Turismo Golfistico: prevista una crescita del 94% entro il 2021

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Turismo e Golf. Un binomio quanto mai di attualità in questi giorni, con l’edizione del ventennale della International International Golf Travel Market (IGTM) al Palais des Festivals di Cannes che sta per chiudere i battenti e il più prestigioso evento golfistico a squadre ormai alle porte: The 2018 Ryder Cup. Ma quanto vale questo particolare settore del turismo globale? Circa 23 miliardi di dollari (dato 2016). Cifra destinata a crescere di circa il 14% all’anno per i prossimi 5 anni e arrivare a superare i 44 miliardi nel 2021. A dirlo è il Global Golf Tourism Market 2017-2021 di Technavio che ha analizzato a fondo quelli che sono i fattori che stanno determinando la crescita esponenziale di questo settore destinato, di fatto, a raddoppiare il proprio valore nel quinquennio preso in esame.

 

Il mercato globale del turismo golfistico: una panoramica

 

Secondo il report di Technavio il mercato globale del turismo golfistico crescerà rapidamente nei prossimi 4 anni e raggiungerà un CAGR (Compound Annual Growth Rate) di oltre il 14% durante il periodo di preso in esame. Una crescita, quella prevista dal Global Golf Tourism Market 2017-2021, trainata in primo luogo da 4 fattori chiave individuati dagli analisti di Technavio;

  • Il crescente numero di campi da golf in tutto il mondo
  • Iniziative di associazione e accordi di sponsorizzazione
  • Lancio di linee aeree low-cost
  • Crescente popolarità dei tornei di golf professionisti

Nel 2015 sono stati censiti in tutto il mondo 34.011 campi da golf. Inoltre, molti campi da golf sono in costruzione, spinti dalla popolarità dello sport tra i consumatori. Più del 70% di questi campi sono accessibili al pubblico, dando a molte persone l’opportunità di praticare questo sport.

L’industria del golf, inoltre, crea un impatto di circa 70 miliardi di dollari all’anno. E il settore è protagonista di oltre 140.000 eventi con oltre 12 milioni di passi. Con la ripresa economica seguita agli anni della recessione economica globale, le aziende di tutto il mondo hanno aumentato le loro spese per il golf, con la maggior parte delle sponsorizzazioni che arriva dall’industria automobilistica. Inoltre, i proventi della beneficenza generati dai tour organizzati per il gioco hanno contribuito a costruire un forte status sociale per l’industria del golf. Tali progressi, dicono gli autori del report, sono di buon auspicio per la continua crescita del mercato turistico del golf.

Per quanto riguarda il lancio nuove compagnie aeree low cost. È stato osservato, invece, come un numero sempre maggiore di clienti preferisca  l’aereo come mezzo di trasporto perché semplifica l’accesso ai viaggi internazionali, guidando così la crescita di questo mercato. Nel 2014, ad esempio, il 54% dei turisti in tutto il mondo ha optato per le linee aeree come mezzo di trasporto preferito, percentuale che è salita al 56,51% nel 2015. Alcuni dei principali fattori responsabili di questa crescente preferenza sono: la riduzione del tempo impiegato per gli spostamenti e il maggiore livello di comfort. Tutti i fattori che incoraggiano i venditori a concentrarsi sempre di più sul lancio di offerte budget-friendly legate alle compagnie aeree a basso costo. Ad esempio Air Asia e Tiger Airways, due dei voli di recente apertura in Asia.

Infine, la crescente popolarità dei tornei di golf dovuta ad eventi come la Ryder Cup, le Olimpiadi del 2016 e altri tornei che hanno attirato milioni di  persone in varie aree geografiche. Inoltre, la popolarità della Professional Golfers’ Association (PGA) è aumentata e anche questo sta contribuendo alla crescita del mercato turistico del golf. Una popolarità, quella della PGA, che si lega alle tante iniziative lanciate per aumentare il numero di donne nello sport. Inoltre, il numero di golfisti di età compresa tra 6 e 17 anni ha visto un notevole incremento a livello globale, sia nelle categorie professionali che non professionali. È probabile che questo aumento del numero di giocatori di golf porti anche ad una crescita dei partecipanti ad eventi organizzati  al di fuori del proprio territorio, sostenendo così ulteriormente il trend positivo del mercato.

