marchio di toscana promozione turistica formato orizzontale

Sede

Via Vittorio Emanuele II, 62-64
50134 Firenze

PEC

toscanapromozione@postacert.toscana.it

Newsletter

La Toscana dei cammini

Immagine: Sulla Via Romea Sanese, dove ogni passo parla di vino (e conduce in cantina)
Temi: La Toscana dei cammini newsletter numero 28

Sulla Via Romea Sanese, dove ogni passo parla di vino (e conduce in cantina)

Dalle abbazie medievali alle cantine dalle architetture innovative, il trekking si fa esperienza sensoriale.

La Via Romea Sanese è un invito a rallentare e camminare nel cuore della Toscana, tra vigneti che raccontano secoli di cultura enologica. Già a San Casciano in Val di Pesa, l’itinerario attraversa il regno del Chianti Classico: qui si cammina tra le tenute di famiglie nobiliari, quella dei Corsini e, poco più avanti, tra i filari della celebre Tenuta Tignanello degli Antinori.

Proseguendo, ci si immerge nel silenzio e nella bellezza della Badia a Passignano, un’antica abbazia letteralmente circondata da un caratteristico cerchio di cipressi e un “mare” di vigneti: essa custodisce al suo interno delle cantine medievali dal fascino senza tempo. Non lontano, sorge la Cantina Antinori a Bargino, simbolo di architettura contemporanea perfettamente integrata nel paesaggio: un innovativo “tempio del vino” scolpito nella collina, dove ogni visita è un’esperienza immersiva.

Sul versante senese, la Via Romea prosegue tra i borghi che portano nel nome l’anima del territorio: Radda in Chianti e Castellina in Chianti. Nella graziosa frazione di Fonterutoli l’imponente cantina progettata da Agnese Mazzei si sviluppa in armonia con la natura e il borgo medievale, punto di passaggio della Via Romea Sanese.

Per gli amanti del trekking e del running, due eventi celebrano questa unione tra paesaggio e vino: la Chianti Classico Marathon in primavera, e l’Ecomaratona del Chianti Classico in autunno. Occasioni perfette per esplorare il Chianti con passo lento… o con passo sportivo.

Via Romea Sanese

Chianti Classico DOCG

Toscana Wine Architecture

Vetrina Toscana

Immagine: Tra mito e scienza: i vini ispirati dalle scoperte archeologiche
Temi: newsletter numero 28 Vetrina Toscana

Tra mito e scienza: i vini ispirati dalle scoperte archeologiche

In Toscana la stessa terra che produce vigneti ha custodito per secoli anfore e dolia, grandi contenitori di terracotta usati dai romani per conservare liquidi. Alcuni produttori, ispirati da ricerche archeologiche, hanno dato vita a veri e propri esperimenti scientifici in collaborazione con le università, per riportare alla luce e nei bicchiere vini prodotti con metodi antichi.

Immagine: Tra mito e scienza: i vini ispirati dalle scoperte archeologiche>Sulle pendici delle Foreste Casentinesi, nell’azienda agricola Bio Tarazona Miriam ad Arezzo, Francesco Mondini ha dedicato quattordici anni per produrre un vino, ricostruendo il metodo degli antichi etruschi. Un progetto che ha richiesto il coinvolgimento di archeologi – tra cui il professor Maurizio Pellegrini, direttore didattico del Museo di Villa Giulia a Roma – geologi per studiare le specificità del terreno, agronomi per rendere possibile una produzione biologica e biodinamica. Partendo da vigneti molto antichi, coltivati con il metodo della permacultura, il vino viene vinificato in cantina in anfore di terracotta aperte per circa quindici giorni, poi trasferito nelle giare sepolte a tre metri di profondità, dove rimangono visibili solo le bocche che sbucano dal suolo, quasi un giardino di terracotta. Il vino matura per un periodo che varia da uno a quattro anni. La parte più interessante riguarda la vinificazione in orci di terracotta. Mondini ha sviluppato un metodo particolare per trattare la superficie interna di questi contenitori con cera e resine, battezzato appunto “metodo Mondini”. Il risultato si chiama “Album”, scritto da destra a sinistra come le iscrizioni etrusche. L’azienda continua la collaborazione con l’università di Siena per lo sviluppo della vinificazione etrusca con il Prof Andrea Zifferero e l’archeologo Riccardo Chessa e con l’università di Pisa per il monitoraggio degli antichi vigneti.

