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Eventi

Murales del david di Michelangelo su una parete di marmo

Carrara 2026: la città del marmo diventa capitale dell’arte contemporanea

Carrara, nel cuore della Toscana, si prepara a vivere una stagione speciale: la città del marmo è infatti appena stata nominata capitale toscana dell’arte contemporanea con il progetto “Carrara: da 2mila anni contemporanea”. Un titolo che racconta bene l’anima di questo luogo, dove la storia millenaria dell’estrazione e della lavorazione del marmo continua a dialogare con la creatività più attuale.

Da secoli artisti e scultori arrivano qui da ogni parte del mondo per lavorare il celebre marmo bianco delle Alpi Apuane, lo stesso che ha reso immortali i capolavori della scultura di Michelangelo. Oggi questa tradizione vive ancora tra botteghe artigiane, laboratori, l’Accademia di Belle Arti e i musei come il MudaC e il CarMi che trasformano la città in un laboratorio creativo dove il sapere antico incontra nuove visioni artistiche.

Da maggio a dicembre un ricco calendario di iniziative ed eventi, con mostre diffuse, installazioni urbane, festival e incontri dedicati all’arte contemporanea, mira a trasformare il territorio in un museo a cielo aperto, dove la maestosità della natura lavorata dialoga con l’arte contemporanea più audace. L’arte invaderà anche le strade del centro storico con la 10° edizione di “White Carrara”, una mostra diffusa dedicata al design e al contemporaneo, mentre il festival creativo “C/art” trasformerà gli antichi quartieri del marmo in un grande laboratorio a cielo aperto tra performance, workshop e installazioni.

Riconosciuta nel 20218 città creativa dell’UNESCO per l’artigianato, Carrara offre ai visitatori un’esperienza unica: scoprire studi artistici, entrare nelle botteghe del marmo e ammirare un paesaggio dove natura, industria e arte convivono da oltre duemila anni. Un invito a vivere la Toscana da una prospettiva diversa, tra tradizione, innovazione e bellezza scolpita nella pietra.

(Foto di copertina: Carrara- MURALES KOBRA_Collephoto)

Museo Pecci di Prato

Il contemporaneo in Toscana: dalla rete regionale alla mappa di Pistoia delle opere del Novecento e del nuovo millennio

La Toscana è il luogo ideale per scoprire come l’arte contemporanea possa dialogare con piazze, paesaggi e centri storici. Qui l’arte non resta chiusa nei musei, ma entra nello spazio pubblico e accompagna il viaggio con esperienze capaci di sorprendere anche chi non è un esperto. La Rete del Contemporaneo, con capofila il Centro Pecci di Prato, è un sistema museale territoriale che connette le principali realtà dell’arte contemporanea attive in Toscana: da Firenze a Prato, Pistoia, Carrara, Livorno, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano e San Giovanni Valdarno. A queste si aggiunge Hypermaremma, progetto diffuso che porta l’arte contemporanea anche nei paesaggi della Maremma. Lo spirito del progetto entra nei musei, con mostre e collezioni permanenti, e ne esce per raccontare le forme di l’arte ambientale e le opere pensate per lo spazio pubblico: installazioni, sculture e interventi che trasformano la città in un percorso da esplorare a piedi, tra scorci inaspettati, luoghi storici e modernità. È un modo diverso di vivere la Toscana, tra creatività, sperimentazione e scoperta.

Immagine: Il contemporaneo in Toscana: dalla rete regionale alla mappa di Pistoia delle opere del Novecento e del nuovo millennio> Tra le tante iniziative che compongono il programma per il 2026 della Rete, la Fondazione Pistoia Musei presenta la mappa “I luoghi del contemporaneo a Pistoia”, un invito a vedere la città come un museo a cielo aperto. Il percorso attraversa il centro storico e si estende oltre i suoi confini arrivando fino alla Fattoria di Celle, celebre per le sue installazioni ambientali. Lungo il “cammino” si incontrano opere di artisti come Daniel Buren, Sol LeWitt, Marino Marini e Robert Morris, insieme a molti altri protagonisti della contemporaneità. Online sui siti dei Musei Civici di Pistoia e della Fondazione Pistoia Musei la mappa consente di organizzare una visita su misura: alternativa e perfetta per chi ama viaggiare con curiosità e desidera scoprire il lato più creativo della Toscana.

(Immagine di copertina: Mauro Staccioli Prato 88 e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato – Foto Arianna Cialoni / Immagine nel corpo del testo: Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, sala collezione permanente. Foto Serge Domingie)

La Toscana dei cammini

Piatto di pici all'aglione

Cinque cammini da percorrere (anche) con il gusto

Dalla Lunigiana alla Val d’Orcia, ogni cammino racconta un paesaggio… e un sapore che lo rende unico. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.

