Il restauro di una briglia settecentesca sul Borro di Montefioralle, la firma del Contratto di Fiume della Greve con altri quattro comuni e una convenzione con Legambiente per la tutela del fiume: tre gesti che rimettono al centro un paesaggio meno noto, quello che scorre ai piedi delle colline.
Nell’immaginario di chi visita il Chianti, un fiume occupa un posto marginale: il paesaggio che lo ha reso celebre è fatto di colline, vigneti e borghi in pietra. Eppure, le acque che scendono da quei versanti ne hanno disegnato la forma, e prendersene cura è uno dei modi meno visibili ma più decisivi di custodire un territorio. A Greve in Chianti una sola giornata, il 12 ottobre, ha messo in fila tre gesti che lo raccontano bene.
Il primo è un’opera antica tornata a lavorare. Sul Borro di Montefioralle, a monte del capoluogo, il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, con il Genio Civile della Regione Toscana, ha messo in sicurezza e restaurato una briglia monumentale di origine settecentesca, legata all’antico ospizio di San Francesco, oggi Museo di arte sacra: un arco in muratura che supera un dislivello di circa 12 metri. L’intervento serve a governare le acque dirette verso il paese, ma restituisce anche un pezzo di storia del paesaggio. Il progetto prevede la possibilità di una pista che colleghi Greve alla briglia e, da lì, al borgo medievale di Montefioralle: per ora è un’ipotesi, ma lascia intravedere un cammino tra acqua, pietra e memoria.
Il secondo è un patto. Sulla terrazza del Museo San Francesco è stato firmato il Contratto di Fiume della Greve, che lega tra di loro diversi comuni che riconoscono di condividere lo stesso corso d’acqua e si impegnano a gestirne insieme rischio idraulico, paesaggio e fruizione, coinvolgendo scuole, associazioni e privati. Gli stessi firmatari lo definiscono un primo passo, e il suo valore si misurerà nella capacità di tradurlo in azioni concrete.
Il terzo riguarda le persone. Una convenzione affida al Circolo Legambiente Chianti Fiorentino il monitoraggio, la tutela e la pulizia di un tratto della Greve, fiume che lungo il suo corso custodisce anche un antico mulino. L’associazione vuole coinvolgere le scuole per cambiare lo sguardo sul fiume: non più spazio di risulta o minaccia da temere, ma luogo di biodiversità da conoscere e rispettare.
Un restauro, una firma, un’associazione al lavoro: presi uno per uno sembrano atti tecnici o amministrativi. Messi insieme raccontano un’idea di sostenibilità che non separa la sicurezza dalla bellezza, né la cura del territorio dalla partecipazione di chi lo abita. E ricordano che anche nel Chianti più fotografato c’è un paesaggio ancora da scoprire: quello che scorre ai piedi delle colline.
LINK: https://www.visittuscany.com/en/towns-and-villages/greve-in-chianti/
https://www.visittuscany.com/it/citta-e-borghi/il-borgo-di-montefioralle/
(Foto: Matej Drha –Unsplash)





