre ad altre opere provenienti dal Louvre, dal Museo d’Orsay e dal Victoria and Albert Museum di Londra.
IL PITTORE DEL RE LUIGI NORFINI NELL’ITALIA DEL RISORGIMENTO
Sino al 26 aprile 2026
LUOGO: Museo Nazionale Di Villa Guinigi – Lucca; Museo Palazzo Galeotti – Pescia
Prima grande mostra monografica su Norfini che celebra l’artista come pittore, patriota e maestro, esponendo le sue opere legate alle battaglie risorgimentali, i ritratti della nuova borghesia e i suoi legami con la Casa Savoia, in occasione del bicentenario della sua nascita. La mostra esplora il suo ruolo di interprete visivo dell’Italia unita, affiancando le sue tele a quelle di altri maestri macchiaioli.
(Immagine di copertina: “Icone di potere e bellezza”. Museo Archeologico Nazionale di Firenze; immagini di allestimento, © Alessandra Chemollo).
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