Via Francigena e turismo: pronti ad entrare nella fase 2

La vita turistica della Via Francigena entra in una nuova fase e si avvia verso un futuro di prodotto non più di nicchia. I dati, d’altronde, parlano chiaro: il tratto toscano della via che storicamente collegava Canterbury a Roma è sempre più amato dal turismo internazionale, tanto da essere oggi un attrattore turistico sempre più forte, in grado di far crescere, sui territori interessati, sia le presenze turistiche che i posti di lavoro.

«Tra il 2009 e il 2015 – ha spiegato Enrico Conti di Irpet durante la prima giornata di convegno su La Francigena e i Cammini in corso a San Miniato – abbiamo stimato circa 211.000 presenze sul tratto toscano. Mentre nei 38 comuni interessati dalla Francigena queste sono passate da 1.9 a 2.3 milioni». Una crescita significativa, che traccia un trend destinato a proseguire anche nei prossimi anni. «Proseguendo con questo andamento – ha illustrato, infatti, Conti – è possibile stimare tra +1 e +2.7 milioni la crescita potenziale delle presenze turistiche al 2022». E se il percorso toscano è sempre più amato dai turisti provenienti dall’Europa occidentale (+28% tra 2007 e 2015), l’appeal della Francigena sta conquistando pubblico anche nell’Europa dell’Est e tra i turisti che arrivano da paesi Extraeuropei. Con tassi di crescita anche vicini al 98%.

«Queste cifre – ha commentato Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica – confermano che l’intuizione avuta anni fa è stata giusta. Oggi abbiamo una media annua di 40 mila presenze riconducibili alla sola via Francigena a cui vanno aggiunti i trend di crescita registrati sui comuni interessati dal tratto toscano. Trend che superano la media regionale». «Adesso inizia, però, una seconda fase – ha aggiunto Peruzzini -, quella in cui dobbiamo lavorare per far uscire la Francigena da quello che è oggi un segmento, per forza di cose, di nicchia rispetto a quelli che sono i grandi temi dell’offerta turistica culturale della nostra regione».

«E’ fondamentale – ha dichiarato il direttore di Toscana Promozione Turistica -, cercare di ampliare le tipologie di esperienza turistica che si possono fare sulla Francigena e nei territori circostanti, ed è su questo che investieremo nei prossimi anni». «L’elemento positivo – ha concluso Alberto Peruzzini – è che la Francigena è già un prodotto turistico strutturato in grado di dare feedback positivi su più fronti. In primo luogo chi l’ha percorsa una prima volta tende a ritornare per fare tratti nuovi. Oltre a questo registriamo, sempre più frequentemente, da parte sia della stampa di settore che dei Tour Operator internazionali, la richiesta di poter raccontare una Toscana diversa e sconosciuta. E su questo fronte la via Francigena ha sempre riscontri positivi quando la proponiamo come alternativa ai classici percorsi che hanno reso famosa la nostra Regione come meta turistica».

Nel frattempo, mentre si tracciano le nuove strategie di sviluppo turistico, la via Frangicena toscana sbarca su Street View di Google Maps e, assieme agli altri tratti italiani, si avvia verso la candidatura a patrimonio Unesco. Prevista per domani, sempre a San Miniano, la firma del protocollo d’intesa tra le 7 regioni attraversate dalla via.

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