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Eventi
Carrara 2026: la città del marmo diventa capitale dell’arte contemporanea
Carrara, nel cuore della Toscana, si prepara a vivere una stagione speciale: la città del marmo è infatti appena stata nominata capitale toscana dell’arte contemporanea con il progetto “Carrara: da 2mila anni contemporanea”. Un titolo che racconta bene l’anima di questo luogo, dove la storia millenaria dell’estrazione e della lavorazione del marmo continua a dialogare con la creatività più attuale.
Da secoli artisti e scultori arrivano qui da ogni parte del mondo per lavorare il celebre marmo bianco delle Alpi Apuane, lo stesso che ha reso immortali i capolavori della scultura di Michelangelo. Oggi questa tradizione vive ancora tra botteghe artigiane, laboratori, l’Accademia di Belle Arti e i musei come il MudaC e il CarMi che trasformano la città in un laboratorio creativo dove il sapere antico incontra nuove visioni artistiche.
Da maggio a dicembre un ricco calendario di iniziative ed eventi, con mostre diffuse, installazioni urbane, festival e incontri dedicati all’arte contemporanea, mira a trasformare il territorio in un museo a cielo aperto, dove la maestosità della natura lavorata dialoga con l’arte contemporanea più audace. L’arte invaderà anche le strade del centro storico con la 10° edizione di “White Carrara”, una mostra diffusa dedicata al design e al contemporaneo, mentre il festival creativo “C/art” trasformerà gli antichi quartieri del marmo in un grande laboratorio a cielo aperto tra performance, workshop e installazioni.
Riconosciuta nel 20218 città creativa dell’UNESCO per l’artigianato, Carrara offre ai visitatori un’esperienza unica: scoprire studi artistici, entrare nelle botteghe del marmo e ammirare un paesaggio dove natura, industria e arte convivono da oltre duemila anni. Un invito a vivere la Toscana da una prospettiva diversa, tra tradizione, innovazione e bellezza scolpita nella pietra.
(Foto di copertina: Carrara- MURALES KOBRA_Collephoto)
La Toscana dei cammini
Cinque cammini da percorrere (anche) con il gusto
Dalla Lunigiana alla Val d’Orcia, ogni cammino racconta un paesaggio… e un sapore che lo rende unico. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.
Già Sigerico, nel suo viaggio lungo la Via Francigena, annotava nei suoi diari la qualità dei cibi incontrati negli “ospitali”: segno che il gusto è da sempre parte dell’esperienza del cammino. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.
Lo si percepisce fin dall’inizio della Via del Volto Santo, che collega Pontremoli a Lucca. O quanto meno dai primi piatti: in Lunigiana i testaroli raccontano una cucina essenziale, fatta di acqua e farina, legata a un territorio montano e autentico; più a sud, tra la Versilia e la lucchesia, i tordelli introducono una dimensione più ricca e conviviale. Mentre lungo la Via Lauretana Toscana, tra le geometrie della Val d’Orcia e della Valdichiana, i pici all’aglione (il noto aglio “gigante” qui coltivato) restituiscono una stessa idea di semplicità, dove pochi ingredienti costruiscono un equilibrio perfetto, in sintonia con il paesaggio. Qui sulla tavola non può mancare il Vino Nobile di Montepulciano DOCG.
Attraversando la Toscana lungo la Via Francigena, il racconto si amplia e si radica nella cultura rurale: il pecorino toscano DOP diventa simbolo di una tradizione pastorale diffusa, capace di accompagnare il viaggio con un sapore diretto e riconoscibile.
Si passa ai dolci entrando nel territorio senese con la Via Romea Sanese, dove il gusto si fa più complesso e stratificato. I dolci della tradizione – panforte, ricciarelli e cavallucci – raccontano secoli di influenze e scambi, tra spezie e mandorle, mentre il Vin Santo del Chianti DOC ne completa l’esperienza con una nota calda e avvolgente.
Infine, il Cammino di San Jacopo trova il suo centro a Pistoia, città profondamente legata alla figura di San Giacomo. Qui la tradizione si esprime nei confetti a riccio di Pistoia, esempio di un sapere artigianale che accompagna camminatori e viaggiatori in una dimensione più raccolta, fatta di dettagli e gesti tramandati nel tempo.