Già Sigerico, nel suo viaggio lungo la Via Francigena, annotava nei suoi diari la qualità dei cibi incontrati negli “ospitali”: segno che il gusto è da sempre parte dell’esperienza del cammino. E camminare, si sa, fa venire un sano appetito.

Lo si percepisce fin dall’inizio della Via del Volto Santo, che collega Pontremoli a Lucca. O quanto meno dai primi piatti: in Lunigiana i testaroli raccontano una cucina essenziale, fatta di acqua e farina, legata a un territorio montano e autentico; più a sud, tra la Versilia e la lucchesia, i tordelli introducono una dimensione più ricca e conviviale. Mentre lungo la Via Lauretana Toscana, tra le geometrie della Val d’Orcia e della Valdichiana, i pici all’aglione (il noto aglio “gigante” qui coltivato) restituiscono una stessa idea di semplicità, dove pochi ingredienti costruiscono un equilibrio perfetto, in sintonia con il paesaggio. Qui sulla tavola non può mancare il Vino Nobile di Montepulciano DOCG.

Attraversando la Toscana lungo la Via Francigena, il racconto si amplia e si radica nella cultura rurale: il pecorino toscano DOP diventa simbolo di una tradizione pastorale diffusa, capace di accompagnare il viaggio con un sapore diretto e riconoscibile.

Si passa ai dolci entrando nel territorio senese con la Via Romea Sanese, dove il gusto si fa più complesso e stratificato. I dolci della tradizione – panforte, ricciarelli e cavallucci – raccontano secoli di influenze e scambi, tra spezie e mandorle, mentre il Vin Santo del Chianti DOC ne completa l’esperienza con una nota calda e avvolgente.
Infine, il Cammino di San Jacopo trova il suo centro a Pistoia, città profondamente legata alla figura di San Giacomo. Qui la tradizione si esprime nei confetti a riccio di Pistoia, esempio di un sapere artigianale che accompagna camminatori e viaggiatori in una dimensione più raccolta, fatta di dettagli e gesti tramandati nel tempo.

(Immagine di copertina: Pici all’aglione – Foto_ Terre di Siena)

Vetrina Toscana

Piatto di zuppa Garmugia

La primavera in tavola: la Garmugia, regina delle primizie

Ci sono piatti che appartengono al tempo più ancora che al territorio, e la Garmugia è tra questi. Zuppa ‘nobile’, peculiare della Lucchesia, si concede soltanto in primavera, quando l’orto offre le sue primizie più fresche: fave, piselli, carciofi, asparagi e cipolle novelle, accompagnati da manzo tritato e pancetta. Un insieme che conferisce alla preparazione profondità di sapore e quella capacità ricostituente che la tradizione le ha sempre riconosciuto.

Ciò che rende la Garmugia davvero unica è il suo legame con una finestra temporale brevissima. Fave, piselli, carciofi e asparagi sono ortaggi dalle stagioni distinte: si trovano tutti freschi e contemporaneamente disponibili soltanto per poche settimane all’anno, in quel breve intervallo primaverile in cui i cicli della natura si sovrappongono. Solo i profumi della stagione nel piatto.

In un’epoca in cui la cucina tende alla standardizzazione e all’indifferenza verso il calendario, questo piatto afferma con discrezione la propria stagionalità che incarna appieno il manifesto dei valori del progetto di Vetrina Toscana: mangiare la Garmugia significa accordarsi al ritmo della natura e alla specificità di un luogo. Le origini risalgono al Seicento, ma la riscoperta moderna si deve a Maria Luisa Incontri Latteringhi della Stufa, che nel 1965 la inserì nel volume: ‘Pranzi e Conviti’, consigliandola come piatto ricostituente per chi usciva da lunghe malattie.

A differenza della maggior parte delle zuppe della tradizione toscana che hanno origine  contadina, la Garmugia nacque come pietanza aristocratica: la presenza della carne, lusso lontano dalle tavole popolari, lo conferma senza equivoci. Fu il medico e scrittore Mario Tobino a consegnarla all’immaginario collettivo come rimedio destinato agli «affanni» della ricca borghesia lucchese – un conforto per il corpo e, insieme, per lo spirito. Anche l’origine del nome è tutt’altro che univoca. C’è chi la riconduce al termine dialettale germiglio, cioè germoglio, a sottolineare la freschezza delle primizie utilizzate. Altri suggeriscono un’assonanza con il francese gourmet, traccia dell’influenza culturale della corte di Elisa Baciocchi Bonaparte.

