Un viaggio tra eccellenze e capacità di innovare, dove il talento femminile diventa la nuova frontiera dell’accoglienza
La Toscana, con la sua capacità di fare sistema attorno alle eccellenze al femminile, offre in occasione dell’8 marzo uno spunto prezioso per riflettere su valori universali come la condivisione. In questo contesto, l’accoglienza smette di essere un concetto astratto e diventa una pratica concreta e condivisa di crescita: una visione che ha dato forma al progetto Benvenute in Toscana, iniziativa di Toscana Promozione Turistica, curata dalla giornalista Clara Svanera, che conta oltre 300 realtà al femminile, operative nell’arte dell’accoglienza toscana. Non solo un programma di promozione, ma un viaggio che parte dalle eccellenze femminili per delineare nuovi modelli di ospitalità, in cui le donne diventano interpreti e guide d’eccezione per chi desidera scoprire l’anima più autentica del territorio.
L’intreccio tra sapori, memoria e saper fare
Il progetto si articola come un mosaico di storie che tengono insieme passato, visione del futuro e nuove consapevolezze del ruolo maieutico delle donne nel far emergere eccellenze ancora inedite. Lo sanno bene, per citare alcuni esempi delle diverse espressioni di Benvenute in Toscana, le professioniste dell’associazione Ladychef, che con la loro sapienza culinaria si fanno ambasciatrici dei sapori toscani, trasformando ogni piatto in un racconto culturale. A dare valore e struttura a questo legame tra terra e tavola concorrono anche le produttrici, artigiane e ristoratrici di Vetrina Toscana, l’iniziativa della Regione che da venticinque anni tesse relazioni tra realtà enogastronomiche, promuovendo un turismo legato a saperi e sapori che è, prima di tutto, un incontro umano.
Questa stessa cultura si fa visiva e profonda attraverso l’obiettivo di Chiara Vannucci, fotografa di fama internazionale capace di catturare l’anima più segreta della regione e delle sue protagoniste femminili, restituendola – con il progetto Grand Tour delle Donne, legato a Benvenute in Toscana – allo sguardo del mondo attraverso immagini che sono veri e propri intrecci di vita.
E proprio di intrecci vive la memoria della regione, custodita con orgoglio da figure come Angelita Benelli, presidente dell’Associazione Museo della Paglia e dell’intreccio Domenico Michelacci, o da Elisabetta Bardelli, general manager dell’Antico Setificio Fiorentino. In questa storica azienda tessile, un team prevalentemente femminile tramanda un’arte nobile che non tradisce il significato profondo del passato, ma lo trasforma in un’espressione contemporanea di bellezza.
Racconti di territorio e visioni future
L’eredità toscana si fa anche musica e divulgazione preziosa con Francesca Albertini Mascagni: la sua opera è fondamentale per mantenere vivo e tridimensionale il lascito artistico e umano del celebre compositore livornese, di cui è pronipote, con contributi preziosi per eventi quali il Mascagni Festival, la cui settima edizione è in programma a Livorno il prossimo agosto. Questi nomi rappresentano solo alcune tessere di un mosaico ben più ampio, che vale la pena conoscere ed esplorare per un’inedita mappa di aree e specificità: ognuna portatrice di una competenza unica che spazia dall’artigianato digitale alla sostenibilità ambientale.
Un’accoglienza viva per l’8 marzo
Seguire le tracce di questo progetto significa scoprire una regione che sa essere “casa” per le donne e per ogni viaggiatore. Un’ospitalità che proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna si manifesta in tutta la sua concretezza: nei musei e nei luoghi della cultura, infatti, non si celebrerà solo l’arte, ma si potranno vivere esperienze pensate ad hoc.
Dalle narrazioni che intrecciano artigianato e costume ai percorsi sensoriali legati ai mestieri storici, l’8 marzo diventa un’occasione per partecipare a eventi che raccontano il “saper fare” femminile in tutte le sue declinazioni. È un invito alla scoperta continua, dove il turismo diventa il veicolo d’elezione per uno scambio capace di tenere insieme tutte le risorse di territori che non smettono mai di innovare, restando fedeli alla loro autenticità.




