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Eventi
La grande estate livornese: tre appuntamenti, un’unica anima.
Livorno non si limita a ospitare eventi: quest’anno la città si fa evento, in un intreccio in cui il valore assoluto dell’arte di Fattori, lo spirito libero di Effetto Venezia e la forza del melodramma ridisegnano, di giorno in giorno, il volto urbano.
Si inizia il 10 luglio, quando il Museo Civico Giovanni Fattori riaprirà le porte nella magnifica cornice di Villa Mimbelli, gioiello eclettico di fine Ottocento che incanta con la sua sala moresca, gli specchi di Annibale Gatti e lo scalone ispirato ai Della Robbia. Il nuovo percorso celebra Giovanni Fattori con 400 opere, dai capolavori macchiaioli ai ritratti sociali fino all’ultimo, toccante cavallo dipinto nel 1908. La collezione completa spazia dagli altri macchiaioli come Lega, Signorini e Cabianca al Naturalismo toscano; dal Divisionismo di Cecconi ai post-macchiaioli del Novecento tra cui il giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali, includendo inoltre il genio di Leonetto Cappiello, l’artista che, con le sue celebri affiches, ha conquistato l’Europa.
L’estate continua nel cuore del centro storico, dove dal 29 luglio al 2 agosto andrà in scena Effetto Venezia. Nata 41 anni fa con l’obiettivo di far vivere il quartiere più affascinante di Livorno, la “Venezia Nuova”, la manifestazione porta il pubblico tra canali, ponti e palazzi storici. Quello che era iniziato come un modo per valorizzare il cuore antico della città è diventato, negli anni, un punto di riferimento dell’estate livornese. Con il titolo “Futuro Prossimo”, l’edizione 2026 punta sul rapporto tra nuove e vecchie generazioni, riempiendo le strade con un fittissimo programma di performance, mostre, talk e tanta musica.
Il gran finale dell’estate labronica è affidato alle note immortali del Mascagni Festival che, dal 17 al 23 agosto, torna a celebrare il suo genio cittadino più cosmopolita con un ricco programma di spettacoli, concerti e progetti artistici che mettono in luce la produzione del compositore livornese, tra le figure più rilevanti dell’opera a livello internazionale. Molte le novità dell’edizione 2026, come le proposte di “Aspettando il Festival” che, con anteprime e appuntamenti diffusi, dilatano gli eventi del cartellone ufficiale lungo tutto il periodo estivo. Altra novità sarà “#TerreMascagnane”, il nuovo progetto itinerante sostenuto da Toscana Promozione Turistica che porta la musica di Mascagni fuori dagli spazi tradizionali, attivando un dialogo diretto con il territorio.
La Toscana dei cammini
Da rifugio a rifugio, sulle tracce degli “Idoli” del Casentino
Un piccolo lago nascosto nei boschi, a poca distanza dalle sorgenti del fiume Arno, racconta una storia che attraversa i millenni. È il Lago degli Idoli, sul Monte Falterona, uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il più importante sito archeologico del Casentino, protagonista di un ritrovamento straordinario. Qui, a partire dal 1838, furono rinvenute centinaia di statuette e offerte votive, testimonianza di un antico luogo di culto, considerato sacro in particolare dal “mondo” etrusco, e frequentato per secoli dalle popolazioni dell’Appennino.
L’itinerario ad anello “da rifugio a rifugio” permette di percorrerlo a piedi partendo dal centro abitato di Stia e di seguito attraversando i versanti casentinese, fiorentino e romagnolo del Parco. Il percorso tocca il Lago degli Idoli, il Monte Falterona e il Monte Falco, incontra i prati della Burraia e Campigna e ridiscende infine lungo la verde valle dell’Oia.
I pernottamenti consentono di vivere il cammino senza fretta, facendo tappa in rifugi, agriturismi, locande e strutture immerse nella natura, dove ritrovare l’ospitalità e i sapori del territorio casentinese, davvero ricco di tipicità montane.
Al termine del viaggio, la storia può continuare al Museo Archeologico del Casentino di Bibbiena, dove sono conservati alcuni dei reperti provenienti dal Lago degli Idoli. Il video del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi delinea il percorso e racconta le sue storie.
