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Eventi

Museo Pecci di Prato
Temi: Eventi newsletter numero 30

Il contemporaneo in Toscana: dalla rete regionale alla mappa di Pistoia delle opere del Novecento e del nuovo millennio

La Toscana è il luogo ideale per scoprire come l’arte contemporanea possa dialogare con piazze, paesaggi e centri storici. Qui l’arte non resta chiusa nei musei, ma entra nello spazio pubblico e accompagna il viaggio con esperienze capaci di sorprendere anche chi non è un esperto. La Rete del Contemporaneo, con capofila il Centro Pecci di Prato, è un sistema museale territoriale che connette le principali realtà dell’arte contemporanea attive in Toscana: da Firenze a Prato, Pistoia, Carrara, Livorno, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano e San Giovanni Valdarno. A queste si aggiunge Hypermaremma, progetto diffuso che porta l’arte contemporanea anche nei paesaggi della Maremma. Lo spirito del progetto entra nei musei, con mostre e collezioni permanenti, e ne esce per raccontare le forme di l’arte ambientale e le opere pensate per lo spazio pubblico: installazioni, sculture e interventi che trasformano la città in un percorso da esplorare a piedi, tra scorci inaspettati, luoghi storici e modernità. È un modo diverso di vivere la Toscana, tra creatività, sperimentazione e scoperta.

Immagine: Il contemporaneo in Toscana: dalla rete regionale alla mappa di Pistoia delle opere del Novecento e del nuovo millennio> Tra le tante iniziative che compongono il programma per il 2026 della Rete, la Fondazione Pistoia Musei presenta la mappa “I luoghi del contemporaneo a Pistoia”, un invito a vedere la città come un museo a cielo aperto. Il percorso attraversa il centro storico e si estende oltre i suoi confini arrivando fino alla Fattoria di Celle, celebre per le sue installazioni ambientali. Lungo il “cammino” si incontrano opere di artisti come Daniel Buren, Sol LeWitt, Marino Marini e Robert Morris, insieme a molti altri protagonisti della contemporaneità. Online sui siti dei Musei Civici di Pistoia e della Fondazione Pistoia Musei la mappa consente di organizzare una visita su misura: alternativa e perfetta per chi ama viaggiare con curiosità e desidera scoprire il lato più creativo della Toscana.

(Immagine di copertina: Mauro Staccioli Prato 88 e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato – Foto Arianna Cialoni / Immagine nel corpo del testo: Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, sala collezione permanente. Foto Serge Domingie)

La Toscana dei cammini

Immagine: L’arte come cura: camminare in Toscana, un patrimonio di benessere
Temi: La Toscana dei cammini newsletter numero 30

L’arte come cura: camminare in Toscana, un patrimonio di benessere

Sempre più studi confermano come il viaggio a piedi contribuisca non solo alla salute fisica, ma anche all’equilibrio mentale ed emotivo, trasformando il movimento in una pratica di cura. Anche in questa prospettiva si inserisce il recente protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute che riconosce il valore dell’arte come strumento di benessere, aprendo alla possibilità di integrarla nei percorsi di cura e qualità della vita.

L’Atlante dei Cammini della Toscana rappresenta una sintesi concreta di queste visioni: una rete di mobilità lenta che attraversa paesaggi straordinari e apre le porte a un patrimonio diffuso di borghi e città d’arte. Basti pensare che i cammini toscani incrociano ben otto siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, confermando il legame profondo tra mobilità lenta e patrimonio universale. La Via Francigena, ad esempio, attraversa il centro storico di Siena, offrendo ai camminatori l’esperienza unica di entrare in una città che conserva intatta la sua identità medievale; così come San Gimignano, con le torri medievali e la Collegiata di Santa Maria Assunta affrescata. Ugualmente la Via Medicea conduce invece alla scoperta del sistema delle Ville e dei Giardini Medicei, incontrando residenze come la Villa Medicea di Poggio a Caiano, la Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino e la Villa Medicea di Cerreto Guidi, testimonianze del progetto territoriale e culturale della dinastia che ha arricchito il paesaggio toscano.

Ogni cammino diventa così un’esperienza immersiva in cui paesaggio e patrimonio culturale si intrecciano, una via di accesso privilegiata all’arte, trasformando il viaggio in un vero e proprio percorso di benessere.

