Firenze, 27.02.2026. ACTA, giunto alla quarta edizione, è un importante premio istituito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica con il patrocinio di Toscana Promozione Turistica per dare il giusto riconoscimento ai musei, siti archeologici, destinazioni e giornalisti che si impegnano nella promozione e divulgazione del turismo culturale ed archeologico.
Il premio ACTA è stato attribuito in occasione di tourismA, borsa del turismo culturale e archeologico ed è stato consegnato da Sabrina Talarico presidente Gist e Clara Svanera , ideatrice e presidente del premio ACTA, alla presenza di Eugenio Giani , presidente della Regione Toscana, Leonardo Marras assessore regionale al turismo della Regione Toscana, Cristina Manetti, Assessora alla cultura e al turismo culturale della Regione Toscana, e Francesco Tapinassi , direttore di Toscana Promozione Turistica.
Clara Svanera, presidente del Premio Gist ACTA, è stata affiancata nel lavoro di ricevimento, verifica e scelta delle candidature, da una giuria composta da 6 giornalisti Gist esperti del settore: Tullio Bernabei, Ada Mascheroni, Enrico Netti, Silvana Rizzi, Manuela Stefani, Micaela Zucconi Galli Fonseca .
L’idea di introdurre un premio che pone attenzione al patrimonio culturale e archeologico italiano e mondiale è nata dall’esigenza di enfatizzare il lavoro quotidiano che diverse categorie di professionisti dedicano alla sua valorizzazione – ha dichiarato Clara Svanera presidente del Premio Gist ACTA. Il turismo culturale si rivolge ad un viaggiatore attento, esigente e soprattutto consapevole, che desidera sperimentare il territorio, spaziando dalle architetture urbane ai musei e alle gallerie, dai centri storici ai siti archeologici, dalle biblioteche ai templi della musica e della danza, dai luoghi del design a quelli dell’artigianato artistico ”.
” Il Gist ha voluto e creduto fortemente nel Premio ACTA, nato da un’idea della collega e socia Clara Svanera – ha dichiarato Sabrina Talarico presidente Gist – perché ritiene che i media possano e debbano occuparsi di turismo culturale e archeologico. Attribuire un riconoscimento a coloro che lavorano, mantenendo e promuovono i beni culturali d’Italia e del mondo significa per noi contribuire alla diffusione di valori e saperi. Significa far conoscere luoghi da scoprire e tutelare, favorirne il rispetto, la valorizzazione e la fruizione, promuovere identità. In una parola, contribuire allo sviluppo di un turismo colto, diffuso e informato”.
LE MOTIVAZIONI
Miglior servizio giornalistico Speciale Italia Archeologica (Itinerari e luoghi) di Iacopo Sequi
Il dossier “Italia archeologica” è un esempio di giornalismo di viaggio consapevole , capace di coniugare una narrazione fluida e chiara con un approccio scientifico, offrendo una visione d’insieme organica del patrimonio archeologico nazionale. Valorizza il “Patrimonio Nascosto” e lo fa accendendo i riflettori su siti misconosciuti o “minori” (necropoli, città perdute, ipogei, terramare). Lo speciale riconosce che la ricchezza dell’Italia risiede anche in quelle meraviglie che, pur avendo un rilievo scientifico straordinario, restano fuori dalle rotte del turismo di massa, offrendo una ribalta ai siti più fragili che possono essere fruiti dal visitatore con un’esperienza di scoperta più autentica. Il dossier ha inoltre il merito di aver identificato e narrato l’archeologia come l’anima identitaria del territorio italiano. La capacità di legare ogni regione in un unico racconto coerente di sedici pagine dimostra una curatela rigorosa e nel contempo un riconoscimento dello sforzo profuso da studiosi e appassionati che da secoli lavorano nell’ombra.
Ha ritirato il premio l’autore, Iacopo Sequi.
Migliore sito archeologico : Ostia antica, Area Archeologica di Ostia Antica
L’area archeologica è parte del Parco archeologico di Ostia antica. Insieme all’area archeologica di Portus, alla Necropoli di Porto all’Isola Sacra e al Museo delle Navi di Fiumicino li Parco ripropone l’antico sistema portuale Ostia-Portus strategico per la sopravvivenza e la grandezza di Roma. Posta alla foce del Tevere Ostia è la prima colonia di Roma. Il suo nome in latino significa bocca: era la porta di Roma verso la quale convergevano, grazie a Portus, il porto degli imperatori Claudio e Traiano, oggi a Fiumicino, genti e merci provenienti da ogni parte del Mediterraneo. Della città, che nel momento di massima espansione raggiunse i 50.000 abitanti, si conservano molte aree pubbliche e private. In quanto porta di Roma, Ostia fu un vero melting pot culturale in cui convivevano persone che parlavano lingue diverse, veneravano divinità diverse, avevano culture diverse. La vocazione alla circolazione internazionale del territorio, tra l’altro, perdura ancora oggi con hub aeroportuale dell’Aeroporto di Fiumicino, che sorge adiacente all’antico Portus. Per queste caratteristiche Ostia antica fa parte del network dei siti dell’European Heritage Label, azione della Commissione Europea che ha come fine la valorizzazione dei siti dell’UE portatori dei valori e della storia europei. L’offerta culturale del Parco, che si sviluppa attraverso attività di comunicazione, valorizzazione e didattica, rivolte alla cittadinanza e al pubblico internazionale, ha l’obiettivo di diventare una meta sempre più attrattiva fuori dal circuito di Roma. In questo senso assumono particolare rilievo le azioni di disseminazione culturale in ambito digitale, a partire dal rinnovato sito web, lo sviluppo del canale youtube con la playlist Per aspera ad Ostia; e il lancio di due serie podcast: Mosaico di voci; su piattaforma geolocalizzata Loquis e una serie audio crime ambientata nei siti del Parco e disponibile su Spotify.
