marchio di toscana promozione turistica formato orizzontale

Sede

Via Vittorio Emanuele II, 62-64
50134 Firenze

Scrivici

info@toscanapromozione.it

PEC

toscanapromozione@postacert.toscana.it

Newsletter

Eventi

Murales del david di Michelangelo su una parete di marmo
Temi: Eventi newsletter numero 31

Carrara 2026: la città del marmo diventa capitale dell’arte contemporanea

Carrara, nel cuore della Toscana, si prepara a vivere una stagione speciale: la città del marmo è infatti appena stata nominata capitale toscana dell’arte contemporanea con il progetto “Carrara: da 2mila anni contemporanea”. Un titolo che racconta bene l’anima di questo luogo, dove la storia millenaria dell’estrazione e della lavorazione del marmo continua a dialogare con la creatività più attuale.

Da secoli artisti e scultori arrivano qui da ogni parte del mondo per lavorare il celebre marmo bianco delle Alpi Apuane, lo stesso che ha reso immortali i capolavori della scultura di Michelangelo. Oggi questa tradizione vive ancora tra botteghe artigiane, laboratori, l’Accademia di Belle Arti e i musei come il MudaC e il CarMi che trasformano la città in un laboratorio creativo dove il sapere antico incontra nuove visioni artistiche.

Da maggio a dicembre un ricco calendario di iniziative ed eventi, con mostre diffuse, installazioni urbane, festival e incontri dedicati all’arte contemporanea, mira a trasformare il territorio in un museo a cielo aperto, dove la maestosità della natura lavorata dialoga con l’arte contemporanea più audace. L’arte invaderà anche le strade del centro storico con la 10° edizione di “White Carrara”, una mostra diffusa dedicata al design e al contemporaneo, mentre il festival creativo “C/art” trasformerà gli antichi quartieri del marmo in un grande laboratorio a cielo aperto tra performance, workshop e installazioni.

Riconosciuta nel 20218 città creativa dell’UNESCO per l’artigianato, Carrara offre ai visitatori un’esperienza unica: scoprire studi artistici, entrare nelle botteghe del marmo e ammirare un paesaggio dove natura, industria e arte convivono da oltre duemila anni. Un invito a vivere la Toscana da una prospettiva diversa, tra tradizione, innovazione e bellezza scolpita nella pietra.

(Foto di copertina: Carrara- MURALES KOBRA_Collephoto)

La Toscana dei cammini

Piatto di pici all'aglione
Temi: La Toscana dei cammini newsletter numero 31

Cinque cammini da percorrere (anche) con il gusto

Dalla Lunigiana alla Val d’Orcia, ogni cammino racconta un paesaggio… e un sapore che lo rende unico. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.

Già Sigerico, nel suo viaggio lungo la Via Francigena, annotava nei suoi diari la qualità dei cibi incontrati negli “ospitali”: segno che il gusto è da sempre parte dell’esperienza del cammino. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.

Lo si percepisce fin dall’inizio della Via del Volto Santo, che collega Pontremoli a Lucca. O quanto meno dai primi piatti: in Lunigiana i testaroli raccontano una cucina essenziale, fatta di acqua e farina, legata a un territorio montano e autentico; più a sud, tra la Versilia e la lucchesia, i tordelli introducono una dimensione più ricca e conviviale. Mentre lungo la Via Lauretana Toscana, tra le geometrie della Val d’Orcia e della Valdichiana, i pici all’aglione (il noto aglio “gigante” qui coltivato) restituiscono una stessa idea di semplicità, dove pochi ingredienti costruiscono un equilibrio perfetto, in sintonia con il paesaggio. Qui sulla tavola non può mancare il Vino Nobile di Montepulciano DOCG.

Attraversando la Toscana lungo la Via Francigena, il racconto si amplia e si radica nella cultura rurale: il pecorino toscano DOP diventa simbolo di una tradizione pastorale diffusa, capace di accompagnare il viaggio con un sapore diretto e riconoscibile.

Si passa ai dolci entrando nel territorio senese con la Via Romea Sanese, dove il gusto si fa più complesso e stratificato. I dolci della tradizione – panforte, ricciarelli e cavallucci – raccontano secoli di influenze e scambi, tra spezie e mandorle, mentre il Vin Santo del Chianti DOC ne completa l’esperienza con una nota calda e avvolgente.
Infine, il Cammino di San Jacopo trova il suo centro a Pistoia, città profondamente legata alla figura di San Giacomo. Qui la tradizione si esprime nei confetti a riccio di Pistoia, esempio di un sapere artigianale che accompagna camminatori e viaggiatori in una dimensione più raccolta, fatta di dettagli e gesti tramandati nel tempo.