L’esperimento enologico denominato “Nesos”, il vino marino, è stato realizzato dall’Azienda Agricola Arrighi dell’isola d’Elba nel 2018, in collaborazione con il Professor Attilio Scienza, dell’Università degli Studi di Milano e Angela Zinnai dell’Università di Pisa. L’idea è stata quella di ripercorrere dopo 2500 anni, sulle tracce di un mito, le varie fasi della produzione di un vino antico: quello di greci dell’isola di Chio. I vini di Chio, piccola isola dell’Egeo orientale, facevano parte di quella ristretta élite di vini greci considerati prodotti di lusso, Varrone li definiva “vini dei ricchi”. Il segreto per conservare il vino era la presenza del sale derivante dalla pratica dell’immersione dell’uva chiusa in ceste, nel mare, con lo scopo di togliere la pruina dalla buccia ed accelerare così l’appassimento al sole, preservando in questo modo l’aroma del vitigno. Partendo da queste scoperte archeologiche Arrighi ha immerso le uve in mare per 5 giorni a circa 10 metri di profondità, protette in ceste di vimini. Questo processo ha consentito di eliminare parte della pruina superficiale, accelerando così l’appassimento al sole sui graticci. Il successivo passaggio delle uve avviene in anfore di terracotta con tutte le bucce, dopo la separazione dei raspi. La presenza di sale nell’uva, con effetto antiossidante e disinfettante, ha permesso di provare a non utilizzare i solfiti, arrivando a produrre, dopo un anno in affinamento in bottiglia, un vino estremamente naturale, molto simile a quello prodotto 2500 anni fa.

(Crediti fotografici; foto di proprietà delle aziende)

Cicloturismo

Immagine: Toscana in bicicletta: tra vigneti e grandi vini
Temi: Cicloturismo newsletter numero 28

Toscana in bicicletta: tra vigneti e grandi vini

La Toscana è la meta ideale per chi ama pedalare immerso in paesaggi iconici e degustare vini d’eccellenza. Regione con il maggior numero di cantine e Strade del Vino d’Italia, offre percorsi cicloturistici che attraversano i vigneti più pregiati, molti dei quali hanno dato il nome stesso alle strade percorse.

Pedalare tra i filari significa immergersi nei territori simbolo della tradizione vitivinicola, comprendere il carattere dei vitigni e vivere esperienze che uniscono sport, gusto e cultura. Dal Grand Tour del Chianti agli itinerari in Val d’Orcia tra l’Abbazia di Sant’Antimo e Montalcino, fino ai percorsi tra Castagneto Carducci e Bolgheri, la bicicletta diventa strumento di scoperta e condivisione.

La vera novità? Sempre più eventi ciclistici si legano direttamente ai produttori e ai consorzi, trasformando la pedalata in un’esperienza sensoriale unica.

Da L’Eroica, la “mamma” delle ciclostoriche, alla Gran Fondo del Gallo Nero o alla Gran Fondo Colli del Chianti, ogni evento racconta il vitigno omonimo con il suo stile. L’edizione primaverile di Eroica Montalcino unisce il ciclismo eroico al Brunello, mentre Vinaria esplora le cantine Montecarlo DOC. Ingravel offre un’esperienza esclusiva tra i vigneti dei produttori di Morellino di Scansano, con degustazioni finali conviviali. Anche il Consorzio Cortona DOC accompagna la Granfondo dello Syrah mentre la celebre Granfondo della Vernaccia, che nel 2026 festeggerà la sua 27ª edizione.

In Toscana, ogni pedalata tra i vigneti si trasforma in un’esperienza di sostenibilità, convivialità e immersione nella cultura del vino: una destinazione dove bicicletta, natura e gusto si incontrano in perfetta armonia.

(Photo Credits Paolo Ciaberta)

Made in Tuscany

Immagine: Il vino che ispira architetti e designer
Temi: Made in Tuscany newsletter numero 28

Il vino che ispira architetti e designer

Il mondo del vino è fonte di ispirazioni per architetti e designer. Ad esempio, si riciclano bottiglie bordolesi per farne bicchieri o fioriere, mentre i tappi in sughero diventano portachiavi.

A Colle di Val d’Elsa (produce la quasi totalità del cristallo italiano), si possono trovare forme infinite di calici, negli spacci aziendali (Arnolfo di Cambio Compagnia Italiana del Cristallo, CCA, Collevilca, Duccio di Segna, RcR Cristalleria Italiana) come nei negozi e laboratori di incisori e molatori.