(Immagine di copertina: Pici all’aglione – Foto_ Terre di Siena)
Vetrina Toscana
La primavera in tavola: la Garmugia, regina delle primizie
Ci sono piatti che appartengono al tempo più ancora che al territorio, e la Garmugia è tra questi. Zuppa ‘nobile’, peculiare della Lucchesia, si concede soltanto in primavera, quando l’orto offre le sue primizie più fresche: fave, piselli, carciofi, asparagi e cipolle novelle, accompagnati da manzo tritato e pancetta. Un insieme che conferisce alla preparazione profondità di sapore e quella capacità ricostituente che la tradizione le ha sempre riconosciuto.
Ciò che rende la Garmugia davvero unica è il suo legame con una finestra temporale brevissima. Fave, piselli, carciofi e asparagi sono ortaggi dalle stagioni distinte: si trovano tutti freschi e contemporaneamente disponibili soltanto per poche settimane all’anno, in quel breve intervallo primaverile in cui i cicli della natura si sovrappongono. Solo i profumi della stagione nel piatto.
In un’epoca in cui la cucina tende alla standardizzazione e all’indifferenza verso il calendario, questo piatto afferma con discrezione la propria stagionalità che incarna appieno il manifesto dei valori del progetto di Vetrina Toscana: mangiare la Garmugia significa accordarsi al ritmo della natura e alla specificità di un luogo. Le origini risalgono al Seicento, ma la riscoperta moderna si deve a Maria Luisa Incontri Latteringhi della Stufa, che nel 1965 la inserì nel volume: ‘Pranzi e Conviti’, consigliandola come piatto ricostituente per chi usciva da lunghe malattie.
A differenza della maggior parte delle zuppe della tradizione toscana che hanno origine contadina, la Garmugia nacque come pietanza aristocratica: la presenza della carne, lusso lontano dalle tavole popolari, lo conferma senza equivoci. Fu il medico e scrittore Mario Tobino a consegnarla all’immaginario collettivo come rimedio destinato agli «affanni» della ricca borghesia lucchese – un conforto per il corpo e, insieme, per lo spirito. Anche l’origine del nome è tutt’altro che univoca. C’è chi la riconduce al termine dialettale germiglio, cioè germoglio, a sottolineare la freschezza delle primizie utilizzate. Altri suggeriscono un’assonanza con il francese gourmet, traccia dell’influenza culturale della corte di Elisa Baciocchi Bonaparte.
Lo scrittore lucchese Ildefonso Nieri, nel suo Vocabolario Lucchese di inizio Novecento, propone invece una derivazione dall’antico termine vernacolare ‘guarmugia’, che indicava la gorgiera — il collaretto di tessuto increspato un tempo indossato dai nobili — con un rimando visivo alle verdure sminuzzate che compongono il piatto.Pur essendo nata come piatto d’élite, si presta con naturalezza a una logica antispreco: il brodo vegetale che ne forma la base può essere preparato con gli scarti della pulitura degli ortaggi — i gambi degli asparagi, i baccelli dei legumi, le foglie esterne dei carciofi. Nulla viene buttato, tutto concorre al risultato finale. Ogni anno la condotta Slow Food di Lucca organizza un evento nei ristoranti del territorio dedicato a questo prezioso ‘concentrato di primavera’
A questo link la ricetta della Garmugia
(Immagine di copertina: Garmugia – Vetrina Toscana)
Cicloturismo
Carta dei Valori: una visione per il futuro del cicloturismo.
La vera novità di questa stagione non si limita ai sentieri, ma risiede nell’anima stessa dell’accoglienza. Toscana Promozione Turistica, in stretta collaborazione con gli operatori dell’ecosistema turistico, ha co-progettato e sancito la Carta dei Valori del turismo in bicicletta. Più che un semplice protocollo di servizi, il documento rappresenta un impegno formale per creare una sinergia perfetta tra territorio e visitatori, definendo un modello d’esperienza condiviso e d’eccellenza.
Ispirata alle già consolidate Carte dei Valori regionali (Family, Turismo Sostenibile, Mental Wellness, Turismo Femminile, Pet Friendly), questa nuova visione promuove i capisaldi del viaggio lento: ospitalità autentica, accoglienza diffusa, condivisione, incontro tra persone e comunità, benessere, sostenibilità, equilibrio e meraviglia.
La carta si fonda su sette pilastri che costituiscono lo “stile di vita toscano” su due ruote attivando un vero incontro con il Genius Loci.
- Autenticità:Gli operatori si fanno custodi e narratori del territorio, rispettandone la stagionalità e l’identità storica.
- Ospitalità:Al centro c’è l’individuo, prima del mezzo. Un consiglio esperto o un sorriso sincero hanno lo stesso valore di un’officina attrezzata.