 

Il contributo dei servizi mobile per il golfista

 

Un altro dei driver principali che sosterranno la crescita del mercato del turismo golfistico nei prossimi 4 anni saranno, poi, le soluzioni mobile integrate. Un gran numero di club o gold resort, infatti, stanno fornendo ai propri membri e ai propri clienti servizi mobile sempre più ampi. Strategia che non è solo una soluzione efficace di up-sellingossia un modo di fornire al cliente qualcosa di maggior valore rispetto alla sua scelta d’acquisto iniziale, ma anche un’ottima soluzione di cross-selling che permette, quindi, di aumentare il valore dello scambio, mettendo a disposizione prodotti o servizi in qualche modo collegati con la scelta d’acquisto iniziale, rendendola più completa.

Queste applicazioni mobili consentono, infatti, agli utenti di leggere notizie sui club, prenotare o acquistare una Green Fee, aggiornare l’iscrizione e i dettagli di contatto, consultare le informazioni del club, seguire il campo da golf utilizzando una webcam o tracciare le proprie abilità di gioco, utilizzare servizi speciali come la geolocalizzazione e o gli aggiornamenti istantanei su piattaforme di social media come Instagram o Facebook. Secondo varie ricerche e analisi di mercato, nei prossimi 4 anni è previsto un uso e un numero crescente di installazioni di questo tipo di app.

 

Lo scenario competitivo e i key vendor

 

Il mercato globale del turismo golfistico è altamente competitivo e diversificato grazie alla presenza di un gran numero di distributori regionali e internazionali in tutto il mondo. Alcune delle principali sfide che questi venditori si trovano ad affrontare riguardano proprio lo scenario competitivo attuale che include i modelli di spesa dei consumatori, le tendenze demografiche e le mutevoli preferenze dei consumatori. Inoltre, diversi fornitori competono tra loro in base a fattori quali le destinazioni e i servizi offerti, il portafoglio di servizi, i prezzi, le licenze governative e le misure di sicurezza.

I principali venditori in questo mercato sono:

  • Golfasian
  • Golfbreaks
  • PerryGolf
  • SGH Golf
  • Your Golf Travel

A questi si aggiungono: Asian Tour, Carr Golf, Direct Golf Holidays, Haversham & Baker, and Premier Golf. Dal punto di vista geografico, invece, sono gli stati Uniti a dominare il mercato. Una leadership che secondo il Global Golf Tourism Market Report, proseguirà  fino alla fine del 2021 e dovuta all’alta concentrazione di fornitori di campi da golf presenti nel Paese.

Nonostante la sua dimensione globale, infine, per lo sviluppo del turismo golfistico rimane fondamentale il mercato domestico che nel 2016 ha rappresentato quota più ampia di questo segmento turistico e che continuerà a dominare il mercato per i prossimi anni. Un trend che, secondo i ricercatori di Technavio, è destinato a crescere anche dopo il 2021 a causa di vantaggi competitivi quali la familiarità con le politiche del turismo del paese, con le norme governative e il minor peso fiscale.

 

Il momento magico del turismo golfistico in Italia

 

L’ultimo dato completo disponibile relativo al turismo del Golf in Italia risale al 2011, ossia alla seconda edizione del report “Il Valore del Golf in Italia” realizzato da Protivi per la Federazione Italiana Golf – FIG. Dallo studio emergeva come il golf sia, nel nostro Paese, al 5° posto tra gli sport commercializzati sui mercati dell’intermediazione internazionale del turismo verso l’Italia (14,4%), dopo: ciclismo (36,1%), sci (25,8%), trekking (24,7%) e calcio.