Lo scrittore lucchese Ildefonso Nieri, nel suo Vocabolario Lucchese di inizio Novecento, propone invece una derivazione dall’antico termine vernacolare ‘guarmugia’, che indicava la gorgiera — il collaretto di tessuto increspato un tempo indossato dai nobili — con un rimando visivo alle verdure sminuzzate che compongono il piatto.Pur essendo nata come piatto d’élite, si presta con naturalezza a una logica antispreco: il brodo vegetale che ne forma la base può essere preparato con gli scarti della pulitura degli ortaggi — i gambi degli asparagi, i baccelli dei legumi, le foglie esterne dei carciofi. Nulla viene buttato, tutto concorre al risultato finale. Ogni anno la condotta Slow Food di Lucca organizza  un evento nei ristoranti del territorio dedicato a questo prezioso ‘concentrato di primavera’

A questo link la ricetta della Garmugia

(Immagine di copertina:  Garmugia – Vetrina Toscana)

Cicloturismo

Cicloturista in controluce su un crinale con arcobaleno

Carta dei Valori: una visione per il futuro del cicloturismo.

La vera novità di questa stagione non si limita ai sentieri, ma risiede nell’anima stessa dell’accoglienza. Toscana Promozione Turistica, in stretta collaborazione con gli operatori dell’ecosistema turistico, ha co-progettato e sancito la Carta dei Valori del turismo in bicicletta. Più che un semplice protocollo di servizi, il documento rappresenta un impegno formale per creare una sinergia perfetta tra territorio e visitatori, definendo un modello d’esperienza condiviso e d’eccellenza.

Ispirata alle già consolidate Carte dei Valori regionali (Family, Turismo Sostenibile, Mental Wellness, Turismo Femminile, Pet Friendly), questa nuova visione promuove i capisaldi del viaggio lento: ospitalità autentica, accoglienza diffusa, condivisione, incontro tra persone e comunità, benessere, sostenibilità, equilibrio e meraviglia.
La carta si fonda su sette pilastri che costituiscono lo “stile di vita toscano” su due ruote attivando un vero incontro con il Genius Loci.

  1. Autenticità:Gli operatori si fanno custodi e narratori del territorio, rispettandone la stagionalità e l’identità storica.
  2. Ospitalità:Al centro c’è l’individuo, prima del mezzo. Un consiglio esperto o un sorriso sincero hanno lo stesso valore di un’officina attrezzata.
  3. Umanesimo: La bicicletta come luogo di conversazione e vera relazione, trasformando il viaggio in un percorso di contemplazione.
  4. Competenza:Un impegno costante nella formazione per garantire al cicloturista sicurezza e supporto qualificato in ogni fase.
  5. Attenzione alla Bellezza:Ricerca della qualità in ogni dettaglio, dal comfort delle strutture alla valorizzazione dell’enogastronomia a km zero.
  6. L’Arte della Lentezza:Il diritto a rallentare, dove il tragitto assume lo stesso valore della meta.
  7. Sostenibilità:Un atto d’amore per preservare la biodiversità e garantire che lo stupore di oggi resti un patrimonio accessibile anche domani.

La carta integrale si potrà scaricare al questo link

Made in Tuscany

Immagine: Spiritualità francescana e laboriosità artigiana

Spiritualità francescana e laboriosità artigiana

In Toscana la spiritualità francescana e la tradizione artigiana si intrecciano da secoli, dando vita a un patrimonio culturale diffuso. Ne è un esempio significativo il Museo etnografico missionario francescano, presso il convento di Fiesole, che conserva oggetti missionari, reperti etnografici e manufatti raccolti dai francescani nel mondo: abiti, strumenti musicali, porcellane, avori e oggetti d’uso quotidiano dei frati.

La visita al complesso conventuale di San Francesco offre, inoltre, uno spaccato autentico sulla vita e sulla cultura francescana nel contesto toscano. Nei luoghi francescani della regione – dal la Verna ad Arezzo, fino alla Val Tiberina – l’artigianato è strettamente legato alla storia spirituale di San Francesco. Manufatti devozionali, opere di arte sacra come gli affreschi di Piero della Francesca, sculture e vetrate testimoniano come la fede abbia ispirato e alimentato la creatività nel corso dei secoli. Un patrimonio che si conserva nei santuari e nei borghi circostanti e che si estende in varie aree della Toscana, da Greve in Chianti a Montauto.

In luoghi come la Verna o la chiesa francescana di Barga, il dialogo tra manualità e religiosità trova una delle sue espressioni più alte nella terracotta invetriata dei Della Robbia; a Cortona, nel complesso delle Celle, è invece l’architettura essenziale a riflettere l’ideale di vita monastica; uno dei primi luoghi francescani in Toscana, Colle Val d’Elsa, è una delle capitali mondiali del cristallo. Lungo gli itinerari francescani si incontrano numerose testimonianze delle arti tradizionali locali – ceramica, legno, vetro, metalli, tessuti e ricami – mentre conventi e chiese storiche, a partire dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, offrono un contesto culturale di grande valore, intriso di una storia secolare e di saperi artigiani.