Grandi architetti hanno disegnato cantine di grande fascino: Cantina Antinori e Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico; la Cantina di Montalcino; Fattoria delle Ripalte (Isola d’Elba); in provincia di Arezzo Il Borro e Podere di Pomaio; in Maremma, Tenuta Ammiraglia – Frescobaldi, Tenuta Argentiera (Bolgheri), Caiarossa (Riparbella), Colle Massari (Cinigiano), Le Mortelle (Castiglione della Pescaia), Rocca di Frassinello (Gavorrano), Petra (Suvereto).

Infine, Salcheto (Montepulciano), si segnala non solo per l’ingegnosa cantina (autoproduce l’energia) ma anche per la creatività: dopo aver smontato i cerchi di ferro e le singole tavole, sono state ricomposte sedute per la degustazione. Non solo: con il marchio “Fiasco”, l’azienda produce occhiali da sole con il legno recuperato dalle botti esauste della cantina, unito nella montatura a bio-plastiche biodegradabili: perfetto esempio di economia circolare. Inoltre, con lo stesso marchio ha migliorato il bag in box, prodotto con un footprint negativo, con un design che lo rende riutilizzabile.

Infine, tra Chianciano Terme e Montepulciano, nella Tenuta del Vino Nobile di Carpineto, è nato il museo Le Macchine del Vino: uno spaccato di due secoli di viticoltura ed enologia raccolti da un vignaiolo che ha dedicato e dedica tutta la sua vita a fare vino. Si aggiunge ad altri musei dedicati al vino o al vetro.

(Nella foto, la cantina Petra a Suvereto)

Toscana Sostenibile

Immagine: Tra vigne e paesaggi: la Toscana apre la stagione del vino sostenibile
Temi: newsletter numero 28 Toscana sostenibile

Tra vigne e paesaggi: la Toscana apre la stagione del vino sostenibile

La Toscana inaugura una nuova stagione dedicata al vino sostenibile, con un calendario di appuntamenti che, da dicembre 2025 alla metà del 2026, permetterà ai viaggiatori internazionali di scoprire un territorio in evoluzione. Tra filiere responsabili, tutela della biodiversità, ricerca scientifica e pratiche agricole rigenerative, la regione continua a posizionarsi come laboratorio avanzato di sostenibilità enologica.

A partire da dicembre 2025, molte cantine e consorzi aprono le porte con esperienze invernali a tema sostenibilità: degustazioni tecniche in cantina, visite ai vigneti in riposo, incontri dedicati alla gestione responsabile delle risorse idriche, attività sulla biodiversità agricola e sulla conversione biologica delle aziende. È il periodo in cui diventa più visibile il lavoro “in regia”, lontano dalla vendemmia, che sostiene il modello produttivo sostenibile.

Il primo grande appuntamento del 2026 è l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano (febbraio–marzo 2026, date in definizione), una denominazione pioniera in Italia grazie al Protocollo di Sostenibilità Territoriale adottato da tutte le aziende. Durante l’evento verranno presentati i progressi sulla gestione dell’energia, sulla riduzione dell’impatto ambientale delle filiere e sui progetti di economia circolare legati agli scarti di vinificazione.

A seguire, la Settimana delle Anteprime di Toscana 2026 (metà febbraio 2026, date in definizione) riunirà le principali denominazioni regionali mettendo in risalto il percorso comune verso modelli produttivi sempre più responsabili: vini biologici e biodinamici, packaging alleggerito, lotta integrata, uso di energie rinnovabili e ripristino degli ecosistemi nei vigneti.

Con l’arrivo della primavera e fino a giugno 2026, la Toscana offre numerose esperienze all’aria aperta pensate per raccontare la sostenibilità direttamente sul territorio. Nei distretti del Chianti Classico, della Maremma, di Bolgheri e della Costa Etrusca si potrà partecipare a passeggiate nella biodiversità, wine trekking, cene a filiera corta, laboratori dedicati alla tutela del paesaggio, visite ai corridoi ecologici ricreati per favorire insetti utili e fauna locale, oltre a eventi culturali e musicali tra i filari.