Atlante dei Cammini della Toscana >
Via Medicea >

Vetrina Toscana

La cassetta di cottura decorata con grappoli d'uva
Temi: newsletter numero 30 Vetrina Toscana

La cucina del futuro, parte da noi

In un’epoca che celebra la velocità come valore assoluto, rallentare — persino in cucina — diventa un gesto quasi rivoluzionario. È questa la paradossale modernità al cuore della tavola rotonda “Cucinare il futuro: quando la sostenibilità parte dalla cucina”, promossa da Slow Food Toscana e dalla cooperativa di comunità Filo&Fibra in collaborazione con Vetrina Toscana. Un’alleanza istituzionale e civile che ha riunito a Firenze, presso Villa Fabbricotti, ricercatori, cuochi, cooperative e operatori del turismo intorno a un oggetto apparentemente umile: la cassetta di cottura.

L’idea è semplice quanto radicale. Si porta il cibo a ebollizione, poi si spegne il fornello. Il resto lo fa il calore trattenuto, la pazienza della materia, il tempo restituito a chi cucina. Nessuna tecnologia sofisticata, nessun algoritmo: solo fisica termica e saggezza antica rimessa a fuoco con occhi nuovi.

A tenere viva questa pratica è Filo&Fibra, cooperativa di comunità nata nel 2018 a San Casciano dei Bagni, tutta al femminile, che ha scelto come materia prima la lana sucida — scarto dell’allevamento ovino, rifiuto speciale troppo spesso dimenticato — trasformandola in isolante naturale per le proprie cassette. Accanto ad essa, il feltro recuperato dai lanaioli di Prato completa un ciclo produttivo che non conosce spreco. Ogni componente è progettato per essere smontato, rigenerato, reimmesso. Non si ricicla: si rigenera. Una distinzione che non è solo tecnica, ma filosofica.

I numeri raccontano una storia convincente. Uno studio LCA commissionato al CNR stima che l’utilizzo della cassetta consenta di evitare tra il 66 e l’86 percento dell’impatto ambientale rispetto alla cottura tradizionale. Un milione di utilizzatori che cucinino in cassetta dieci volte al mese potrebbero ridurre le emissioni di circa 19 kg di CO₂ equivalente per persona all’anno. L’acqua risparmiata nel ciclo di vita di una singola cassetta supera i 900 litri. Sono cifre che trasformano un gesto domestico in politica ambientale concreta.

Ma la vera forza di questo progetto non sta solo nei dati. Sta nell’idea che la sostenibilità non sia una questione tecnica, bensì un sistema di relazioni. Ambiente, lavoro, inclusione, salute: tutto si tiene, o non tiene niente. La cassetta di cottura diventa allora metafora di un cambiamento che parte dal basso, dalle mani e dalle scelte quotidiane, e si espande verso la comunità. Cucinare lentamente è anche un modo di prendersi cura — del cibo, del pianeta, delle persone intorno a noi.

Il futuro, a volte, ha la forma di un oggetto antico riscoperto con consapevolezza nuova.

Cicloturismo

Immagine: Pedalare nel nome di Pinocchio: in Toscana si celebra il Bicentenario di Carlo Collodi
Temi: Cicloturismo newsletter numero 30

Pedalare nel nome di Pinocchio: in Toscana si celebra il Bicentenario di Carlo Collodi

Al centro di questa narrazione si pone il borgo di Collodi, cuore pulsante di itinerari che fondono sport, arte contemporanea e paesaggio rurale.

Nell’anniversario dell’autore percorriamo due itinerari che passano da Collodi: il percorso permanente di 169 km il Grand Tour Strade di Lucca da percorrere in più tappe e un percorso più breve, da fare in giornata, per concederci il tempo di godere del parco dedicato al burattino più famoso al mondo nella città che diede lo pseudonimo allo scrittore.

Il “Grand Tour Strade di Lucca”

Per chi cerca l’immersione totale, il riferimento è il Grand Tour Strade di Lucca. Un anello permanente di 169 km che abbraccia i sei comuni della Piana, disegnato per essere percorso in più tappe. Partendo dalle mura di Lucca, il tracciato sfida i ciclisti con la “Cima Coppi” del tour (979 m presso la Chiesa di San Bartolomeo in Pizzorna) per poi scivolare verso la valle del Pescia e giungere scenograficamente a Collodi, dominata dalla maestosa Villa Garzoni. Un itinerario che tocca le residenze di Puccini e le ville storiche, alternando asfalto scorrevole a tratti fluviali lungo il Serchio.