(Foto di copertina: il convento di San Francesco a Fiesole che ospita il museo etnografico)

Toscana Sostenibile

Castello di Fosdinovo

Estate sostenibile in Toscana: slow travel e borghi nascosti

L’estate in Toscana è da sempre sinonimo di bellezza: città d’arte, paesaggi iconici, cultura e gastronomia. Ma nei mesi tra giugno e agosto, sempre più viaggiatori internazionali si trovano di fronte a una domanda concreta: è possibile vivere la Toscana evitando il sovraffollamento e riducendo l’impatto ambientale? La risposta è sì, e passa da un cambio di prospettiva. Non si tratta di rinunciare alla destinazione, ma di scegliere come viverla.

Negli ultimi anni sta emergendo un nuovo modo di viaggiare, più lento e consapevole, che privilegia territori meno battuti, esperienze autentiche e una relazione più diretta con il paesaggio. In Toscana, questo approccio trova un terreno naturale: una rete diffusa di borghi, colline, vigneti e piccoli centri che raccontano l’identità della regione al di là delle mete più conosciute. Allontanarsi dalle città più affollate significa scoprire una Toscana diversa, fatta di ritmi più distesi e di un rapporto più autentico con i luoghi. I borghi dell’entroterra, spesso facilmente raggiungibili, offrono esperienze di alta qualità anche in piena estate: passeggiate tra vicoli silenziosi, piazze che si animano al tramonto, eventi culturali e feste locali che restituiscono il senso della comunità.

Il viaggio slow si costruisce anche attraverso la mobilità. Treno, bicicletta e cammini diventano strumenti per esplorare il territorio in modo sostenibile, riducendo la dipendenza dall’auto e permettendo di attraversare il paesaggio senza frammentarlo. Le linee ferroviarie regionali, integrate con percorsi ciclabili e sentieri, offrono la possibilità di creare itinerari flessibili, adatti a un turismo estivo più leggero e distribuito.

L’estate è anche il momento ideale per vivere la Toscana attraverso le sue eccellenze enogastronomiche. Cantine, aziende agricole e mercati locali propongono esperienze legate alla stagionalità e alla filiera corta, mentre i prodotti del territorio diventano parte integrante del viaggio. Non solo degustazioni, ma occasioni di incontro con chi quel territorio lo vive e lo custodisce.

Questo modello risponde a una domanda crescente nei mercati internazionali: viaggiare meglio, non solo di più. Ridurre l’impatto ambientale, evitare le concentrazioni eccessive, scegliere esperienze che generano valore anche per le comunità locali.

In questo scenario, la Toscana può posizionarsi come una destinazione capace di coniugare attrattività e sostenibilità, proponendo un’estate che non è solo da vedere, ma da vivere con maggiore consapevolezza. Non una fuga dalle mete iconiche, ma un invito ad ampliare lo sguardo: verso borghi meno conosciuti, paesaggi più silenziosi, itinerari più lenti.Perché, oggi più che mai, il vero lusso del viaggio è il tempo.

(Nella foto di copertina: Castello di Fosdinovo, Lunigiana, Provincia di Massa-Carrara)

Cultura

Immagine: Firenze al Femminile

Firenze al Femminile

In occasione del mese in cui si celebra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza di genere, presentiamo un piccolo itinerario-tributo alle donne toscane e internazionali che hanno scelto Firenze come epicentro della loro opera, tra eredità, arte e letteratura.

Firenze è celebrata in tutto il mondo come la Culla del Rinascimento, un monumento eterno al genio maschile, da Brunelleschi a Michelangelo, ma il capoluogo toscano è stato forgiato anche e soprattutto dalle donne, che hanno scritto pagine fondamentali di mecenatismo, sopravvivenza e innovazione, spesso dietro le quinte del potere o sfidando le convenzioni.

Il viaggio inizia celebrando la donna che, con un atto di incredibile lungimiranza, salvò l’intero tesoro artistico di Firenze, Anna Maria Luisa de’ Medici, conosciuta come l’elettrice Palatina (1667–1743). La visita a Palazzo Pitti, sua dimora, con la Galleria Palatina (dove si possono ammirare opere chiave di artisti come Raffaello, Tiziano, Tintoretto), perfettamente integrate negli sfarzosi appartamenti di rappresentanza, è un tributo all’ultima erede della famiglia Medici. Ultima della gloriosa dinastia, fu la vera salvatrice del patrimonio. Con il celebre Patto di Famiglia del 1737, stabilì che tutte le collezioni medicee – dagli Uffizi a Palazzo Pitti – non potessero mai essere rimosse da Firenze. Un gesto storico che garantì alla città il suo inestimabile tesoro, un’eredità di valore incalcolabile per l’umanità intera.