Terme toscane

Immagine: Terre di acque e di vino
Temi: newsletter numero 28 Terme toscane

Terre di acque e di vino

Una pausa all’insegna del termalismo in Toscana significa entrare in contatto con i tanti tesori che la regione custodisce. Una terra ricca e generosa, le cui acque potenti e curative affiorano dal sottosuolo, acque venerate da Etruschi e Romani, attorno alle cui sorgenti, nel Medioevo, sono cresciuti borghi e pievi, e che oggi sono conosciute per il loro potenziale curativo e amate per il benessere olistico che i centri termali assicurano ai propri ospiti, grazie a servizi all’avanguardia e location uniche. In Toscana, l’eccezionalità e la varietà delle sorgenti termali si combinano perfettamente con una tradizione enologica che fa della regione la patria di eccellenze assolute. Una cultura antichissima che nei secoli ha modellato i paesaggi, generando pratiche poi diventate tradizioni e che si è saputa rinnovare costantemente senza perdere la propria identità e i propri caratteri distintivi, con passione e grande sapienza, come si può assaporare in ogni degustazione.

Gli amanti delle terme possono combinare ai momenti di relax tour alla scoperta dei pregiati vini della regione, visitando i territori iconici situati a poca distanza dalle vasche e dai centri benessere. Le Terme di Montepulciano sono un luogo di cura e relax dal quale partire alla scoperta di un territorio la cui identità è da sempre legata al suo Vino Nobile. I vigneti del Nobile e del Rosso di Montepulciano si inseriscono in uno stupendo paesaggio collinare, caratterizzato da campi dorati punteggiati di cipressi, pievi antiche, ville e tipici casolari. Le piscine a sfioro del Castello di Velona si affacciano sui vigneti del ricercato Brunello di Montalcino, che nasce in una zona di produzione limitatissima all’interno di un paesaggio collinare unico, protetto dall’Unesco dal 2004. Questo vino può invecchiare a lungo, trasformandosi negli anni in un vero tesoro. A una ventina di minuti di auto si trovano le Terme di Bagno Vignoni, l’Adler Spa Resort e l’Hotel Posta Marcucci, ottimi rifugi dove degustare un calice di elegante Brunello. Scendendo verso sud, si entra in Maremma, una terra ricca di vini la cui grande varietà esprime le peculiarità di un territorio vasto e variegato che dal Monte Amiata raggiunge il Mar Tirreno. Alle Terme di Saturnia, a Fonte Pura Saturnia e alle Terme di Sorano, la cultura del relax incontra la tradizione vinicola dei Vini della Maremma, dando vita a esperienze che uniscono natura, salute e piacere sensoriale. Eccellenze enologiche e benessere si fondono anche sul litorale, dove dalle Terme di Venturina, a metà strada tra le spiagge della Costa degli Etruschi e la campagna, dalle Terme di Sassetta, immerse nella quiete di un bosco suggestivo, e dal Tombolo Talasso Resort, che sfrutta i benefici del mare, si arriva, percorrendo il celebre Viale dei Cipressi, al borgo di Bolgheri. Qui il paesaggio è caratterizzato da dolci colline e pianure che si estendono fino al mare, creando un microclima unico che dà origine ai Vini di Bolgheri, calici che hanno reso questa parte della Toscana famosa nel mondo.

Mostre

Immagine: Vernici e mostre in corso a dicembre in Toscana
Temi: Mostre newsletter numero 28

Vernici e mostre in corso a dicembre in Toscana

BOTTICELLI A PISA. DUE OPERE DAL MUSEO JACQUEMART ANDRÉ DI PARIGI

Sino al 15 febbraio 2026

LUOGO: Palazzo Blu – Pisa

la Vergine col Bambino e la Fuga in Egitto, acquistate in Italia da antiquari fiorentini alla fine dell’Ottocento e conservate nel museo parigino che vanta una raccolta di opere di artisti di straordinario valore, in particolare per l’arte italiana, consente di ricostruire una pagina poco nota, circa la presenza a Pisa del Botticelli nel 1474, impegnato a eseguire un lavoro in bozza per la Cappella dell’Incoronata nella Cattedrale di Pisa, di cui non sono rimaste tracce.

Immagine del contributo: Dettaglio della locandina.

HELEN CHADWICK LIFE PLEASURES

Dal 25 novembre al 1 marzo 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

La mostra ripercorre l’intera carriera di Helen Chadwick (1953–1996), artista sperimentale e anticonvenzionale che ha saputo unire bellezza estetica e materiali insoliti con ironia e sguardo femminista, affermandosi come una delle protagoniste dell’avanguardia britannica del dopoguerra. La retrospettiva intende sottolineare la sua capacità di affrontare questioni femministe ancora oggi attuali e di trasformare la cultura materiale con un approccio sempre giocoso e sorprendente.