(Immagine di copertina: Pici all’aglione – Foto_ Terre di Siena)

Vetrina Toscana

Piatto di zuppa Garmugia
Temi: newsletter numero 31 Vetrina Toscana

La primavera in tavola: la Garmugia, regina delle primizie

Ci sono piatti che appartengono al tempo più ancora che al territorio, e la Garmugia è tra questi. Zuppa ‘nobile’, peculiare della Lucchesia, si concede soltanto in primavera, quando l’orto offre le sue primizie più fresche: fave, piselli, carciofi, asparagi e cipolle novelle, accompagnati da manzo tritato e pancetta. Un insieme che conferisce alla preparazione profondità di sapore e quella capacità ricostituente che la tradizione le ha sempre riconosciuto.

Ciò che rende la Garmugia davvero unica è il suo legame con una finestra temporale brevissima. Fave, piselli, carciofi e asparagi sono ortaggi dalle stagioni distinte: si trovano tutti freschi e contemporaneamente disponibili soltanto per poche settimane all’anno, in quel breve intervallo primaverile in cui i cicli della natura si sovrappongono. Solo i profumi della stagione nel piatto.

In un’epoca in cui la cucina tende alla standardizzazione e all’indifferenza verso il calendario, questo piatto afferma con discrezione la propria stagionalità che incarna appieno il manifesto dei valori del progetto di Vetrina Toscana: mangiare la Garmugia significa accordarsi al ritmo della natura e alla specificità di un luogo. Le origini risalgono al Seicento, ma la riscoperta moderna si deve a Maria Luisa Incontri Latteringhi della Stufa, che nel 1965 la inserì nel volume: ‘Pranzi e Conviti’, consigliandola come piatto ricostituente per chi usciva da lunghe malattie.

A differenza della maggior parte delle zuppe della tradizione toscana che hanno origine  contadina, la Garmugia nacque come pietanza aristocratica: la presenza della carne, lusso lontano dalle tavole popolari, lo conferma senza equivoci. Fu il medico e scrittore Mario Tobino a consegnarla all’immaginario collettivo come rimedio destinato agli «affanni» della ricca borghesia lucchese – un conforto per il corpo e, insieme, per lo spirito. Anche l’origine del nome è tutt’altro che univoca. C’è chi la riconduce al termine dialettale germiglio, cioè germoglio, a sottolineare la freschezza delle primizie utilizzate. Altri suggeriscono un’assonanza con il francese gourmet, traccia dell’influenza culturale della corte di Elisa Baciocchi Bonaparte.

Lo scrittore lucchese Ildefonso Nieri, nel suo Vocabolario Lucchese di inizio Novecento, propone invece una derivazione dall’antico termine vernacolare ‘guarmugia’, che indicava la gorgiera — il collaretto di tessuto increspato un tempo indossato dai nobili — con un rimando visivo alle verdure sminuzzate che compongono il piatto.Pur essendo nata come piatto d’élite, si presta con naturalezza a una logica antispreco: il brodo vegetale che ne forma la base può essere preparato con gli scarti della pulitura degli ortaggi — i gambi degli asparagi, i baccelli dei legumi, le foglie esterne dei carciofi. Nulla viene buttato, tutto concorre al risultato finale. Ogni anno la condotta Slow Food di Lucca organizza  un evento nei ristoranti del territorio dedicato a questo prezioso ‘concentrato di primavera’

A questo link la ricetta della Garmugia

(Immagine di copertina:  Garmugia – Vetrina Toscana)

Cicloturismo

Cicloturista in controluce su un crinale con arcobaleno
Temi: Cicloturismo newsletter numero 31

Carta dei Valori: una visione per il futuro del cicloturismo.

La vera novità di questa stagione non si limita ai sentieri, ma risiede nell’anima stessa dell’accoglienza. Toscana Promozione Turistica, in stretta collaborazione con gli operatori dell’ecosistema turistico, ha co-progettato e sancito la Carta dei Valori del turismo in bicicletta. Più che un semplice protocollo di servizi, il documento rappresenta un impegno formale per creare una sinergia perfetta tra territorio e visitatori, definendo un modello d’esperienza condiviso e d’eccellenza.