Un salto indietro nel tempo ci porta alla riscoperta di Suor Plautilla Nelli (1524–1588). Questa suora domenicana fu la prima pittrice donna rinascimentale di Firenze riconosciuta. La sua grandezza come donna e artista si può cogliere nel capolavoro monumentale, “Ultima Cena” esposta nell’ex refettorio del Complesso di Santa Maria Novella, che testimonia una maestria e un’abilità eccezionali. Il suo successo non solo la rese famosa, ma le permise di guidare un atelier d’arte interamente femminile, una vera rarità per l’epoca.

Un ponte tra il Rinascimento e la contemporaneità (al femminile) lo getta invece il Museo del Novecento, ospitando la mostra celebrativa CENTOVENTI: Villa Romana 1905-2025, a cura di Elena Agudio e Sergio Risaliti, con Mistura Allison ed Eva Francioli, allestita fino all’otto marzo 2026. Fondata nel 1905, questa storica residenza fu la più antica residenza tedesca per artisti con sede all’estero e si distinse come un laboratorio indipendente a Firenze, aperto alla sperimentazione internazionale.

Villa Romana ha costantemente dato voce e spazio ad artiste di fama mondiale (tra cui figure fondamentali come la scultrice espressionista Käthe Kollwitz e l’innovativa Katharina Grosse). La mostra celebra come l’istituzione abbia rotto i paradigmi accademici, fornendo un fondamentale trampolino di lancio per il talento femminile nel panorama artistico del XX e XXI secolo.

L’ultima tappa di questo itinerario è Palazzo Guidi (in Piazza San Felice), dove ha sede la casa che fu di Elizabeth Barrett Browning (1806–1861), una delle poetesse più importanti dell’era vittoriana in Inghilterra, ora museo. Universalmente nota per la sua poesia intensa e passionale, che spazia dall’amore alla critica sociale, Elisabeth nel 1846, sposò in segreto il poeta Robert Browning, contravvenendo al volere del padre dispotico e subito dopo i due fuggirono in Italia e si stabilirono a Firenze, che divenne il loro rifugio d’amore e il luogo dove continuò a scrivere. Elizabeth Barrett Browning fu sepolta nel Cimitero degli Inglesi, la cui tomba è ancora visitabile.

Terme toscane

Immagine: Bere salute alle terme toscane

Bere salute alle terme toscane

Già praticata in epoca etrusca e poi sviluppata dai Romani, questa forma di cura naturale trova oggi spazio in numerose strutture termali della regione, dove tradizione e medicina moderna si incontrano.

Quando si parla di terme, l’immaginario si apre a un mondo ricco e articolato: nei luoghi termali della Toscana, i bagni rappresentano solo una delle tante esperienze possibili. Accanto ai percorsi di relax, si sviluppano trattamenti che uniscono benessere e salute, come l’idropinoterapia, una pratica basata sull’assunzione guidata di acque minerali secondo tempi e modalità specifiche. Già nell’Ottocento si parlava di “passare le acque”, espressione che raccontava una forma di soggiorno elegante e ricercata, in cui la cura del corpo si intrecciava con la vita sociale e il piacere della villeggiatura. In Toscana questa tradizione ha trovato un terreno particolarmente fertile e grazie alla ricchezza delle sue sorgenti, oggi l’idropinoterapia si inserisce in un rinnovato interesse verso pratiche naturali e sostenibili, mantenendo un dialogo costante con la ricerca più avanzata. Le diverse acque, ciascuna con caratteristiche e benefici specifici, vengono assunte all’interno di percorsi appositi, trasformando un gesto semplice in un’opportunità concreta di benessere.

Nel panorama termale della Toscana, le cure idropiniche trovano una delle loro espressioni più rappresentative a Chianciano Terme, località storicamente legata alla ricchezza delle sue acque minerali; qui l’idropinoterapia è una pratica centrale: si basa sull’assunzione di acque minerali direttamente alla fonte, in particolare della celebre Acqua Santa, che con le altre fonti, Fucoli, Sillene e Santissima, permette di costruire percorsi completi che uniscono prevenzione, cura e riequilibrio dell’organismo. Sempre a Chianciano, le fonti delle Terme di Sant’Elena sono ospitate in un elegante parco che offre magnifici panorami sui laghi di Chiusi, Montepulciano, Trasimeno e sul Monte Amiata.