- Umanesimo: La bicicletta come luogo di conversazione e vera relazione, trasformando il viaggio in un percorso di contemplazione.
- Competenza:Un impegno costante nella formazione per garantire al cicloturista sicurezza e supporto qualificato in ogni fase.
- Attenzione alla Bellezza:Ricerca della qualità in ogni dettaglio, dal comfort delle strutture alla valorizzazione dell’enogastronomia a km zero.
- L’Arte della Lentezza:Il diritto a rallentare, dove il tragitto assume lo stesso valore della meta.
- Sostenibilità:Un atto d’amore per preservare la biodiversità e garantire che lo stupore di oggi resti un patrimonio accessibile anche domani.
La carta integrale si potrà scaricare al questo link
Made in Tuscany
Spiritualità francescana e laboriosità artigiana
In Toscana la spiritualità francescana e la tradizione artigiana si intrecciano da secoli, dando vita a un patrimonio culturale diffuso. Ne è un esempio significativo il Museo etnografico missionario francescano, presso il convento di Fiesole, che conserva oggetti missionari, reperti etnografici e manufatti raccolti dai francescani nel mondo: abiti, strumenti musicali, porcellane, avori e oggetti d’uso quotidiano dei frati.
La visita al complesso conventuale di San Francesco offre, inoltre, uno spaccato autentico sulla vita e sulla cultura francescana nel contesto toscano. Nei luoghi francescani della regione – dal la Verna ad Arezzo, fino alla Val Tiberina – l’artigianato è strettamente legato alla storia spirituale di San Francesco. Manufatti devozionali, opere di arte sacra come gli affreschi di Piero della Francesca, sculture e vetrate testimoniano come la fede abbia ispirato e alimentato la creatività nel corso dei secoli. Un patrimonio che si conserva nei santuari e nei borghi circostanti e che si estende in varie aree della Toscana, da Greve in Chianti a Montauto.
In luoghi come la Verna o la chiesa francescana di Barga, il dialogo tra manualità e religiosità trova una delle sue espressioni più alte nella terracotta invetriata dei Della Robbia; a Cortona, nel complesso delle Celle, è invece l’architettura essenziale a riflettere l’ideale di vita monastica; uno dei primi luoghi francescani in Toscana, Colle Val d’Elsa, è una delle capitali mondiali del cristallo. Lungo gli itinerari francescani si incontrano numerose testimonianze delle arti tradizionali locali – ceramica, legno, vetro, metalli, tessuti e ricami – mentre conventi e chiese storiche, a partire dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, offrono un contesto culturale di grande valore, intriso di una storia secolare e di saperi artigiani.
(Foto di copertina: il convento di San Francesco a Fiesole che ospita il museo etnografico)
Toscana femminile
Il Museo artistico della bambola per grandi e piccini
Riapre per la stagione primaverile ed estiva il MAB , museo artistico della bambola, nel comune di Suvereto (LI), un borgo di origine medievale, protetto ancora oggi dalle caratteristiche mura difensive in pietra. Si tratta di un piccolo e originale museo dedicato a uno dei giocattoli più amati dell’infanzia.
Frutto della donazione al comune della collezione privata di Maria Micaelli (1931-2020), imprenditrice e collezionista, molto legata al borgo. Dal 2020 il Museo è entrato nel Sistema dei Parchi della Val di Cornia, che gestisce anche i Parchi archeologici e naturalistici e i Musei del comprensorio, lungo la Costa degli Etruschi. Il MAB custodisce esemplari delle più importanti manifatture d’Italia. Da quelle in feltro a quelle in porcellana, dal biscuit alla lana, fino alla celluloide. Bambole d’artista, pezzi unici artigianali e bambole per il collezionismo: un percorso museale originale che, dalla fine dell’Ottocento agli anni ’90 del Novecento, ripercorre attraverso le bambole l’evoluzione della società, la lunga strada per l’emancipazione femminile, l’evolversi del costume, raccontando anche alcuni momenti chiave per la storia italiana, come l’alluvione di Firenze del 1966, dal cui fango fu recuperato un pierrot della Collezione, e l’avventura di Azzurra, la prima barca a vela italiana a partecipare nel 1983 e poi nel 1987 all’America’s Cup, attraverso la bambola a marchio Lenci, perfetta rappresentazione del Made in Italy.