ARMIN LINKE THE CITY AS ARCHIVE.FLORENCE

Sino al 31 gennaio 2026

LUOGO: Palazzo Grifoni Budini Gattai – Firenze

una lettura critica e immersiva della città attraverso le fotografie dell’artista italo-tedesco Armin Linke, poste in dialogo con straordinarie immagini storiche e documentarie della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut.

YEARS
Sino al 15 marzo

LUOGO: Tenuta Scompiglio – Capannori, Lucca

La mostra “Years” del collettivo ucraino Open, presenta un’installazione site-specific che riflette sul tempo, la memoria e le perdite causate dalla guerra, utilizzando proiezioni di date incise su lapidi per trasformare il passare del tempo in un flusso di luce.

GIOVANNI BOLDINI. LA SEDUZIONE DELLA PITTURA

Dal 2 dicembre al 6 maggio 2026

LUOGO: Cavallerizza – Lucca

Un percorso di oltre 100 opere, che racconta l’evolversi della pittura del maestro del ritratto della Belle Époque attraverso una continua ricerca estetica e una profonda indagine psicologica, sulle quali coniò un modello di grazia idealizzato. In mostra, parte della vasta produzione pittorica di Giovanni Boldini è affiancata a quella di maestri a lui coevi, tra cui Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito, Antonio Mancini, Vittorio Matteo Corcos, ai quali fu legata, a vario titolo, la sua vicenda umana e professionale.

IN COLLEZIONE: UN PERCORSO D’ARTE TRA XIII E XIX SEC.

Sino al 29 Marzo 2026

LUOGO: Fondazione Cr – Firenze

L’iniziativa, completamente gratuita, offre al pubblico la possibilità di ammirare opere di maestri come Giotto, Filippino Lippi, Vasari, Giovanni Fattori e Primo Conti.

ANDRO ERAZDE. BONES OF TOMORROW

Sino al 25 Gennaio 2026

LUOGO: Palazzo Strozzi e ex Teatro dell’Oriolo

Prima personale istituzionale in Italia dell’artista georgiano Andro Eradze. la mostra è visibile gratuitamente e presenta una serie unitaria di video, fotografie e installazioni create appositamente dall’artista che si concentra sulle zone di confine tra incontro e scontro fra naturale e artificiale, domestico e selvaggio, umano e animale.

LUIGI GHIRRI  – POLAROID ’79 – ‘83

Sino al 10 Maggio 2026.

LUOGO: Centro Pecci – Prato

Prima mostra in Italia interamente dedicata al lavoro su polaroid del fotografo italiano del secondo dopoguerra più conosciuto al mondo. La mostra propone un’ampia selezione di polaroid scattate da Ghirri tra il 1979 e il 1983. Le polaroid, piccole e grandi, restituiscono un Ghirri inedito. Da un lato, il fotografo che alla fine degli anni Settanta accoglie l’aleatorietà che la fotografia istantanea offre e la possibilità di vedere immediatamente il risultato dell’immagine. Dall’altro il fotografo che, lontano dalla sua Emilia, ricostruisce il suo mondo di oggetti e stratificazioni di memoria altrove.

PROVINCIA NOVECENTO. ARTE A EMPOLI 1925 – 1960

Sino a 15 Febbraio 2026

LUOGO: Empoli – Antico Spedale San Giuseppe

Empoli celebra i suoi artisti e una delle stagioni più feconde della sua storia culturale con una grande mostra che riporta alla luce l’anima creativa di una provincia capace di dialogare con la modernità.

C’ERA UNA VOLTA. SCULTURE DALLE COLLEZIONI MEDICEE

Dal 16 dicembre al 12 aprile 2026

LUOGO: Galleria degli Uffizi – Firenze

Prima mostra dedicata alle collezioni fiorentine d’arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo con l’obiettivo di far rivivere un ambito creativo perduto, dalla storia antichissima quello della produzione di immagini in cera, che nella Firenze medicea tra il Quattrocento e la fine del Seicento vive un momento di splendore massimo, giungendo a forme elevatissime di virtuosismo.

ARMANDO TESTA. CUCÙ-TETÈ

Sino al 3 maggio 2026.

