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Camminare tra i cavalli selvaggi della Calvana

Pochi sanno che, a meno di un’ora da Firenze e Prato, esiste un luogo dove è ancora possibile camminare accanto a cavalli selvaggi. È la Calvana, una lunga dorsale calcarea che separa le due province e che, con il Monte Cuccoli (916 metri), raggiunge quote modeste ma custodisce paesaggi sorprendentemente aperti e affascinanti.

Lungo i sentieri di cresta e gli ampi altopiani erbosi è facile imbattersi nei celebri cavalli della Calvana. La loro storia inizia tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, quando alcuni esemplari, prevalentemente maremmani e avelignesi, furono abbandonati o lasciati liberi sui pascoli montani. Nel corso dei decenni si sono adattati perfettamente alla vita allo stato brado, formando branchi stabili e diventando uno dei simboli più affascinanti di questo territorio. Oggi, insieme anche a branchi di bovini autoctoni, rappresentano un importante caso di studio per comprendere il ruolo del pascolo naturale nella conservazione degli ecosistemi.

Ma la Calvana non è soltanto cavalli. Le sue praterie ospitano una straordinaria biodiversità, con decine di specie di orchidee spontanee, narcisi, anfibi rari e una ricca fauna legata agli ambienti aperti. Lungo il cammino si incontrano anche tracce della presenza umana, dagli antichi insediamenti etruschi fino a Casa Bastone, storico rifugio panoramico affacciato sulla piana di Prato. Un luogo poco conosciuto che regala l’impressione di essere lontanissimi dalla città, pur avendola sempre all’orizzonte.

I Monti della Calvana >

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