Foto di copertina: Clara Vannucci
MAB – Museo Artistico della Bambola Collezione Maria Micaelli
Toscana Sostenibile
Estate sostenibile in Toscana: slow travel e borghi nascosti
L’estate in Toscana è da sempre sinonimo di bellezza: città d’arte, paesaggi iconici, cultura e gastronomia. Ma nei mesi tra giugno e agosto, sempre più viaggiatori internazionali si trovano di fronte a una domanda concreta: è possibile vivere la Toscana evitando il sovraffollamento e riducendo l’impatto ambientale? La risposta è sì, e passa da un cambio di prospettiva. Non si tratta di rinunciare alla destinazione, ma di scegliere come viverla.
Negli ultimi anni sta emergendo un nuovo modo di viaggiare, più lento e consapevole, che privilegia territori meno battuti, esperienze autentiche e una relazione più diretta con il paesaggio. In Toscana, questo approccio trova un terreno naturale: una rete diffusa di borghi, colline, vigneti e piccoli centri che raccontano l’identità della regione al di là delle mete più conosciute. Allontanarsi dalle città più affollate significa scoprire una Toscana diversa, fatta di ritmi più distesi e di un rapporto più autentico con i luoghi. I borghi dell’entroterra, spesso facilmente raggiungibili, offrono esperienze di alta qualità anche in piena estate: passeggiate tra vicoli silenziosi, piazze che si animano al tramonto, eventi culturali e feste locali che restituiscono il senso della comunità.
Il viaggio slow si costruisce anche attraverso la mobilità. Treno, bicicletta e cammini diventano strumenti per esplorare il territorio in modo sostenibile, riducendo la dipendenza dall’auto e permettendo di attraversare il paesaggio senza frammentarlo. Le linee ferroviarie regionali, integrate con percorsi ciclabili e sentieri, offrono la possibilità di creare itinerari flessibili, adatti a un turismo estivo più leggero e distribuito.
L’estate è anche il momento ideale per vivere la Toscana attraverso le sue eccellenze enogastronomiche. Cantine, aziende agricole e mercati locali propongono esperienze legate alla stagionalità e alla filiera corta, mentre i prodotti del territorio diventano parte integrante del viaggio. Non solo degustazioni, ma occasioni di incontro con chi quel territorio lo vive e lo custodisce.
Questo modello risponde a una domanda crescente nei mercati internazionali: viaggiare meglio, non solo di più. Ridurre l’impatto ambientale, evitare le concentrazioni eccessive, scegliere esperienze che generano valore anche per le comunità locali.
In questo scenario, la Toscana può posizionarsi come una destinazione capace di coniugare attrattività e sostenibilità, proponendo un’estate che non è solo da vedere, ma da vivere con maggiore consapevolezza. Non una fuga dalle mete iconiche, ma un invito ad ampliare lo sguardo: verso borghi meno conosciuti, paesaggi più silenziosi, itinerari più lenti.Perché, oggi più che mai, il vero lusso del viaggio è il tempo.
(Nella foto di copertina: Castello di Fosdinovo, Lunigiana, Provincia di Massa-Carrara)
Terme toscane
Bere salute alle terme toscane
Già praticata in epoca etrusca e poi sviluppata dai Romani, questa forma di cura naturale trova oggi spazio in numerose strutture termali della regione, dove tradizione e medicina moderna si incontrano.
Quando si parla di terme, l’immaginario si apre a un mondo ricco e articolato: nei luoghi termali della Toscana, i bagni rappresentano solo una delle tante esperienze possibili. Accanto ai percorsi di relax, si sviluppano trattamenti che uniscono benessere e salute, come l’idropinoterapia, una pratica basata sull’assunzione guidata di acque minerali secondo tempi e modalità specifiche. Già nell’Ottocento si parlava di “passare le acque”, espressione che raccontava una forma di soggiorno elegante e ricercata, in cui la cura del corpo si intrecciava con la vita sociale e il piacere della villeggiatura. In Toscana questa tradizione ha trovato un terreno particolarmente fertile e grazie alla ricchezza delle sue sorgenti, oggi l’idropinoterapia si inserisce in un rinnovato interesse verso pratiche naturali e sostenibili, mantenendo un dialogo costante con la ricerca più avanzata. Le diverse acque, ciascuna con caratteristiche e benefici specifici, vengono assunte all’interno di percorsi appositi, trasformando un gesto semplice in un’opportunità concreta di benessere.