Vetrina Toscana
La geografia del gusto: Prato “la dolce” e la sua mortadella
Prato, città di mercanti e di tessuti, ha saputo custodire nelle proprie cucine un patrimonio gastronomico che racconta, meglio di molti documenti d’archivio, il carattere di un territorio abituato a non sprecare nulla e a trasformare la necessità in eccellenza.
Il caso più emblematico è la Mortadella di Prato IGP, salume che nasce — come spesso accade nella miglior cucina toscana — da un’esigenza pratica: recuperare al meglio i tagli di carne scartati nella lavorazione dei salami. Da questa economia della cura nasce però un prodotto di sorprendente complessità sensoriale, in cui la nota pungente delle spezie dialoga con la dolcezza inattesa dell’Alkermes, il liquore color porpora che un tempo si otteneva dalla cocciniglia, la “grana del tintore” da sempre legata all’arte tessile pratese.
È proprio questo ingrediente, a fare della mortadella un marcatore inequivocabile del territorio: la si ritrova documentata già nel 1733, in occasione della beatificazione di suor Caterina de’ Ricci, e poi nel carteggio Guasti-Pierallini del 1854, nelle pagine del giornale “Lo Zenzero” del 1862, fino alle relazioni per le Esposizioni internazionali di Londra e Parigi del 1867 — anno in cui anche un commissario di polizia francese ne annota l’esportazione, prova indiretta ma eloquente di una reputazione ormai consolidata oltre confine.
Attorno a questo salume ruota un universo gastronomico altrettanto narrativo, percorso da due fili aromatici che si rincorrono senza mai sovrapporsi del tutto. Il primo è quello dell’Alkermes, che dalla mortadella passa alle pesche, le brioche imbevute del medesimo liquore e farcite di crema pasticcera. Il secondo filo è quello dell’anice, meno appariscente ma non meno radicato: lo ritroviamo negli zuccherini di Vernio, le ciambelline tipiche della Val di Bisenzio, ma anche, in forma più discreta, nei fichi secchi di Carmignano, essiccati su stuoie secondo tradizione e conservati proprio con semi di anice.
Riconosciuti come PAT — i Prodotti Agroalimentari Tradizionali tutelati dalla Regione Toscana — i fichi secchi di Carmignano sono anche un Presidio Slow Food. Furono già menzionati nel Quattrocento dal mercante pratese Francesco Datini. La varietà protagonista è il Dottato, fico a polpa bianca che costituisce circa il 90% delle piante coltivate nella zona e che si presta magnificamente all’essiccazione. La lavorazione, però, è ciò che rende il prodotto davvero identitario: i frutti vengono raccolti a mano, incisi longitudinalmente con un taglio che non supera i due terzi del frutto, disposti su stuoie di canniccio ed esposti ai vapori di zolfo prima di affidarsi, per giorni, al sole toscano. Il passaggio più poetico arriva alla fine: quando sulla superficie si forma un velo di zucchero naturale — la cosiddetta “gruma” — i fichi vengono accoppiati a due a due, con semi di anice racchiusi nel mezzo, a formare le caratteristiche “picce” a forma d’otto.
Cicloturismo
L’Ardita d’autunno: ottanta chilometri tra Arezzo, vigneti e strade bianche
Ottobre è il mese simbolo del ciclismo d’epoca in Toscana: durante la settimana de L’Eroica, appassionati e ciclisti raggiungono la regione per vivere il territorio e i suoi eventi. In questo contesto, lo sguardo si allarga anche ai territori limitrofi con il percorso permanente de L’Ardita, la ciclostorica di Arezzo.
Ottanta chilometri ad anello, partenza e arrivo nel centro di Arezzo, strade bianche, salite e tappe tra borghi, vigneti e luoghi d’arte: il percorso permanente de L’Ardita propone in autunno un itinerario cicloturistico che unisce sport, cultura ed enogastronomia nel cuore della Toscana.
Si parte dall’eleganza scenografica di Piazza Grande per toccare le arcate dell’Acquedotto Vasariano, fino a raggiungere la Riserva di Ponte Buriano, il celebre ponte che fa da sfondo alla Gioconda di Leonardo da Vinci.