Ha ritirato il premio, Dario Daffara , funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica, responsabile dei servizi educativi.
Miglior Museo SHRINE OF THE BOOK – ISRAEL MUSEUM , Gerusalemme (Israele)
Situato all’interno dell’Israel Museum di Gerusalemme, lo Shrine of the Book (Santuario del Libro) è un capolavoro dell’architettura simbolica del Novecento. Progettato da Bartos e Kiesler, l’edificio — con la sua iconica cupola bianca contrapposta al muro di basalto nero — riflette la lotta tra “Luce e Tenebre” descritta nei Manoscritti del Mar Morto, i più antichi testi biblici al mondo (oltre 2.000 anni) che il Santuario protegge sin dal 1965. In occasione del 60° anniversario del Museo, la mostra “Una Voce dal Deserto” inaugurata lo scorso 24 febbraio espone integralmente dopo decenni il Grande Rotolo di Isaia (II sec. a.C.), il manoscritto biblico più antico e completo mai ritrovato ( composto da oltre sette metri di testo in 54 colonne che racchiudono tutti i 66 capitoli del Libro di Isaia). Si tratta di un Evento di portata storica e scientifica Senza Precedenti: il progetto vanta la direzione scientifica del Prof. Marcello Fidanzio (Università della Svizzera Italiana), segnando la prima volta che uno studioso italiano guida una mostra di tale importanza presso il Museo d’Israele; un traguardo che premia tre anni di intenso coordinamento internazionale. La mostra rivela la “biografia” del reperto attraverso tecnologie d’eccellenza: analisi multispettrali, studio degli inchiostri e paleografia avanzata, rendendo visibili i segreti della manifattura antica e facendo dialogare con successo rigore filologico, storia delle religioni e innovazione tecnologica.
Ha ritirato il premio Maria Grazia Falcone, direttore Ufficio stampa – Ente Nazionale israeliano del turismo
Miglior Sito UNESCO: I Palazzi dei Rolli e le Strade Nuove –Genova
I palazzi dei Rolli sono un sistema di 163 palazzi, di cui 42 classificati come siti UNESCO (costruiti tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, durante il nostro ‘Siglo de Oro’.) Costituiscono il primo modello di ospitalità diffusa di Stato, un meccanismo burocratico e sociale visionario: un sistema a sorteggio che obbligava le famiglie nobiliari più ricche a ospitare le visite di Stato — Papi, Re, Imperatori e dignitari — per conto della Repubblica. Il riconoscimento UNESCO (di cui quest’anno si celebra il ventennale) ha rappresentato un motore di cambiamento per l’intera città, innescando una riqualificazione del centro storico che ha cambiato la percezione di Genova da “città di porto” a “capitale del barocco mondiale”. Premiare i Rolli significa premiare la capacità di Genova di riposizionarsi come capitale culturale internazionale, che intercetta un turismo colto, trasformando un sistema di ospitalità del XVI secolo in un asset turistico contemporaneo di respiro globale. Il riconoscimento premia altresì due scelte lungimiranti: quelle di affidare la narrazione del sito ai Divulgatori Scientifici: giovani storici dell’arte e architetti che, con competenza e passione, nobilitano il ruolo della mediazione culturale, rendendo il rigore scientifico accessibile e coinvolgente per ogni pubblico, e l’invenzione del format dei ‘Rolli Days‘: capaci di trasformare la visita in un ‘appuntamento con la storia, che genera un rinnovato desiderio di scoperta.
Hanno ritirato il premio Giacomo Montanari, assessore alla cultura del Comune di Genova e Sandra Torre, direttrice del turismo del Comune di Genova
Premio speciale : “Donne e saperi” : ARS PANICALENSIS Panicale (PG)
A Panicale, in Umbria, è ancora viva l’ars panicalensis grazie alla determinazione, la passione e la creatività di una gentile signora panicalese, “Sora Anita” come la chiamavano tutti, per far rivivere l’arte del ricamo su tulle, una tradizione ottocentesca monopolio di suore e conventi. Circa un secolo fa, Anita Bedeschi Grifoni fondò una scuola con l’intento di riportare in vita questa lavorazione artigianale di pregio e anche di offrire a giovani donne la possibilità di un’attività che avev grandi potenzialità economiche e sociali.
Il lavoro, simile al merletto ad ago, richiede una grande abilità: su una carta oleata si traccia il disegno, poi si sovrappone il tulle di cotone o seta, imbastendolo in modo che resti ben teso e si iniziano a delineare i contorni dei disegni a punto filza, per poi passare ai punti di riempime per produrre gli effetti di vuoto/pieno e chiaroscuri.
Negli anni, la fama dell’abilità della “Sora Anita” e delle sue allieve si diffuse in Italia e non solo, tanto che vennero realizzati lavori per la Casa Savoia e molte famiglie nobili. La morte della novantenne Anita nel 1979ha interrotto l’attività della scuola.
Con il 2000, grazie all’attività del Comune e di Paola Matteucci, la tradizione è stata ripresa, con la costituzione del Museo del Tulle e di una scuola comunale di ricamo, che offre corsi stabili o intensivi. Oltre che perpetuare i disegni e i motivi classici, rigorosamente in bianco, Paola Matteucci ha inserito l’uso del colore, servendosi di lane e sete tinte al naturale. Un’evoluzione cromatica che darà nuovo impulso a questa preziosa tecnica di ricamo.
Ha ritirato il premio, Paola Matteucci, cultrice dell’ars panicalensis.
(Comunicato stampa a cura di GIST)