“Il Quercione”

Per chi predilige l’escursione in giornata, il percorso de Il Quercione offre un’esperienza densa di simbolismo. Partendo da Capannori, tra le colline di Petrognano e San Gennaro, il sentiero conduce al monumentale “Quercione”, l’albero millenario che la tradizione vuole abbia ispirato l’episodio del Gatto e della Volpe. Un itinerario di 2,8 km di strada bianca che trasforma il gesto atletico in un viaggio nel tempo.

Un viaggio nel “Paese dei Balocchi” reale

Il perno di ogni itinerario resta il Parco di Pinocchio a Collodi. Inaugurato nel 1956, il parco non è un semplice luogo di svago, ma un capolavoro di architettura e scultura del Novecento (con firme del calibro di Venturino Venturi, Emilio Greco e Pietro Consagra). Per il cicloturista, rappresenta la sosta ideale: un luogo dove “entrare nella fiaba” prima di rimettersi in sella.

L’appuntamento: Pinocchio Gravel

La celebrazione diventerà comunità il 6 settembre 2026. La Pinocchio Gravel non sarà una semplice gara, ma un rito collettivo. Polvere, strade bianche, le colline DOC di Montecarlo e il passaggio iconico sotto l’Acquedotto del Nottolini. Sarà il modo più autentico per dire che, a distanza di duecento anni, la storia di Pinocchio corre ancora veloce, spinta dal desiderio di esplorare e di andare oltre l’orizzonte.

Made in Tuscany

Immagine: Spiritualità francescana e laboriosità artigiana
Temi: Made in Tuscany newsletter numero 29

Spiritualità francescana e laboriosità artigiana

In Toscana la spiritualità francescana e la tradizione artigiana si intrecciano da secoli, dando vita a un patrimonio culturale diffuso. Ne è un esempio significativo il Museo etnografico missionario francescano, presso il convento di Fiesole, che conserva oggetti missionari, reperti etnografici e manufatti raccolti dai francescani nel mondo: abiti, strumenti musicali, porcellane, avori e oggetti d’uso quotidiano dei frati.

La visita al complesso conventuale di San Francesco offre, inoltre, uno spaccato autentico sulla vita e sulla cultura francescana nel contesto toscano. Nei luoghi francescani della regione – dal la Verna ad Arezzo, fino alla Val Tiberina – l’artigianato è strettamente legato alla storia spirituale di San Francesco. Manufatti devozionali, opere di arte sacra come gli affreschi di Piero della Francesca, sculture e vetrate testimoniano come la fede abbia ispirato e alimentato la creatività nel corso dei secoli. Un patrimonio che si conserva nei santuari e nei borghi circostanti e che si estende in varie aree della Toscana, da Greve in Chianti a Montauto.

In luoghi come la Verna o la chiesa francescana di Barga, il dialogo tra manualità e religiosità trova una delle sue espressioni più alte nella terracotta invetriata dei Della Robbia; a Cortona, nel complesso delle Celle, è invece l’architettura essenziale a riflettere l’ideale di vita monastica; uno dei primi luoghi francescani in Toscana, Colle Val d’Elsa, è una delle capitali mondiali del cristallo. Lungo gli itinerari francescani si incontrano numerose testimonianze delle arti tradizionali locali – ceramica, legno, vetro, metalli, tessuti e ricami – mentre conventi e chiese storiche, a partire dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, offrono un contesto culturale di grande valore, intriso di una storia secolare e di saperi artigiani.

(Foto di copertina: il convento di San Francesco a Fiesole che ospita il museo etnografico)

Toscana Sostenibile

Treno immerso nella natura
Temi: newsletter numero 30 Toscana sostenibile

ll treno come esperienza di viaggio: lento, panoramico, sostenibile

In un momento in cui il turismo internazionale sta ridefinendo le proprie priorità – riduzione dell’impatto ambientale, autenticità, distribuzione dei flussi – la Toscana propone un modello concreto: tornare al treno come esperienza di viaggio, non solo come mezzo di trasporto.