Montecatini Terme, già frequentata nel Settecento da nobili e viaggiatori europei, deve il suo prestigio a stabilimenti iconici come il Tettuccio, capolavoro liberty dove ancora oggi si svolge il rito dell’assunzione delle acque. Le fonti — Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco — offrono un’esperienza che unisce salute, architettura e atmosfera d’altri tempi, tra colonnati monumentali e giardini rigogliosi.

Nel suggestivo contesto collinare di Gambassi Terme, le Terme della via Francigena, immerse tra vigneti e paesaggi tipici della campagna toscana, l’idroterapia si sviluppa attorno alla storica fonte Pillo, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà depurative. Le cure idropiniche delle Terme di Saturnia Spa & Golf Resort sfruttano le acque sulfuree, ricche di minerali con effetti depurativi e digestivi. Le Terme della Lunigiana propongono percorsi di idropinoterapia pensati per il benessere e la rigenerazione. Le acque minerali, assunte seguendo modalità tradizionali, diventano parte di un’esperienza esclusiva tra colline, fiumi e borghi storici.

L’acqua termale delle Terme di Casciana, chiamata Acqua Mathelda, ha oltre mille anni di storia. Fu Matilde di Canossa a valorizzarne i benefici e a diffondere la fama di questa perla del termalismo, circondata dalle colline pisane. Le acque termali delle Terme di Equi, sono in grado di recare un’azione benefica sull’intero organismo.  Circondate da boschi, grotte e corsi d’acqua, le strutture termali permettono di vivere esperienze di benessere immerse in un paesaggio suggestivo e incontaminato. Fonteverde è un elegante centro termale che si trova a San Casciano dei Bagni, in Val d’Orcia, qui l’acqua della sorgente termale Santa Lucia viene offerta agli ospiti come preparazione e completamento degli altri trattamenti. Alle Terme di Venturina, nell’alta Maremma, le preziose Aquae Populoniae sono note per il loro effetto tonificante e rigenerante sul corpo. L’assunzione segue percorsi personalizzati e tempi specifici, trasformando il semplice gesto di bere acqua minerale in un’esperienza di benessere profondo.

(Immagine di copertina: terme di Montecatini, particolare – Archivio Toscana Promozione Turistica)

Mostre

Dipinto con scena di baccanale

Vernici e mostre in corso ad aprile in Toscana

PITTURA A NAPOLI DOPO CARAVAGGIO

Dal 27 marzo al 27 settembre 2026

LUOGO: Museo Villa Bertelli – Forte dei Marmi

Una grande occasione per ammirare capolavori del cosiddetto secolo d’oro della pittura partenopea fuori dal loro contesto originario. Per la prima volta circa 40 opere della celebre Fondazione De Vito, vengono esposte in Toscana, negli spazi di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, consentendo di ripercorrere l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Caravaggio, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico.

OTTONE ROSAI. POETA INNANZI TUTTO

Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

L’ esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Il percorso consente inoltre di esplorare le suggestioni che il pittore Georg Baselitz, al centro di una grande mostra sempre al Museo Novecento e grande estimatore di Ottone Rosai trasse dalla sua lezione pittorica. Non solo una mostra, ma un progetto culturale esteso in collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, col quale si racconta il mondo intellettuale ruotante attorno a Rosai, popolato di nomi come Luzi, Montale, Ungaretti, De Chirico.

LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE

Dal 24 marzo al 13 giugno

LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena

La mostra celebra un cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana, il voto alle donne,

attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono alcune delle donne che ne furono protagoniste.

GEORG BASELITZ- AVANTI!

Dal 25 marzo al 13 settembre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

Centottanta opere su carta, incisioni, dipinti e sculture, una monumentale nel cortile, che raccontano il percorso dell’artista il cui legame con Firenze dove ha vissuto e con il Manierismo di con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca. Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ribadisce la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.

GALEAZZO NARDINI. ARTE SCIOPERO

Dal 22 marzo al 7 giugno 2026

LUOGO: Galleria civica MO.C.A. – Montecatini Terme

La rassegna è dedicata a una figura eclettica e radicale del panorama artistico, Galeazzo Nardini che dal 1976 sino alla morte, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura, che lo portò a rinunciare definitivamente alla vendita delle proprie opere.

