Luxury Travel: la “formula” DUCO seduce i Buyer internazionali

Un momento di DUCO Travel Summit a Firenze
Un momento di DUCO Travel Summit a Firenze

Tre giorni di business e una formula tanto semplice da risultare vincente: concentrare l’attenzione su un solo mercato, l’Italia, puntando su uno standard qualitativo altissimo e sedi di assoluto pregio (Villa Cora, Four Season, The St. Regis e Belmond Villa San Michele). La prima edizione del DUCO Travel Summit, l’evento B2B dedicato al turismo del lusso che si è chiuso oggi a Firenze, ha letteralmente sedotto i 108 travel advisor internazionali – provenienti da USA (60.4%), Canada (9.9%), Regno Unito (8.9%), Australia & Nuova Zelanda (12.9%) -, che hanno partecipato ai 3.840 i business meeting in agenda e che hanno molto apprezzato, in primo luogo, il fatto di essersi potuti concentrare solo sull’offerta Italiana. Poter lavorare, per due giorni e mezzo, con la miglior offerta turistica italiana del segmento lusso, rappresentata da oltre 150 operatori di cui 38 toscani, gli ha permesso infatti di confrontarsi con una realtà più omogenea di quella che incontrano, abitualmente, durante le grandi convention di settore e di avere un focus su un mercato che, per quanto riguarda il segmento lusso, deve ancora molto valorizzato. E soddisfatti sono rimaste anche le controparti italiane che si sono trovate davanti buyer di altissimo livello.

«La buona riuscita di questa prima edizione è un elemento chiave nella strategia di valorizzazione dell’offerta italiana del lusso – ha commentato Alberto Peruzzini, direttore dell’agenzia Toscana Promozione Turistica, main sponsor dell’evento -. Si tratta di un segmento turistico il cui valore, a livello globale, è oggi stimato attorno ai 300 miliardi di euro solo per HôtellerieF&B, Crociere e per il quale ci si attende una crescita del +6.5% annuo fino al 2025». «Ma l’importanza di questo segmento – ha aggiunto Peruzzini – sta soprattutto nella sua capacita di anticipare tendenze e comportamenti di consumo che riguarderanno in un futuro non troppo lontano il turismo nel suo complesso». «Aver avuto a Firenze per tre giorni  – ha concluso –  108 dei principali buyer internazionali, che già oggi muovono verso l’Italia turisti per un fatturato di oltre 54 milioni di euro solo in termini di prenotazioni alberghiere, è stata una grande opportunità per la Toscana che punta ad essere tra i protagonisti di questo settore».

Tra le principali tendenze emerse da DUCO, la sempre maggior importanza di un’offerta di servizi dinamica e all’avanguardia da parte degli Hotel. Offerta che deve puntare più sull’esperienza che sulla “logistica”, la cui qualità ed efficienza sono ormai “date per scontate”. Mentre i Millenials guardano con sempre maggior interesse agli Small Luxury Hotels.

Redazione
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