Non è una scelta nostalgica, ma una visione contemporanea. Mentre l’alta velocità collega le grandi città italiane, cresce l’interesse per itinerari ferroviari che attraversano aree interne, paesaggi rurali e borghi storici. Il viaggio si dilata, diventa panoramico, entra nella narrazione del territorio.

La Toscana è stata pioniera con il Treno Natura, che percorre le Crete Senesi e la Val d’Orcia offrendo un’immersione nei paesaggi iconici del centro Italia. Qui il treno non è solo collegamento, ma esperienza che dialoga con sagre, mercati locali e tradizioni enogastronomiche. Il ritmo del viaggio si armonizza con quello della campagna.

Accanto ai convogli storici, anche le linee ferroviarie ordinarie rappresentano una risorsa strategica. La Ferrovia Faentina, ad esempio, collega Firenze alla Romagna attraversando l’Appennino tosco-romagnolo, offrendo scorci su foreste, vallate e piccoli centri lontani dalle rotte più battute. È un corridoio naturale tra città d’arte, montagna e costa, che consente di scoprire una Toscana meno conosciuta.

Nel dibattito internazionale sul climate-conscious travel, il tema del trasporto è tornato centrale. I viaggiatori chiedono esperienze autentiche ma anche scelte coerenti con la riduzione dell’impatto ambientale. In questo scenario, la Toscana suggerisce una risposta concreta: il treno come modalità privilegiata per esplorare il territorio.

Non si tratta solo di un’alternativa all’auto privata, ma di un diverso modo di vivere il viaggio. Il treno attraversa il paesaggio senza frammentarlo, collega città e campagne, permette di integrare facilmente cammini, ciclovie e itinerari rurali. Il tragitto diventa parte dell’esperienza, non un semplice passaggio.

Per i mercati internazionali attenti al clima, questa proposta intercetta alcune tendenze chiave:

  • riduzione delle emissioni negli spostamenti interni
  • minore dipendenza dal self-drive holiday
  • valorizzazione delle aree interne
  • integrazione tra mobilità ferroviaria e turismo attivo

Terme toscane

Borgo di San Casciano dei Bagni in primavera
Temi: newsletter numero 30 Terme toscane

Primavera in Toscana: benessere termale e tesori millenari

In Toscana, la stagione primaverile segna un nuovo inizio: le giornate si allungano, la natura si rinnova e il clima mite crea le condizioni ideali per un viaggio all’insegna dell’equilibrio tra corpo e mente. Le acque termali toscane, con temperature che variano dai 25° ai 54°, sono ricche di minerali e proprietà benefiche note già a Etruschi e romani. Da oggi uno straordinario ritrovamento archeologico rivela che il loro impiego è antico quanto l’uomo: gli scavi presso il Bagno dei Frati, nel parco termale di Sorano, in Maremma, hanno infatti portato alla luce una struttura neolitica in travertino e tufo, che dimostrerebbe l’utilizzo a scopi salutari delle acque di Sorano già in epoca quindi preistorica.

Insieme alla vasca sono stati rinvenuti manufatti in ceramica e pietra, ed è stata scoperta un’antichissima sorgente termale, finora sconosciuta. Questi ritrovamenti confermano il profondo legame tra i siti termali e l’archeologia in Toscana, come dimostrano le scoperte di San Casciano dei Bagni, oggi considerato il sito archeologico termale più importante del Mediterraneo. Qui, dal fango, è stato riportato alla luce un santuario di epoca etrusco-romana, accompagnato da un ricco corredo di oltre venti statue bronzee, monete e offerte votive. Un esempio straordinario di come le terme in Toscana siano non solo luoghi di benessere, ma anche custodi di storia e cultura.

Molti siti termali conservano tracce archeologiche del loro passato, ad esempio a Bagno Vignoni, non lontano dalla celebre Piazza delle Sorgenti, il Parco dei Molini ospita tracce degli antichi percorsi termali di epoca romana nonché le vestigia medievali dei mulini che sfruttavano il costante apporto di acqua proveniente dalle sorgenti termali.

Sempre medievali i ritrovamenti presso le Terme di Petriolo, dove recenti indagini hanno rivelato un insediamento medievale fortificato nato attorno alle sorgenti ed utilizzato anche per la lavorazione dei tessuti. Tesori etruschi sono invece conservati a Chianciano Terme, dove il sito archeologico di età ellenistica di Fucoli sorge vicino all’omonima sorgente termale, mentre il MAC, Museo Archeologico dell’acqua, ospita la più importante raccolta al mondo di canopi urne cinerarie riccamente scolpite.

