Toscana: al Parlamento Europeo per un turismo senza barriere

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Missione a Bruxelles per la Regione Toscana che, all’interno del suo programma per l’Anno internazionale del turismo sostenibile, arriva nella Room ASP 3H1 del Parlamento Europeo in occasione della tavola rotonda Promoting European Sustainable Tourism for All per raccontare, alle altre regioni d’Europa appartenenti al network NECSTouR, il suo impegno in difesa del diritto di tutti a viaggiare.

«Il diritto a viaggiare è un diritto fondamentale del nostro tempo e credo che la Toscana debba essere d’esempio – ha dichiarato l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo -. E credo che lo debba essere consolidando questo diritto ed estendendolo a tutte le categorie; facendo in modo che vada oltre ogni limite imposto dall’età o dalle varie forme di disabilità». «Per questo – ha aggiunto – oggi la Toscana, dopo aver qualificato la sua legge sul turismo, sta qualificando anche le sue strutture. Sostenibilità e accessibilità sono i tratti distintivi del progetto per il turismo della nostra regione». «La Toscana – ha concluso Ciuoffo – è la meta più attrattiva al mondo per il proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Anche per questo dobbiamo abbattere ogni barriera e far sì che tutti possano apprezzare il patrimonio che noi mettiamo a disposizione e che la sua conoscenza possa essere trasmessa».

Un tema, quest’ultimo, su cui è tornato anche il direttore di Toscana Promozione Turistica, Alberto Peruzzini, il quale ha ricordato come oggi in Toscana ci siano oltre 1100 strutture ricettive certificate per accogliere turisti con bisogni speciali e poi 43 tra parchi e spiagge, 141 musei e 39 itinerari accessibili. Numeri, ha sottolineato Peruzzini, che fanno della Toscana «la prima regione in Italia per numero di progetti, imprese e servizi certificati». «La nuova legge regionale sul turismo – ha aggiungo il direttore della Agenzia regionale – è un punto di riferimento fondamentale che ci ricorda come i turisti, per prima cosa, siano persone e che, come tali, debbano essere rispettati nelle loro diverse necessità e nel loro diritto di viaggiare e gioire. Per questo la Toscana che vogliamo promuovere nel mondo, è una Toscana dove chiunque può venire e godere dei tesori naturalistici, artistici e culturali. Per questo stiamo lavorando per avere una Toscana bella e accessibile per tutti».

Al fianco della Regione e di Toscana Promozione Turistica qui a Bruxelles, come nell’impegno quotidiano per lo sviluppo di un turismo realmente accessibile, Federalberghi Firenze e Travelability che da tempo lavorano insieme per questa causa.

«In accordo con la Regione Toscana – ha spiegato Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze -, abbiamo mappato e verificato, su tutta la filiera turistica, quale sia la nostra reale capacità di accogliere un turismo fragile e sostenibile. E oggi siamo in grado, in tempi ragionevolemente brevi, di dare una risposta concreta a chi ha bisogni speciali». «Un’attenzione – ha precisato Bechi – che in Toscana non si concentra unicamente sui viaggiatori con problemi motori, ma che affronta la disabilità in maniera globale, dagli ipovedenti a chi ha problemi medici e necessità di particolari attenzioni. Anche per questo un ruolo fondamentale è giocato dalla formazione in azienda». «Le strutture conformi non sono sufficienti – ha concluso Bechi -, abbiamo bisogno di un nuovo modello culturale per approcciarci ad un segmento turistico con bisogni particolari; di una nuova apertura nel nostro modo di guardare al turismo».

«Oggi – ha proseguito Fabio Cacioli, direttore di Travelability – i Tour Operator guardano quasi unicamente ai turisti tradizionali, ma il target degli over 65 e dei disabili è un target che non usa gli stessi canali e che ha bisogno di un’offerta ben precisa e dettagliata. Per questo, con Federalberghi stiamo lavorando per creare le condizioni perché questo tipo di domanda possa avere un’offerta di livello adeguato». «In questo impegno congiunto – ha concluso Cacioli – Travelability si colloca come collettore che mette insieme più esperienze: quelle turistiche e quelle socio-sanitarie. Due realtà che fino ad oggi viaggiavano separate, ma che è fondamentale far dialogare per essere in grado di dare una risposta a coloro che vengono da fuori Italia, desiderano vivere una vacanza, ma che per la loro condizione di disabilità, di non autosufficienza o della loro particolare patologia, rischiano di non trovare l’offerta di cui hanno bisogno e che gli garantisce la stessa serenità che avrebbero a casa loro».

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