L’autunno qui regala il suo volto migliore: i vigneti di Subbiano e Castiglion Fibocchi invitano a una sosta rigenerante in cantina per assaporare i profumi della nuova vendemmia, tra borghi medievali e pievi romaniche del basso Casentino.
Ma c’è spazio anche per la sfida pura: la salita sterrata dell’Alpe di Poti mette alla prova le gambe con la storica cronoscalata dei campioni, prima della meritata e panoramica discesa verso la città. Un tour cicloturistico da vivere a tutto l’anno, dove sport, cultura ed enogastronomia trovano la loro perfetta sintesi toscana.
Toscana Sostenibile
Area Pratese: dove la sostenibilità passa dai tessuti
Nel cuore della Toscana esiste un territorio che racconta una storia diversa rispetto all’immagine più tradizionale della regione. L’Area Pratese, che comprende i comuni di Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio, rappresenta un esempio concreto di come sostenibilità, innovazione, cultura e natura possano convivere all’interno di una stessa destinazione.
Qui il turismo permette di scoprire paesaggi, tradizioni e comunità che hanno fatto della capacità di rigenerare risorse, luoghi e saperi uno dei propri elementi distintivi. Prato è conosciuta in tutto il mondo per il suo distretto tessile, uno dei più importanti esempi di economia circolare applicata all’industria della moda.
Da oltre un secolo il territorio ha sviluppato competenze uniche nel recupero e nella rigenerazione delle fibre tessili, anticipando molti dei temi oggi al centro delle strategie internazionali sulla sostenibilità.
Visitare Prato significa comprendere come tradizione manifatturiera, innovazione e responsabilità ambientale possano generare un modello produttivo riconosciuto a livello internazionale.
Approfondimenti
- Museo del Tessuto di Prato – https://www.museodeltessuto.it/
- Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – https://www.centropecci.it
(Nell’immagine di copertina: un tappeto esposto al Museo del tessuto di Prato – Ph Pagliai)
Terme e Wellness
Oasi di silenzio: il rifugio olistico nel cuore della Toscana
Ci sono luoghi dove il tempo sembra rallentare, invitandoci a ritrovare il contatto più profondo con noi stessi. L’area pratese è uno di questi. Questo territorio non offre una sosta standard, ma un’esperienza fondata sulla quiete, sull’armonia con il paesaggio e sul ritorno all’essenziale. Qui, il benessere mentale si nutre di una pace autentica, capace di rigenerare profondamente chi cerca un equilibrio interiore spesso smarrito tra gli stimoli urbani.
Tra i boschi di Cantagallo, Vaiano e Vernio, il silenzio diventa la risorsa primaria. I crinali appenninici e i maestosi castagneti sono luoghi ideali per la meditazione profonda e il digital detox, dove il paesaggio favorisce una naturale riconnessione con i propri ritmi biologici.
Anche il territorio collinare di Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo e le immediate vicinanze di Prato offrono scenari perfetti per questo approccio olistico. L’ospitalità, dagli agriturismi di collina alle residenze d’epoca, si fa “sartoriale”, basata sulla cura individuale e su una dimensione raccolta che fa del riposo notturno la base da cui ripartire. L’assenza di inquinamento luminoso e sonoro, unita al benefico respiro delle colline, favorisce infatti una qualità del sonno essenziale per rigenerare la mente.
Soggiornare in questo angolo di Toscana significa trovare una dimensione dove rallentare è un processo naturale, lontano dalla frenesia abituale, un benessere che deriva dalla possibilità di vivere in un ambiente che favorisce, in ogni suo aspetto, una quiete profonda e duratura.
(Immagine di copertina: San Leonardo ad Artimino – ph Francesco Bolognini)
Mostre
Vernici e mostre in corso a luglio in Toscana
CASA DEI PESCI – ARGENTARIO
Il progetto intreccia arte contemporanea, tutela ambientale e paesaggio marino, proseguendo l’esperienza della Casa dei Pesci di Talamone. Dal 2 luglio le opere verranno posate sul fondale marino dando vita ad un vero e proprio museo sommerso nel quale le opere fanno parte dell’ecosistema.
