Un viaggio nel cuore delle Foreste Casentinesi tra eremi millenari e castelli, accompagnati dai colori del foliage.
C’è una stagione in cui camminare nel Casentino diventa un’esperienza ancora più suggestiva. È l’autunno, quando le Foreste Casentinesi si accendono di giallo, rosso e arancio e i colori del foliage accompagnano il passo lungo i sentieri.
La Via di Francesco in Toscana offre un’occasione straordinaria per attraversare questi paesaggi seguendo un filo che unisce natura e spiritualità. A cominciare da Camaldoli, dove da circa mille anni la vita monastica è parte integrante della foresta. Il Sacro Eremo, avvolto nella natura a circa 1.100 metri di altitudine, conserva ancora la particolare struttura pensata per conciliare solitudine e vita comunitaria: una ventina di piccole celle raccolte intorno alla chiesa, ciascuna concepita come una piccola casa per la preghiera, lo studio e il raccoglimento. Tra queste si può visitare la cella del fondatore San Romualdo, con la curiosa struttura interna “a chiocciola”, mentre una tradizione ricorda anche il soggiorno a Camaldoli di Francesco d’Assisi. E per chi desidera fermarsi più a lungo, il Sacro Eremo dispone anche di una piccola foresteria dove è possibile soggiornare. Tre chilometri più a valle, il Monastero rappresenta l’altra anima della comunità camaldolese, quella dell’accoglienza e della vita comune, anche qui con servizi di ospitalità.
Ancora più stretto è il legame tra Francesco e La Verna. Su questo “crudo sasso”, come lo avrebbe chiamato Dante, Francesco trovò uno dei suoi luoghi prediletti di ritiro e preghiera e qui, nel settembre del 1224, ricevette le stigmate. Ancora oggi il santuario sembra emergere direttamente dalla roccia e dalla foresta. La piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Cappella delle Stimmate, il suggestivo corridoio che le collega e la Basilica con le splendide terrecotte di Andrea della Robbia raccontano una storia che è possibile ripercorrere nella visita.
E non è l’unico incontro che la Via regala. Un’altra direttrice conduce all’Abbazia di Vallombrosa, immersa nella grande foresta modellata nei secoli anche dalla presenza dei monaci, per poi entrare nel Casentino e raggiungere Poppi, dominata dall’imponente Castello dei Conti Guidi. Dal sacro al “profano”, il viaggio continua così tra borghi e fortificazioni, fino ad Anghiari, splendida città murata affacciata sulla Valtiberina.
Un cammino dunque da percorrere lentamente, di eremo in eremo, di castello in castello, di bosco in bosco, proprio quando la natura si veste dei colori più belli. Un territorio da conoscere anche grazie agli eventi del calendario di Autunno Slow del Parco Nazionale delle Foresta Casantinesi.
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(In foto: il Santuario della Verna)