Nel panorama termale della Toscana, le cure idropiniche trovano una delle loro espressioni più rappresentative a Chianciano Terme, località storicamente legata alla ricchezza delle sue acque minerali; qui l’idropinoterapia è una pratica centrale: si basa sull’assunzione di acque minerali direttamente alla fonte, in particolare della celebre Acqua Santa, che con le altre fonti, Fucoli, Sillene e Santissima, permette di costruire percorsi completi che uniscono prevenzione, cura e riequilibrio dell’organismo. Sempre a Chianciano, le fonti delle Terme di Sant’Elena sono ospitate in un elegante parco che offre magnifici panorami sui laghi di Chiusi, Montepulciano, Trasimeno e sul Monte Amiata.
Montecatini Terme, già frequentata nel Settecento da nobili e viaggiatori europei, deve il suo prestigio a stabilimenti iconici come il Tettuccio, capolavoro liberty dove ancora oggi si svolge il rito dell’assunzione delle acque. Le fonti — Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco — offrono un’esperienza che unisce salute, architettura e atmosfera d’altri tempi, tra colonnati monumentali e giardini rigogliosi.
Nel suggestivo contesto collinare di Gambassi Terme, le Terme della via Francigena, immerse tra vigneti e paesaggi tipici della campagna toscana, l’idroterapia si sviluppa attorno alla storica fonte Pillo, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà depurative. Le cure idropiniche delle Terme di Saturnia Spa & Golf Resort sfruttano le acque sulfuree, ricche di minerali con effetti depurativi e digestivi. Le Terme della Lunigiana propongono percorsi di idropinoterapia pensati per il benessere e la rigenerazione. Le acque minerali, assunte seguendo modalità tradizionali, diventano parte di un’esperienza esclusiva tra colline, fiumi e borghi storici.
L’acqua termale delle Terme di Casciana, chiamata Acqua Mathelda, ha oltre mille anni di storia. Fu Matilde di Canossa a valorizzarne i benefici e a diffondere la fama di questa perla del termalismo, circondata dalle colline pisane. Le acque termali delle Terme di Equi, sono in grado di recare un’azione benefica sull’intero organismo. Circondate da boschi, grotte e corsi d’acqua, le strutture termali permettono di vivere esperienze di benessere immerse in un paesaggio suggestivo e incontaminato. Fonteverde è un elegante centro termale che si trova a San Casciano dei Bagni, in Val d’Orcia, qui l’acqua della sorgente termale Santa Lucia viene offerta agli ospiti come preparazione e completamento degli altri trattamenti. Alle Terme di Venturina, nell’alta Maremma, le preziose Aquae Populoniae sono note per il loro effetto tonificante e rigenerante sul corpo. L’assunzione segue percorsi personalizzati e tempi specifici, trasformando il semplice gesto di bere acqua minerale in un’esperienza di benessere profondo.
(Immagine di copertina: terme di Montecatini, particolare – Archivio Toscana Promozione Turistica)
Mostre
Vernici e mostre in corso ad aprile in Toscana
PITTURA A NAPOLI DOPO CARAVAGGIO
Dal 27 marzo al 27 settembre 2026
LUOGO: Museo Villa Bertelli – Forte dei Marmi
Una grande occasione per ammirare capolavori del cosiddetto secolo d’oro della pittura partenopea fuori dal loro contesto originario. Per la prima volta circa 40 opere della celebre Fondazione De Vito, vengono esposte in Toscana, negli spazi di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, consentendo di ripercorrere l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Caravaggio, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico.
OTTONE ROSAI. POETA INNANZI TUTTO
Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026
LUOGO: Museo Novecento – Firenze
L’ esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Il percorso consente inoltre di esplorare le suggestioni che il pittore Georg Baselitz, al centro di una grande mostra sempre al Museo Novecento e grande estimatore di Ottone Rosai trasse dalla sua lezione pittorica. Non solo una mostra, ma un progetto culturale esteso in collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, col quale si racconta il mondo intellettuale ruotante attorno a Rosai, popolato di nomi come Luzi, Montale, Ungaretti, De Chirico.
LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE
Dal 24 marzo al 13 giugno
LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena
La mostra celebra un cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana, il voto alle donne,
attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono alcune delle donne che ne furono protagoniste.
GEORG BASELITZ- AVANTI!
Dal 25 marzo al 13 settembre 2026
LUOGO: Museo Novecento – Firenze
Centottanta opere su carta, incisioni, dipinti e sculture, una monumentale nel cortile, che raccontano il percorso dell’artista il cui legame con Firenze dove ha vissuto e con il Manierismo di con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca. Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ribadisce la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.