HYPERMAREMMA
LUOGO: Varie sedi
Ideata per promuovere la Maremma Toscana attraverso l’arte contemporanea compie 8 anni ed entra come partner associato nella Rete del Contemporaneo della Regione Toscana, riconoscimento che ne attesta a pieno l’identità di Museo Diffuso sul territorio. Nuove istallazioni che verranno gradualmente svelate lungo il corso dell’estate come l’Albero della Maremma di Azzurra Galatolo e Osservatorio M1 di Luca Bertolo, accanto alle oramai iconiche opere di Staccioli, Gallo, Ducrot, Fontaine, Arena, Loboda.
JEAN-MARIE APPRIOU. CANTO INFINITO
Sino al 23 agosto 2026
LUOGO: Palazzo Strozzi – Firenze
Mostra dell’artista francese che incrocia storia dell’arte, mitologia e letteratura in grandi installazioni in bronzo che trasformano la materia per fare combaciare piani apparentemente inconciliabili in un unico linguaggio.
DA MICHELANGELO A RODIN NELL’OBBIETTIVO DEGLI ALINARI
Sino al 6 settembre 2026
LUOGO: Casa Museo Ivan Bruschi – Arezzo
Oltre sessanta fotografie storiche documentano il lavoro svolto dai principali atelier fotografici italiani dell’Ottocento, ovvero Alinari, Brogi e Anderson, nella riproduzione delle opere di Michelangelo.
L’ULTIMO FOTOGRAFO – GIOVANNI SAVINO
Sino al 6 Settembre 2026
LUOGO: Fondazione Poma Liberatutti – Pescia (PT)
Pistoiese di nascita, Savino ha lavorato per anni a New York come produttore per la CBS, documentando gli eventi ed i personaggi principali degli ultimi decenni; tornato a vivere in Toscana, approfondisce una ricerca intima sulla ritrattistica con immagini intense e sospese. Lavorando da sempre esclusivamente con tecniche analogiche tradizionali ama definirsi “l’ultimo fotografo”.
HUGO SUISSAS
Sino al 13 settembre 2026
LUOGO: Museo degli Innocenti – Firenze
Mostra dedicata al fotografo contemporaneo che reinterpreta la realtà quotidiana attraverso sorprendenti illusioni ottiche e giochi di prospettiva. L’esposizione presenta 50 opere dell’artista, suddivise tra il Museo degli Innocenti e il Mercato Centrale, partner dell’iniziativa.
GUSTAVO VÉLEZ. LE DIMENSIONI DELL’EQUILIBRIO
Sino al 20 settembre 2026
LUOGO: Museo dei Bozzetti e varie sedi – Pietrasanta
Pietrasanta accoglie la mostra diffusa che, dalla collina alla Marina, ripercorre trent’anni di carriera dello scultore colombiano che ha fatto di Pietrasanta la sua città d’elezione e del marmo il suo materiale per indagare il tema dell’equilibrio, ispirato da un territorio sospeso tra il mare e le Alpi Apuane. Qui, il contrasto tra l’orizzonte piatto e la verticalità della pietra viene mitigato solo dalla dolcezza del vento e della luce solare.
SKYLER CHEN – IMITATION OF LIFE
Sino al 20 settembre 2026
LUOGO: Casa Masaccio – San Giovanni Val d’Arno (AR)
Prima personale dell’artista taiwanese in un’istituzione italiana, dove si confronta con i canoni della pittura rinascimentale italiana. La prospettiva lineare, idea di uno spazio ordinato e misurabile costruito per un unico punto di vista, viene rotta dall’artista grazie all’ inserimento di elementi di disturbo – scritte, dettagli incongrui, ingrandimenti – che incrinano l’armonia.
MIGNECO. REALTA’ E VISIONE
Sino al 27 settembre 2026
LUOGO: Villa Bertelli – Forte dei Marmi (LU)
Opere emblematiche che esprimono il particolare espressionismo dell’artista, venato di riflessioni esistenziali: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale, verso la fatica, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore, i
l segno e la forza espressiva della composizione. Un artista che ha saputo coniugare impegno civile e ricerca estetica, mantenendo sempre vivo il legame con la grande tradizione figurativa italiana.
