MILANO, 10 febbraio 2026 – La presenza della Toscana alla BIT di Milano è stata scandita da un approfondimento dedicato alle declinazioni dell’artigianato artistico regionale, organizzato in occasione dei 90 anni dalla nascita di MIDA (Mostra Internazionale dell’Artigianato).
L’incontro, il secondo della giornata di presentazioni, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Leonardo Marras, del direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi, della coordinatrice di Artex Elisa Guidi e di Angelita Benelli, presidente del Museo della Paglia e dell’Intreccio di Signa. Il coordinamento è stato di Clara Svanera, coordinatrice relazioni internazionali di TPT.
>Il 2026 rappresenta una tappa storica per MIDA, la prima mostra-mercato di artigianato in Italia, che giunge alla sua 90ª edizione. Con sede alla Fortezza da Basso di Firenze, la manifestazione continua a operare come osservatorio privilegiato su un comparto che fonde antichi saperi e tecnologie avanzate. L’edizione 2026 si configura come un hub esperienziale che unisce laboratori e incontri con i maestri artigiani a momenti di show-cooking e degustazioni in collaborazione con il circuito Vetrina Toscana. La fiera funge inoltre da punto di accesso strategico per itinerari che promuovono la “Toscana diffusa”.
In questo stesso contesto opera Artex, il Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, nato per tutelare e promuovere le produzioni d’eccellenza sui mercati internazionali. L’ente agisce come ponte tra le botteghe tradizionali e l’innovazione del design, coordinando la valorizzazione di un patrimonio che è retaggio diretto del Rinascimento.
L’Atlante dell’artigianato: una bussola tra i distretti della maestria
Presentato come una vera e propria “bussola” per il viaggiatore, l’Atlante degli itinerari della Toscana Artigiana raccoglie storie di eccellenza che attraversano l’intera regione. Il documento delinea un sistema integrato dove il “saper fare” è radicato nel territorio:
L’itinerario inizia tra i metalli e le pietre preziose, partendo dalle storiche botteghe orafe di Ponte Vecchio a Firenze — la cui attuale fisionomia fu istituita nel 1595 per volontà di Ferdinando I de’ Medici in sostituzione delle antiche beccherie — per giungere ad Arezzo, centro di rilievo internazionale per la gioielleria. Nella sezione dedicata a materia e fuoco spiccano la ceramica di Montelupo Fiorentino, legata indissolubilmente alle prestigiose commissioni medicee, e la porcellana di Sesto Fiorentino, la cui tradizione d’eccellenza ebbe inizio nel 1737 grazie all’intuizione di Carlo Ginori. Il racconto prosegue con il dialogo tra pietra e marmo: dal candore di quello di Carrara, estratto dalle Alpi Apuane e scelto da maestri immortali come Michelangelo e Canova per le loro sculture, all’alabastro di Volterra, lavorato da oltre 2.000 anni e riconosciuto come la varietà più pregiata d’Europa per la sua trasparenza e compattezza. Altrettanto iconico è il connubio tra terracotta e cristallo, che vede protagonista il cotto di Impruneta — le cui tegole furono selezionate da Brunelleschi per la cupola del Duomo di Firenze — e il cristallo di Colle Val d’Elsa, celebre come la “Boemia d’Italia” per la maestria nelle tecniche di soffiatura e incisione. Il comparto tessile e moda rivela la capacità di innovazione del territorio, con Prato che si conferma leader nell’economia circolare grazie alla storica produzione di “lana rigenerata”, affiancata dal panno arancione del Casentino amato da Giuseppe Verdi e dall’eccellenza del cappello di paglia di Signa, manufatto che vinse la medaglia d’onore all’Esposizione Universale di Parigi del 1855. Infine, la maestria toscana si esprime nella lavorazione di carta e pelle: la tradizione cartaria di Pescia vanta radici che risalgono al 1481 grazie alla disponibilità d’acqua del torrente locale, mentre il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno tutela un’arte la cui regolamentazione risale addirittura al 1282 con la nascita dell’Arte dei Cuoiai.
Per assicurare l’autenticità dell’esperienza turistica, l’Atlante introduce una Carta dei Valori fondata su sei pilastri per assicurare l’autenticità dell’esperienza turistica:
- Accoglienza: disponibilità degli artigiani a narrare la propria arte anche attraverso workshop esperienziali.
- Autenticità del prodotto: lavorazioni legate a materie prime locali come marmo, alabastro e argilla.
- Varietà dell’offerta: riflesso delle diverse tradizioni manifatturiere di ogni territorio.
- Cultura ed istruzione: occasioni di crescita personale attraverso l’apprendimento dei mestieri d’arte.
- Design e stile: un sapiente mix di conoscenze tradizionali e creatività moderna.
- Sostenibilità: impegno a tutelare le risorse ambientali attraverso l’intera filiera produttiva e l’uso di materiali di recupero.
La Carta dei Valori trova la sua applicazione pratica nell’Atlante degli itinerari della Toscana Artigiana, che agisce come supporto operativo per declinare questi principi in percorsi di scoperta sul territorio. L’iniziativa compone un affresco unitario del sistema manifatturiero regionale, proponendo un mosaico del saper fare che pone l’apporto umano e la maestria professionale al centro della strategia di valorizzazione. Questo approccio sistemico conferma l’identità della Toscana come un “Rinascimento senza fine”, orientato alla tutela e alla promozione della propria eccellenza artigiana.