GALEAZZO NARDINI. ARTE SCIOPERO
Dal 22 marzo al 7 giugno 2026
LUOGO: Galleria civica MO.C.A. – Montecatini Terme
La rassegna è dedicata a una figura eclettica e radicale del panorama artistico, Galeazzo Nardini che dal 1976 sino alla morte, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura, che lo portò a rinunciare definitivamente alla vendita delle proprie opere.
(Immagine di copertina: Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro (Napoli 1609-10 – 1675), Corteo di Bacco, 1650 ca., olio su tela, 68×102 cm)
Vernici e mostre in corso a marzo in Toscana
ROTHKO A FIRENZE
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026
LUOGO: Fondazione Palazzo Strozzi
Il Maestro dell’arte Americana è celebrato con una grande mostra considerata tra le mostre più complete e importanti mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970) con oltre settanta opere provenienti dai musei e collezioni private più celebri del mondo Un percorso che attraversa l’intero percorso creativo del pittore nato in Lettonia (all’epoca Russia) che diventerà il leggendario maestro dell’arte moderna americana. La mostra sottolinea il profondo legame tra l’artista e Firenze e si estende anche in due luoghi a lui particolarmente cari: Il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
LA MINERVA DI AREZZO. UNA STORIA DI COMUNITÀ RITROVATA
Dal 15 febbraio al 6 settembre 2026
LUOGO: Museo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Arezzo
Cuore dell’esposizione è la Minerva di Arezzo, un grande bronzo di epoca ellenistica, ritrovato nel sottosuolo di Arezzo nel 1541 e donato al duca Cosimo I de’ Medici, che la mise nel suo studio privato e da lì al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dov’è abitualmente conservata, Nella esposizione al Museo di Arezzo, la Minerva viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa. La mostra amplia infine lo sguardo sulla Arezzo romana (Arretium), caratterizzata da importanti infrastrutture ed edifici pubblici, come il complesso teatro-terme.
ETTORE SOTTSASS: IO SONO UN ARCHITETTO.
Dal 6 marzo al 26 luglio 2026
LUOGO: Palazzo Buontalenti – Pistoia
Figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, ha attraversato l’intero secolo segnando con la sua visione il gusto di un trentennio, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Attenzione al legame di Sottsass con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate, dalle ceramiche agli arredi. Disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti che restituiscono l’evoluzione di un pensiero che, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso, cerca nella forma, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto.
LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE
Dal 24 marzo al 13 giugno
LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena
La mostra celebra una tappa fondamentale nella costruzione della democrazia repubblicana e nella conquista dei diritti civili attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono le donne, vere protagoniste di quel cambiamento epocale.
GEORG BASELITZ- AVANTI!
Dal 25 marzo al 13 settembre 2026
LUOGO: Museo Novecento – Firenze
Centottanta opere di Georg Baselitz artista che ha cambiato la storia dell’arte e ha un legame profondo con Firenze dove ha vissuto, e dove il Manierismo, con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ha aperto una strada che ha affrontato il peso della storia tedesca.
ASTRA CODEX
fino al 14 giugno 2026
LUOGO: Istituto de’ Bardi – Firenze
Mostra di arte tessile di Daniele Davitti, che unisce maestria tecnica, immaginazione e memoria storica.
ALBERTO SANI. QUANDO LA SCULTURA INCONTRA LA POESIA
Sino al 24 Maggio 2026
LUOGO: Magazzini del Sale – Siena
La vicenda di Albero Sani, scultore autodidatta, rivive nella mostra che si propone di restituire alla memoria collettiva la figura di Alberto Sani attraverso l’esposizione completa del suo percorso artistico, per la maggioranza bassorilievi dagli echi antichi, utile alla documentazione storica di un personaggio schivo e lontano dai riflettori dell’arte. Esposte quarantotto opere, di cui dodici provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e le rimanenti da numerose collezioni private.
LA MADONNA COL BAMBINO IN TRONO, QUATTRO ANGELI E SANTI DI SPINELLO ARETINO
Sino all’11 maggio 2026
LUOGO: Galleria dell’Accademia – Firenze
Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli torna a splendere dopo un importante intervento di restauro. I risultati delle indagini diagnostiche e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata. La valorizzazione della straordinaria qualità dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento, è l’occasione per rendere merito al lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte del museo.
(Immagine di copertina: Mark Rothko, No. 3 / No. 13, 1949, New York, MoMA-The Museum of Modern Art, Bequest of Mrs. Mark Rothko through The Mark Rothko Foundation, Inc. 428.1981, Photo credits: Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © 1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma)
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