In Italia, inoltre, si stimano 1.8 milioni di presenze legate al turismo golfistico, ma il dato sale a 3.9 milioni contando le notti di chi ha soggiornato nel nostro Paese anche per altre motivazioni ma ha praticato il golf durante la vacanza.  Il tutto per un offerta che  conta 385 Golf Club nazionali e 104 Golf Club definiti dalla FIG a vocazione turistica. Oggi i principali mercati stranieri per il sistema del turismo del golf sono:

  • Germania (48,8%)
  • Austria (16,3%)
  • Regno Unito (13,4%)
  • Francia (9,3%)

Mentre le regioni italiane che generano le più alte quote di turisti golfisti sono:

  • Lombardia (31,1%)
  • Piemonte (10 6%)
  • Emilia Romagna (8%)
  • Veneto (8%)

Ma se questa è la fotografia più completa che abbiamo del segmento del golf turismo in Italia, la FIG ha reso noto che  il 2016, per il turismo golfistico nel nostro Paese, è stato un vero e proprio momento magico con un +20% nei Green Fee stranieri. Un aumento su base nazionale, con circa 600.000 giri di golf da parte di viaggiatori stranieri, che dimostra che il turismo golfisitico italiano sia in linea con i trend internazionali. «I dati sulle entrate provenienti da turisti golfisti nei campi da golf italiani –  si legge sul sito di Federgolf – non sono mai stati così positivi».

La forte crescita del turismo golfistico italiano degli ultimi anni è dovuta a vari fattori congiunti:

  • L’ottenimento della Ryder Cup del 2022 in Italia ha portato il nostro paese sulle prime pagine dei giornali specializzati di tutto il mondo.
  • L’organizzazione dell’International Golf Travel Market di Como del 2014 ha contribuito a far entrare il prodotto golf italiano nei cataloghi dei principali Tour Operator internazionali.
  • Il decollo del progetto nazionale Italy Golf & More, grazie ai finanziamenti da parte del Ministero dei Beni Culturali, sta sviluppando una importante campagna promozionale nei principali mercati golfistici con il pieno supporto dei circoli e dei consorzi golfistici italiani.
  • Nell’ultima classifica di Golf World relativa ai “Top 100 Resorts in Continental Europe” ben 10 sono in Italia con il Verdura Resort in quarta posizione.
  • Infine, la gravissima crisi di alcuni mercati quali Francia, Turchia, Egitto e Tunisia, colpiti purtroppo da gravi atti di terrorismo e non ritenute più destinazioni sicure dai turisti.

Ma a certificare l’amore italiano per il golf, dicono dalla Federazione, è anche il costante aumento di utenti sulle pagine social della F.I.G.: Facebook, Twitter, YouTube e il “neonato” Instagram e lo dimostrano ancor di più i dati dei telespettatori relativi agli ultimi eventi golfistici. L’appeal del golf in tv è andato in crescendo, a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016 trasmesse dalla RAI (share dell’8,55 % nella fascia oraria 12-13), proseguendo con il trionfo di Francesco Molinari all’Open d’Italia (che ha entusiasmato anche il pubblico “calciofilo”di Sky), arrivando infine alla Ryder Cup in Minnesota. La sfida fra Stati Uniti ed Europa, andata in onda su Sky Sport, ha tenuto incollati davanti alla tv più di 1 milione di persone durante i tre giorni di gara con 74mila spettatori medi. Triplicati gli ascolti della precedente Ryder Cup, che si conferma così lo strumento ideale per promuovere uno sport che conta 65 milioni di giocatori nel mondo (la disciplina individuale più praticata). «Ulteriori risultati positivi nei prossimi anni – commentano dalla Federazione Golf – porterebbero davvero l’Italia fra le grandi destinazioni golfistiche mondiali».

 

Redazione
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