(Immagine di copertina: Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro (Napoli 1609-10 – 1675), Corteo di Bacco, 1650 ca., olio su tela, 68×102 cm)

Dipinto a strisce orizzontali di Rothko

Vernici e mostre in corso a marzo in Toscana

ROTHKO A FIRENZE

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026

LUOGO: Fondazione Palazzo Strozzi

Il Maestro dell’arte Americana è celebrato con una grande mostra considerata tra le mostre più complete e importanti mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970) con oltre settanta opere provenienti dai musei e collezioni private più celebri del mondo Un percorso che attraversa l’intero percorso creativo del pittore nato in Lettonia (all’epoca Russia) che diventerà il leggendario maestro dell’arte moderna americana. La mostra sottolinea il profondo legame tra l’artista e Firenze e si estende anche in due luoghi a lui particolarmente cari: Il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

LA MINERVA DI AREZZO. UNA STORIA DI COMUNITÀ RITROVATA

Dal 15 febbraio al 6 settembre 2026

LUOGO: Museo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Arezzo

Cuore dell’esposizione è la Minerva di Arezzo, un grande bronzo di epoca ellenistica, ritrovato nel sottosuolo di Arezzo nel 1541 e donato al duca Cosimo I de’ Medici, che la mise nel suo studio privato e da lì al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dov’è abitualmente conservata, Nella esposizione al Museo di Arezzo, la Minerva viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa. La mostra amplia infine lo sguardo sulla Arezzo romana (Arretium), caratterizzata da importanti infrastrutture ed edifici pubblici, come il complesso teatro-terme.

ETTORE SOTTSASS: IO SONO UN ARCHITETTO.

Dal 6 marzo al 26 luglio 2026

LUOGO: Palazzo Buontalenti – Pistoia

Figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, ha attraversato l’intero secolo segnando con la sua visione il gusto di un trentennio, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Attenzione al legame di Sottsass con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate, dalle ceramiche agli arredi. Disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti che restituiscono l’evoluzione di un pensiero che, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso, cerca nella forma, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto.

LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE

Dal 24 marzo al 13 giugno

LUOGO: Fondazione Monte Paschi – Siena

La mostra celebra una tappa fondamentale nella costruzione della democrazia repubblicana e nella conquista dei diritti civili attraverso i dipinti di Antonella Cinelli ispirati a fotografie provenienti da fondi pubblici e privati del territorio, che ritraggono le donne, vere protagoniste di quel cambiamento epocale.

GEORG BASELITZ- AVANTI!

Dal 25 marzo al 13 settembre 2026

LUOGO: Museo Novecento – Firenze

Centottanta opere di Georg Baselitz artista che ha cambiato la storia dell’arte e ha un legame profondo con Firenze dove ha vissuto, e dove il Manierismo, con Pontormo e Rosso Fiorentino, è stato decisivo per la sua ricerca Il suo gesto radicale – il capovolgimento della figura – ha aperto una strada che ha affrontato il peso della storia tedesca.

ASTRA CODEX

fino al 14 giugno 2026

LUOGO: Istituto de’ Bardi – Firenze

Mostra di arte tessile di Daniele Davitti, che unisce maestria tecnica, immaginazione e memoria storica.

ALBERTO SANI. QUANDO LA SCULTURA INCONTRA LA POESIA

Sino al 24 Maggio 2026

LUOGO: Magazzini del Sale – Siena

La vicenda di Albero Sani, scultore autodidatta, rivive nella mostra che si propone di restituire alla memoria collettiva la figura di Alberto Sani attraverso l’esposizione completa del suo percorso artistico, per la maggioranza bassorilievi dagli echi antichi, utile alla documentazione storica di un personaggio schivo e lontano dai riflettori dell’arte. Esposte quarantotto opere, di cui dodici provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e le rimanenti da numerose collezioni private.

LA MADONNA COL BAMBINO IN TRONO, QUATTRO ANGELI E SANTI DI SPINELLO ARETINO

Sino all’11 maggio 2026

LUOGO: Galleria dell’Accademia – Firenze

Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli torna a splendere dopo un importante intervento di restauro. I risultati delle indagini diagnostiche e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata. La valorizzazione della straordinaria qualità dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento, è l’occasione per rendere merito al lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte del museo.

(Immagine di copertina: Mark Rothko, No. 3 / No. 13, 1949, New York, MoMA-The Museum of Modern Art, Bequest of Mrs. Mark Rothko through The Mark Rothko Foundation, Inc. 428.1981, Photo credits: Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © 1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma)

Immagine: Vernici e mostre in corso a febbraio in Toscana

Vernici e mostre in corso a febbraio in Toscana

EMILIO MALERBA (1878-1926). DAGLI ESORDI AL NOVECENTO

Dal 28 febbraio al 7 giugno 2026

LUOGO: Fondazione Ragghianti – Lucca

Prima grande mostra monografica dedicata, in epoca moderna, a Emilio Malerba figura decisiva ma non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Attraverso un ampio corpus di opere, manifesti originali e documenti, il progetto propone una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte, e a quasi un secolo dall’ultima retrospettiva a lui dedicata, risalente al 1931. Un percorso espositivo che seguirà il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata, novecentista e purista, presentando un ampio numero di inediti, emersi grazie a recenti ricerche, che saranno esposti per la prima volta.