Ispirata alle già consolidate Carte dei Valori regionali (Family, Turismo Sostenibile, Mental Wellness, Turismo Femminile, Pet Friendly), questa nuova visione promuove i capisaldi del viaggio lento: ospitalità autentica, accoglienza diffusa, condivisione, incontro tra persone e comunità, benessere, sostenibilità, equilibrio e meraviglia.
La carta si fonda su sette pilastri che costituiscono lo “stile di vita toscano” su due ruote attivando un vero incontro con il Genius Loci.

  1. Autenticità:Gli operatori si fanno custodi e narratori del territorio, rispettandone la stagionalità e l’identità storica.
  2. Ospitalità:Al centro c’è l’individuo, prima del mezzo. Un consiglio esperto o un sorriso sincero hanno lo stesso valore di un’officina attrezzata.
  3. Umanesimo: La bicicletta come luogo di conversazione e vera relazione, trasformando il viaggio in un percorso di contemplazione.
  4. Competenza:Un impegno costante nella formazione per garantire al cicloturista sicurezza e supporto qualificato in ogni fase.
  5. Attenzione alla Bellezza:Ricerca della qualità in ogni dettaglio, dal comfort delle strutture alla valorizzazione dell’enogastronomia a km zero.
  6. L’Arte della Lentezza:Il diritto a rallentare, dove il tragitto assume lo stesso valore della meta.
  7. Sostenibilità:Un atto d’amore per preservare la biodiversità e garantire che lo stupore di oggi resti un patrimonio accessibile anche domani.

La carta integrale si potrà scaricare al questo link

Made in Tuscany

Immagine: Spiritualità francescana e laboriosità artigiana
Temi: Made in Tuscany newsletter numero 29

Spiritualità francescana e laboriosità artigiana

In Toscana la spiritualità francescana e la tradizione artigiana si intrecciano da secoli, dando vita a un patrimonio culturale diffuso. Ne è un esempio significativo il Museo etnografico missionario francescano, presso il convento di Fiesole, che conserva oggetti missionari, reperti etnografici e manufatti raccolti dai francescani nel mondo: abiti, strumenti musicali, porcellane, avori e oggetti d’uso quotidiano dei frati.

La visita al complesso conventuale di San Francesco offre, inoltre, uno spaccato autentico sulla vita e sulla cultura francescana nel contesto toscano. Nei luoghi francescani della regione – dal la Verna ad Arezzo, fino alla Val Tiberina – l’artigianato è strettamente legato alla storia spirituale di San Francesco. Manufatti devozionali, opere di arte sacra come gli affreschi di Piero della Francesca, sculture e vetrate testimoniano come la fede abbia ispirato e alimentato la creatività nel corso dei secoli. Un patrimonio che si conserva nei santuari e nei borghi circostanti e che si estende in varie aree della Toscana, da Greve in Chianti a Montauto.

In luoghi come la Verna o la chiesa francescana di Barga, il dialogo tra manualità e religiosità trova una delle sue espressioni più alte nella terracotta invetriata dei Della Robbia; a Cortona, nel complesso delle Celle, è invece l’architettura essenziale a riflettere l’ideale di vita monastica; uno dei primi luoghi francescani in Toscana, Colle Val d’Elsa, è una delle capitali mondiali del cristallo. Lungo gli itinerari francescani si incontrano numerose testimonianze delle arti tradizionali locali – ceramica, legno, vetro, metalli, tessuti e ricami – mentre conventi e chiese storiche, a partire dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, offrono un contesto culturale di grande valore, intriso di una storia secolare e di saperi artigiani.

(Foto di copertina: il convento di San Francesco a Fiesole che ospita il museo etnografico)

Toscana Sostenibile

Castello di Fosdinovo
Temi: newsletter numero 31 Toscana sostenibile

Estate sostenibile in Toscana: slow travel e borghi nascosti

L’estate in Toscana è da sempre sinonimo di bellezza: città d’arte, paesaggi iconici, cultura e gastronomia. Ma nei mesi tra giugno e agosto, sempre più viaggiatori internazionali si trovano di fronte a una domanda concreta: è possibile vivere la Toscana evitando il sovraffollamento e riducendo l’impatto ambientale? La risposta è sì, e passa da un cambio di prospettiva. Non si tratta di rinunciare alla destinazione, ma di scegliere come viverla.