MAURO STACCIOLI – LA SCULTURA. SEGNARE, INTERROGARE, ATTRAVERSARE (1971-2016)
Sino al 27 settembre 2026
LUOGO: Forte Stella – Porto Ercole (GR)
Retrospettiva che attraverso 22 tra sculture e disegni, forme geometriche ed essenziali, nel loro costante senso di equilibrio precario, esorta l’osservatore a vivere lo spazio in modo consapevole e personale. Le sculture in ferro, cemento e acciaio corten invitano ad una nuova esperienza dello spazio, mentre i disegni su carta mostrano la continuità tra la dimensione monumentale e quella più intima della ricerca dell’artista.
DESIGN FUNZIONE ARTE 2026 – LA VISIONE ARTIGIANALE
Sino al 30 settembre 2026
LUOGO: Museo Archeologico e d’Arte della Maremma – Grosseto
Dialogo tra design, video-arte e arte antica, che indaga il ruolo dell’artigianato nella contemporaneità, approfondendo il rapporto tra visione e artigianalità attraverso epoche e linguaggi diversi. Filo conduttore è l’essenza stessa del fare artigianale: il percorso che dall’idea e per mezzo della funzione tramuta il pensiero in arte.
LE SIGNORE DELL’ARTE. LA PARITÀ DEL TALENTO NELL’ARTE ITALIANA MODERNA
Sino al 25 ottobre 2026
LUOGO: Palazzo Cucchiari – Carrara
131 opere di 42 artiste italiane tra Otto e Novecento per una mostra che indaga il ruolo delle donne nell’arte e il peso dei rapporti familiari nella loro affermazione professionale.
DRAMA: FOUR ACTS
Dal 24 giugno al 16 ottbre 2026
LUOGO: Forte Belvedere – Firenze
Un vero progetto espositivo pensato come un racconto in quattro atti: il primo capitolo dal titolo “God Year”, è dedicato al lavoro di Paolo Canevari. Il 16 luglio sarà invece protagonista Marino Marini, uno dei grandi artisti del Novecento, di cui verranno esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo “No Heroes”. A settembre prenderà vita il terzo atto. Si tratterà di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay, “Oscuro Abbagliante”. A completare il percorso sarà un’installazione sonora di Friedrich Andreoni, pensata completare il percorso espositivo.
GIOTTO ERA IL NONNO DI BANKSY. Siamo al mondo per lasciare un segno
Dal 29 giugno al 2 maggio 2027
LUOGO: Mo.C.A. Montecatini Tere Contemporary Art – Montecatini (PT)
Un viaggio immersivo che attraversa 60mila anni di storia per mettere in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. Opere di artisti italiani ed internazionali per condurre alla scoperta del mondo del writing.
BEAUTIFUL COUNTRY – CORTONA ON THE MOVE 2026
Dal 16 luglio al 1°novembre 2026
LUOGO: Cortona, varie sedi
Beautiful Country è il tema di Cortona On The Move 2026, un invito a guardare ciò che abbiamo davanti agli occhi, con un racconto dell’Italia degli ultimi decenni. Un viaggio di viaggi, dove le fotografie diventano tappe di un’indagine sull’identità visiva e culturale del Paese. Trenta esposizioni, confronti generazionali e due mostre collettive in cui autrici e autori italiani e internazionali esplorano l’Italia nella sua complessità, coniugando lo spirito del Grand Tour con la profondità dell’inchiesta contemporanea.
FERDINANDO SARMI NEW YORK – UN VIAGGIO NELLA MODA DA FIRENZE ALLA FIFTH AVENUE
Sino al 31 dicembre 2026
LUOGO: Palazzo Pitti – Firenze
Grande couturier italiano attivo a New York, dove conquistò l’élite americana e alcune delle donne più celebri del Novecento come Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Marlene Dietrich, Barbra Streisand. Un percorso che restituisce il fascino della New York degli anni Cinquanta e Sessanta grazie ad una selezione di abiti iconici, documenti, fotografie e accessori d’epoca provenienti dal Fondo Sarmi conservato dal museo.
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