ANTONIO LIGABUE, IL RUGGITO DELL’ANIMA

Sino al 10 maggio 2026

LUOGO: Arsenali Repubblicani – Pisa

L’esposizione offrirà al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire la potenza espressiva e il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. Il percorso espositivo racconterà la parabola umana e creativa di Ligabue, mettendone in luce la straordinaria vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo.

MARINO MARINI: LA PITTURA

Sino al 6 aprile 2026

LUOGO: Palazzo Fabbroni; Museo del Novecento e del Contemporaneo – Pistoia

Un significativo numero di dipinti, consentono di apprezzare la ricchezza e la varietà della ricerca pittorica mariniana, anche attraverso mirati confronti con sculture e disegni. L’impetuosa forza espressiva del colore, la versatilità del segno delineano le figure di giocolieri e ballerine, di cavalli e cavallieri.

ICONE DI POTERE E BELLEZZA

Sino al 9 aprile 2026

LUOGO: Museo nazionale archeologico – Firenze

Una mostra affascinante che esplora il potere delle immagini nell’Impero Romano, strumenti fondamentali per affermare, custodire e tramandare l’autorità imperiale. Un percorso suggestivo tra ritratti di imperatori, gioielli preziosi e simboli del potere romano, che guida il visitatore alla scoperta di capolavori straordinari provenienti dai tesori delle Collezioni Medicee, dove arte e politica si intrecciano in un racconto senza tempo.

FRIDA KAHLO – EMOTION EXHIBITION

Sino al 29 marzo 2026

LUOGO: Cattedrale dell’Immagine, Santo Stefano in Ponte – Firenze

Una mostra immersiva che tra proiezioni di opere, colori e suoni del Messico, approfondimenti, esplora l’arte, la vita e la personalità artistica di Frida Kahlo. Un’esperienza che svela il volto più intimo e rivoluzionario di una delle icone più amate dell’arte del Novecento.

PABLO PICASSO – I SUOI POSTER

Sino al 1° marzo 2026

LUOGO: Cecina – Centro Espositivo Comunale

58 manifesti originali provenienti dalla celebre Collezione Röthlisberger, considerata una delle più complete al mondo, permettono di ammirare e conoscere un aspetto fondamentale, eppure meno famoso, della produzione dell’artista: la sua potente opera grafica destinata alla cartellonistica.

GLI ETRUSCHI IN OLANDA. A 40 ANNI DAL PROGETTO ETRUSCHI

Sino al 15 marzo 2026.

LUOGO: Maec – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Un’esposizione di 150 opere, fra cui 10 suggestivi bronzi della Collezione Corazzi dal Rijksmuseum van Oudheden di Leida. Nel contesto delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana, torna a Cortona una parte della Collezione Corazzi, trasferita in Olanda nell’Ottocento. I preziosi bronzi etruschi, tra cui il celebre fanciullo con l’oca e il grifo, diventano occasione per riflettere sui legami culturali internazionali che hanno segnato la storia dell’Accademia cortonese.

GIOVANNI PISANO. MEMORIE DI UNO SCULTORE

Sino all’8 marzo 2026

LUOGO: Palazzo dell’Opera di Pisa

La mostra rilegge il mito dello scultore medievale Giovanni Pisano a cento anni dalla ricomposizione del pergamo all’interno del Duomo. Il progetto espositivo narra la riscoperta dello scultore pisano tra Otto e Novecento tra opere inedite, calchi ottocenteschi e riporta in città tre frammenti del pulpito conservati al Metrapolitan Museum di New York, oltre ad altre opere provenienti dal Louvre, dal Museo d’Orsay e dal Victoria and Albert Museum di Londra.

IL PITTORE DEL RE LUIGI NORFINI NELL’ITALIA DEL RISORGIMENTO

Sino al 26 aprile 2026

LUOGO: Museo Nazionale Di Villa Guinigi – Lucca; Museo Palazzo Galeotti – Pescia

Prima grande mostra monografica su Norfini che celebra l’artista come pittore, patriota e maestro, esponendo le sue opere legate alle battaglie risorgimentali, i ritratti della nuova borghesia e i suoi legami con la Casa Savoia, in occasione del bicentenario della sua nascita. La mostra esplora il suo ruolo di interprete visivo dell’Italia unita, affiancando le sue tele a quelle di altri maestri macchiaioli.

(Immagine di copertina: “Icone di potere e bellezza”. Museo Archeologico Nazionale di Firenze; immagini di allestimento, © Alessandra Chemollo).

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