Negli ultimi anni sta emergendo un nuovo modo di viaggiare, più lento e consapevole, che privilegia territori meno battuti, esperienze autentiche e una relazione più diretta con il paesaggio. In Toscana, questo approccio trova un terreno naturale: una rete diffusa di borghi, colline, vigneti e piccoli centri che raccontano l’identità della regione al di là delle mete più conosciute. Allontanarsi dalle città più affollate significa scoprire una Toscana diversa, fatta di ritmi più distesi e di un rapporto più autentico con i luoghi. I borghi dell’entroterra, spesso facilmente raggiungibili, offrono esperienze di alta qualità anche in piena estate: passeggiate tra vicoli silenziosi, piazze che si animano al tramonto, eventi culturali e feste locali che restituiscono il senso della comunità.

Il viaggio slow si costruisce anche attraverso la mobilità. Treno, bicicletta e cammini diventano strumenti per esplorare il territorio in modo sostenibile, riducendo la dipendenza dall’auto e permettendo di attraversare il paesaggio senza frammentarlo. Le linee ferroviarie regionali, integrate con percorsi ciclabili e sentieri, offrono la possibilità di creare itinerari flessibili, adatti a un turismo estivo più leggero e distribuito.

L’estate è anche il momento ideale per vivere la Toscana attraverso le sue eccellenze enogastronomiche. Cantine, aziende agricole e mercati locali propongono esperienze legate alla stagionalità e alla filiera corta, mentre i prodotti del territorio diventano parte integrante del viaggio. Non solo degustazioni, ma occasioni di incontro con chi quel territorio lo vive e lo custodisce.

Questo modello risponde a una domanda crescente nei mercati internazionali: viaggiare meglio, non solo di più. Ridurre l’impatto ambientale, evitare le concentrazioni eccessive, scegliere esperienze che generano valore anche per le comunità locali.

In questo scenario, la Toscana può posizionarsi come una destinazione capace di coniugare attrattività e sostenibilità, proponendo un’estate che non è solo da vedere, ma da vivere con maggiore consapevolezza. Non una fuga dalle mete iconiche, ma un invito ad ampliare lo sguardo: verso borghi meno conosciuti, paesaggi più silenziosi, itinerari più lenti.Perché, oggi più che mai, il vero lusso del viaggio è il tempo.

(Nella foto di copertina: Castello di Fosdinovo, Lunigiana, Provincia di Massa-Carrara)

Terme toscane

Immagine: Bere salute alle terme toscane
Temi: newsletter numero 31 Terme toscane

Bere salute alle terme toscane

Già praticata in epoca etrusca e poi sviluppata dai Romani, questa forma di cura naturale trova oggi spazio in numerose strutture termali della regione, dove tradizione e medicina moderna si incontrano.

Quando si parla di terme, l’immaginario si apre a un mondo ricco e articolato: nei luoghi termali della Toscana, i bagni rappresentano solo una delle tante esperienze possibili. Accanto ai percorsi di relax, si sviluppano trattamenti che uniscono benessere e salute, come l’idropinoterapia, una pratica basata sull’assunzione guidata di acque minerali secondo tempi e modalità specifiche. Già nell’Ottocento si parlava di “passare le acque”, espressione che raccontava una forma di soggiorno elegante e ricercata, in cui la cura del corpo si intrecciava con la vita sociale e il piacere della villeggiatura. In Toscana questa tradizione ha trovato un terreno particolarmente fertile e grazie alla ricchezza delle sue sorgenti, oggi l’idropinoterapia si inserisce in un rinnovato interesse verso pratiche naturali e sostenibili, mantenendo un dialogo costante con la ricerca più avanzata. Le diverse acque, ciascuna con caratteristiche e benefici specifici, vengono assunte all’interno di percorsi appositi, trasformando un gesto semplice in un’opportunità concreta di benessere.

Nel panorama termale della Toscana, le cure idropiniche trovano una delle loro espressioni più rappresentative a Chianciano Terme, località storicamente legata alla ricchezza delle sue acque minerali; qui l’idropinoterapia è una pratica centrale: si basa sull’assunzione di acque minerali direttamente alla fonte, in particolare della celebre Acqua Santa, che con le altre fonti, Fucoli, Sillene e Santissima, permette di costruire percorsi completi che uniscono prevenzione, cura e riequilibrio dell’organismo. Sempre a Chianciano, le fonti delle Terme di Sant’Elena sono ospitate in un elegante parco che offre magnifici panorami sui laghi di Chiusi, Montepulciano, Trasimeno e sul Monte Amiata.