LUOGO: Palazzo Delle Papesse – Siena

Armando Testa (1917-1992), figura di spicco nel campo della pubblicità e dell’arte contemporanea presenta una panoramica completa della carriera di Testa, dalle celebri campagne pubblicitarie degli anni Cinquanta e Sessanta, fino ai suoi esperimenti pittorici, cinematografici e scultorei.

(In foto: Botticelli a Pisa, dettaglio del manifesto)

Immagine: L’arte che impreziosisce le vigne
Temi: Mostre newsletter numero 28

L’arte che impreziosisce le vigne

Il vino racconta la sua storia nei tanti musei del territorio che ne celebrano la secolare tradizione, ma non solo: molte cantine, negli ultimi anni, hanno affidato a grandi architetti il restauro e la realizzazione delle proprie aziende, cosi come molti produttori hanno aperto al pubblico le proprie collezioni di arte contemporanea, spesso concepite come percorsi dedicati al vino e al suo mondo.

A Montalcino, patria del Brunello, le tecnologie più moderne permettono di scoprire le meraviglie del territorio e i segreti che hanno reso questo vino unico nel mondo, attraverso esperienze sensoriali e visive nel Tempio del Brunello. Per gli appassionati di vino e di tutto ciò che ruota attorno a questo mondo, a Montelupo Fiorentino si può visitare il Museo del fiasco toscano, che racconta la storia del tipico contenitore in vetro a forma ovoidale rivestito di paglia. Si chiamavano fiascaie, le donne che ricoprivano i fiaschi, intrecciando con maestria i fili delle erbe essiccate. A due passi da Firenze, a Rufina, il Museo della vite e del vino, è dedicato alla produzione e rappresenta l’equilibrio perfetto tra innovazione qualitativa e fedeltà assoluta alla tradizione. In Maremma a Scansano,  il Museo della Vite e del Vino valorizza i vini del territorio, e le tradizioni locali, così come il Museo della Vite e del Vino di Montenero d’Orcia a Castel del Piano, che racconta la cultura della vite e gli oggetti tradizionali per la viticoltura e la vinificazione.

In alcuni casi, sono le cantine stesse a ergersi come templi che omaggiano il paesaggio in cui si integrano: nome illustri dell’architettura contemporanea sono gli artefici delle cantine del circuito Toscana Wine Architecture. Aperte al pubblico per degustazioni e visite, rendono l’esperienza del vino raffinata e contemporanea. La stessa vocazione mecenatizia che spinge a ingaggiare i grandi architetti per la rilettura degli edifici dedicati alla vinificazione, muove molti patron a dar vita a progetti artistici dedicati alla cultura del vino. Un esempio è il premio Artisti per Frescobaldi, nato a Montalcino nel 2012 e che invita a leggere il paesaggio del vino come spazio di immaginazione. Neto, Kosuth, Saraceno, Ontani, Horn sono solo alcuni degli artisti di fama internazionale che hanno preso parte al progetto Vendemia d’Artista promosso dalla Tenuta Ornellaia di Bolgheri.  In Chianti, il progetto di Arte contemporanea “Le radici dell’arte” invita a Panzano in Chianti, presso Tenuta Casenuove, artisti di tutto il mondo per creare un’opera in situ: installazioni permanenti in sintonia e in dialogo con il paesaggio. Sempre in Chianti ha sede la collezione d’arte contemporanea nata dal progetto Antinori art project, con un programma di commissioni annuali per opere site-specific ospitate nella cantina del Bargino, nei pressi di San Casciano in Val di Pesa. Sempre nel Chianti Classico, a Gaiole in Chianti, si possono visitare le collezioni di arte contemporanea di Castello di Ama. Qui, artisti di fama internazionale sono stati invitati a dialogare con le preesistenze del territorio; le opere di Pistoletto della Bourgeois, di Paolini e Buren, per citarne alcune, interpretano il paesaggio e ne amplificano il genius loci. Per concludere, in Maremma, le numerose cantine che collaborano con le istallazioni nel paesaggio del progetto Hypermaremma (come Tenuta Terenzi a Scansano, Fattoria Stendardi a Pescia Fiorentina e Tenuta la Maliosa di nei pressi di Saturnia.) e quelle della rassegna Arte&Vino Capalbio, che dal 2021 promuove eccellenze del vino e del contemporaneo nel territorio capalbiese.

Newsletter

Toscana Promozione Turistica

Via Vittorio Emanuele II, 62/64 5013 Firenze Italia

a cura di

redazione@toscanapromozione.it