(Nella foto di copertina: San Casciano dei Bagni in primavera)

Mostre

Dipinto a strisce orizzontali di Rothko
Temi: Mostre newsletter numero 30

Vernici e mostre in corso a marzo in Toscana

ROTHKO A FIRENZE

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026

LUOGO: Fondazione Palazzo Strozzi

Il Maestro dell’arte Americana è celebrato con una grande mostra considerata tra le mostre più complete e importanti mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970) con oltre settanta opere provenienti dai musei e collezioni private più celebri del mondo Un percorso che attraversa l’intero percorso creativo del pittore nato in Lettonia (all’epoca Russia) che diventerà il leggendario maestro dell’arte moderna americana. La mostra sottolinea il profondo legame tra l’artista e Firenze e si estende anche in due luoghi a lui particolarmente cari: Il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

LA MINERVA DI AREZZO. UNA STORIA DI COMUNITÀ RITROVATA

Dal 15 febbraio al 6 settembre 2026

LUOGO: Museo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Arezzo

Cuore dell’esposizione è la Minerva di Arezzo, un grande bronzo di epoca ellenistica, ritrovato nel sottosuolo di Arezzo nel 1541 e donato al duca Cosimo I de’ Medici, che la mise nel suo studio privato e da lì al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dov’è abitualmente conservata, Nella esposizione al Museo di Arezzo, la Minerva viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa. La mostra amplia infine lo sguardo sulla Arezzo romana (Arretium), caratterizzata da importanti infrastrutture ed edifici pubblici, come il complesso teatro-terme.

ETTORE SOTTSASS: IO SONO UN ARCHITETTO.

Dal 6 marzo al 26 luglio 2026

LUOGO: Palazzo Buontalenti – Pistoia

Figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, ha attraversato l’intero secolo segnando con la sua visione il gusto di un trentennio, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Attenzione al legame di Sottsass con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate, dalle ceramiche agli arredi. Disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti che restituiscono l’evoluzione di un pensiero che, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso, cerca nella forma, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto.

LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE

Dal 24 marzo al 13 giugno

LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena

La mostra celebra una tappa fondamentale nella costruzione della democrazia repubblicana e nella conquista dei diritti civili attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono le donne, vere protagoniste di quel cambiamento epocale.

GEORG BASELITZ- AVANTI!

Dal 25 marzo al 13 settembre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

Centottanta opere di Georg Baselitz artista che ha cambiato la storia dell’arte e ha un legame profondo con Firenze dove ha vissuto, e dove il Manierismo, con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ha aperto una strada che ha affrontato il peso della storia tedesca.

ASTRA CODEX

fino al 14 giugno 2026

LUOGO: Istituto de’ Bardi – Firenze

Mostra di arte tessile di Daniele Davitti, che unisce maestria tecnica, immaginazione e memoria storica.

ALBERTO SANI. QUANDO LA SCULTURA INCONTRA LA POESIA

Sino al 24 Maggio 2026

LUOGO: Magazzini del Sale – Siena

La vicenda di Albero Sani, scultore autodidatta, rivive nella mostra che si propone di restituire alla memoria collettiva la figura di Alberto Sani attraverso l’esposizione completa del suo percorso artistico, per la maggioranza bassorilievi dagli echi antichi, utile alla documentazione storica di un personaggio schivo e lontano dai riflettori dell’arte. Esposte quarantotto opere, di cui dodici provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e le rimanenti da numerose collezioni private.

LA MADONNA COL BAMBINO IN TRONO, QUATTRO ANGELI E SANTI DI SPINELLO ARETINO

Sino all’11 maggio 2026

LUOGO: Galleria dell’Accademia – Firenze

Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli torna a splendere dopo un importante intervento di restauro. I risultati delle indagini diagnostiche e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata. La valorizzazione della straordinaria qualità dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento, è l’occasione per rendere merito al lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte del museo.

(Immagine di copertina: Mark Rothko, No. 3 / No. 13, 1949, New York, MoMA-The Museum of Modern Art, Bequest of Mrs. Mark Rothko through The Mark Rothko Foundation, Inc. 428.1981, Photo credits: Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © 1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma)

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