02.03.26 – Toscana Promozione Turistica basa la propria partecipazione alla ITB Berlino 2026 ponendo al centro della narrazione regionale due pilastri dell’eccellenza toscana: l’artigianato artistico e l’enogastronomia. In un mercato come quello tedesco, che si conferma il primo bacino straniero per la regione, la Toscana sceglie di raccontarsi attraverso il suo secolare “saper fare” e l’autenticità dei suoi sapori.
Domani, 3 marzo 2026 alle ore 15.30, presso lo stand ENIT, il direttore di TPT Francesco Tapinassi e la referente per i rapporti internazionali Clara Svanera illustreranno alla stampa internazionale come queste eccellenze produttive siano centrali per l’accoglienza in chiave sostenibile e identitaria.
La rassegna berlinese avrà come riferimento l’Atlante degli itinerari della Toscana Artigiana, una vera e propria bussola dedicata alla scoperta dell’eccellenza produttiva regionale. Questo progetto trasforma il “saper fare” in un’esperienza diretta per il viaggiatore, invitandolo a entrare nei laboratori dove la creatività incontra la materia prima locale, dal marmo di Carrara all’alabastro di Volterra, fino ai distretti del tessuto, della pelle e della ceramica. Il manifesto di questo impegno è la Carta dei Valori della Toscana Artigiana, che garantisce un’accoglienza universale e rispettosa, fondata sull’autenticità del prodotto e sulla sostenibilità dell’intera filiera produttiva.
Parallelamente all’artigianato, la Toscana valorizza il proprio patrimonio enogastronomico attraverso il sistema Vetrina Toscana, che oggi aggrega oltre 2.200 aziende. Il progetto eleva il cibo a elemento di coesione sociale e benessere, promuovendo un modello di ospitalità fondato sulla filiera corta e sull’uso di prodotti stagionali. Questa filosofia si integra perfettamente con la strategia Green Tuscany e la Carta dei Valori del Turismo Sostenibile, puntando sulla lotta allo spreco alimentare e sulla tutela della biodiversità. L’enogastronomia toscana non è presentata solo come un prodotto, ma come una narrazione integrata che lega la produzione agricola alla ristorazione e alle botteghe alimentari, garantendo un’esperienza in cui il “buono” ha sempre una valenza etica e di rispetto per l’identità locale.
Il bilancio operativo presentato a Berlino riflette l’ambizione di una regione che vuole lasciare un segno nel cuore del visitatore, ma non un’impronta sull’ambiente. Valorizzare l’artigianato artistico e l’agroalimentare di qualità significa sostenere concretamente anche quelle aree regionali meno battute dal turismo di massa ma ricche di storie e saperi generazionali. Questo mosaico del saper fare, diffuso capillarmente sul territorio, rappresenta la risposta toscana alla domanda di autenticità dei viaggiatori contemporanei, garantendo una redistribuzione del valore economico e una tutela delle dotazioni locali.





