La Toscana custodisce una tradizione dolciaria strettamente legata al calendario liturgico, dove ogni festività religiosa trova la sua espressione in preparazioni che vanno ben oltre il semplice nutrimento. Dal pan di ramerino fiorentino, profumato di rosmarino e uvetta, consumato nel periodo quaresimale, alle elaborate schiacciate pasquali della zona di Livorno e Pisa, questi pani devozionali hanno scandito per secoli i ritmi della vita comunitaria. Tra queste tradizioni, però, ce n’è una particolarmente affascinante che intreccia fede, folklore e sentimento amoroso: quella della Sportella e del Ceremito dell’Isola d’Elba.
A Rio nell’Elba, la Domenica delle Palme il giovane innamorato si faceva preparare dalle donne di casa il Ceremito, un dolce dalla forma allungata che rimanda esplicitamente alla fertilità maschile. Lo disponeva in un cestino di vimini colmo di fiori e lo offriva alla ragazza prescelta: un gesto pubblico, benché velato dal linguaggio simbolico del dono. Se l’interesse era reciproco, la fanciulla accettava e rispondeva il giorno di Pasqua con la Sportella, il corrispettivo femminile dalla forma tondeggiante che ricorda una ciambella con le estremità incrociate. Prima di consegnarla allo spasimante, la faceva benedire dal sacerdote, conferendo sacralità a quello che era, in sostanza, un contratto d’amore non scritto.
Il nome “Ceremito” evoca Cerere, divinità romana della terra e della fertilità, suggerendo radici pagane che il Cristianesimo ha sapientemente assimilato. Entrambe le ricette sono oggi riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali dalla Regione Toscana.
Il culmine di questo corteggiamento avveniva il Lunedì dell’Angelo, quando i due giovani ricevevano il permesso di incontrarsi presso l’antico Eremo di Santa Caterina – oggi sede dell’Orto dei Semplici – per consumare insieme i dolci scambiati. Un momento di intimità concessa, vigilata dalla comunità, ma sufficientemente libera da permettere ai sentimenti di esprimersi.
Sebbene l’usanza dello scambio amoroso sia ormai solo memoria, ogni anno, il giorno di Pasquetta, l’Eremo ospita la Sagra della Sportella, dove il pane degli innamorati viene celebrato e la tradizione tramandata. Un modo per non dimenticare che, prima dei messaggi istantanei, l’amore si dichiarava con farina, uova e la pazienza di attendere i tempi sacri della liturgia.
A tutelare il ricordo del Ceremito ci ha pensato Gabriele Messina di Elba Magna specializzato nella produzione di dolci tradizionali elbani e storico aderente della rete di Vetrina Toscana: “Utilizziamo il Ceremito tutto l’anno come base per diversi piatti, non limitandolo più al solo periodo pasquale. È un modo per valorizzare la tradizione rendendola viva e presente nella quotidianità.” Proprio grazie a un piatto a base di Ceremito, Gabriele Messina ha vinto nel 2019 Upvivium, il Concorso enogastronomico a Km zero delle Riserve della Biosfera MAB UNESCO italiane
Per la ricetta della sportella https://www.vetrina.toscana.it/ricette/la-sportella-dellisola-delba/
(Immagine di copertina: la Sportella)