Montecatini Terme, già frequentata nel Settecento da nobili e viaggiatori europei, deve il suo prestigio a stabilimenti iconici come il Tettuccio, capolavoro liberty dove ancora oggi si svolge il rito dell’assunzione delle acque. Le fonti — Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco — offrono un’esperienza che unisce salute, architettura e atmosfera d’altri tempi, tra colonnati monumentali e giardini rigogliosi.

Nel suggestivo contesto collinare di Gambassi Terme, le Terme della via Francigena, immerse tra vigneti e paesaggi tipici della campagna toscana, l’idroterapia si sviluppa attorno alla storica fonte Pillo, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà depurative. Le cure idropiniche delle Terme di Saturnia Spa & Golf Resort sfruttano le acque sulfuree, ricche di minerali con effetti depurativi e digestivi. Le Terme della Lunigiana propongono percorsi di idropinoterapia pensati per il benessere e la rigenerazione. Le acque minerali, assunte seguendo modalità tradizionali, diventano parte di un’esperienza esclusiva tra colline, fiumi e borghi storici.

L’acqua termale delle Terme di Casciana, chiamata Acqua Mathelda, ha oltre mille anni di storia. Fu Matilde di Canossa a valorizzarne i benefici e a diffondere la fama di questa perla del termalismo, circondata dalle colline pisane. Le acque termali delle Terme di Equi, sono in grado di recare un’azione benefica sull’intero organismo.  Circondate da boschi, grotte e corsi d’acqua, le strutture termali permettono di vivere esperienze di benessere immerse in un paesaggio suggestivo e incontaminato. Fonteverde è un elegante centro termale che si trova a San Casciano dei Bagni, in Val d’Orcia, qui l’acqua della sorgente termale Santa Lucia viene offerta agli ospiti come preparazione e completamento degli altri trattamenti. Alle Terme di Venturina, nell’alta Maremma, le preziose Aquae Populoniae sono note per il loro effetto tonificante e rigenerante sul corpo. L’assunzione segue percorsi personalizzati e tempi specifici, trasformando il semplice gesto di bere acqua minerale in un’esperienza di benessere profondo.

(Immagine di copertina: terme di Montecatini, particolare – Archivio Toscana Promozione Turistica)

Mostre

Dipinto con scena di baccanale
Temi: Mostre newsletter numero 31

Vernici e mostre in corso ad aprile in Toscana

PITTURA A NAPOLI DOPO CARAVAGGIO

Dal 27 marzo al 27 settembre 2026

LUOGO: Museo Villa Bertelli – Forte dei Marmi

Una grande occasione per ammirare capolavori del cosiddetto secolo d’oro della pittura partenopea fuori dal loro contesto originario. Per la prima volta circa 40 opere della celebre Fondazione De Vito, vengono esposte in Toscana, negli spazi di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, consentendo di ripercorrere l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Caravaggio, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico.

OTTONE ROSAI. POETA INNANZI TUTTO

Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

L’ esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Il percorso consente inoltre di esplorare le suggestioni che il pittore Georg Baselitz, al centro di una grande mostra sempre al Museo Novecento e grande estimatore di Ottone Rosai trasse dalla sua lezione pittorica. Non solo una mostra, ma un progetto culturale esteso in collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, col quale si racconta il mondo intellettuale ruotante attorno a Rosai, popolato di nomi come Luzi, Montale, Ungaretti, De Chirico.

LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE

Dal 24 marzo al 13 giugno

LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena

La mostra celebra un cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana, il voto alle donne,

attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono alcune delle donne che ne furono protagoniste.

GEORG BASELITZ- AVANTI!

Dal 25 marzo al 13 settembre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

Centottanta opere su carta, incisioni, dipinti e sculture, una monumentale nel cortile, che raccontano il percorso dell’artista il cui legame con Firenze dove ha vissuto e con il Manierismo di con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca. Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ribadisce la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.

GALEAZZO NARDINI. ARTE SCIOPERO

Dal 22 marzo al 7 giugno 2026

LUOGO: Galleria civica MO.C.A. – Montecatini Terme

La rassegna è dedicata a una figura eclettica e radicale del panorama artistico, Galeazzo Nardini che dal 1976 sino alla morte, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura, che lo portò a rinunciare definitivamente alla vendita delle proprie opere.

(Immagine di copertina: Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro (Napoli 1609-10 – 1675), Corteo di Bacco, 1650 ca., olio su tela, 68×102 cm)

Newsletter

Toscana Promozione Turistica

Via Vittorio Emanuele II, 62/64 5013 Firenze Italia

a cura di

redazione@toscanapromozione.it