Ecosistemi Digitali: Gli Open Data Al Servizio Della Promozione Turistica Sul Web. Le Case History Di “Mappina” E “Viaggiart”

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Promuovere la Destinazione Italia in rete partendo anche da un’approfondita analisi empirica dei dati sui flussi turistici. È questo l’obiettivo di Ecosistemi Digitali, l’evento promosso da MiBACT, MiSE e Regioni italiane, e sviluppato insieme a Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica ed ENIT, che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze il prossimo 1 dicembre.

L’evento sarà articolato in due sessioni. Quella mattutina, su invito, vedrà 100 esperti provenienti dal mondo delle istituzioni e delle imprese confrontarsi sui tre temi chiave dell’edizione 2017: Destinazione ed Accoglienza Diffusa, Dati e Riuso e Narrative e Autenticità.  Nel pomeriggio, professionisti del settore e rappresentati istituzionali si alterneranno sul palco per presentare al pubblico i risultati dei 10 tavoli di lavoro del mattino e per definire gli obiettivi 2018 delle attività di promozione turistica in rete.

In un panorama internazionale sempre più competitivo, l’analisi dei Big Data rappresenta un asset strategico primario per lo sviluppo del turismo online in Italia.  Il potenziale di questo campo di applicazione è molto rilevante, si pensi per esempio alla possibilità di tracciare i flussi turistici, conoscere le scelte di chi visita il nostro Paese e perfino gli indici di gradimento dell’esperienza.  L’argomento sarà pertanto affrontato a Ecosistemi Digitali nel corso della discussione sul secondo tema Dati e Riuso.

Il relatore cui spetterà il compito di moderare il dibattito sarà il prof. Rodolfo Baggio, docente al Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi ed esperto di sistemi turistici complessi. Il ruolo di co-speaker è stato invece affidato all’austriaco Euro Beinat, professore di Geo-Informatica all’Università di Salisburgo e autore di saggi su scienza dei dati e tecnologie emergenti.

In Italia, gli strumenti di misurazione dei flussi turistici sono costituiti per oltre il 70% da dati ufficiali che arrivano in ritardo rispetto alle esigenze di un settore molto dinamico. Per tale motivo, sarà necessario integrare il big data-set turistico attuale con il risultato del data mining su fonti eterogenee e non strutturate – ossia non raccolte con scopi specifici – come, ad esempio, dati GPS, informazioni provenienti dai social network, transazioni e tracce cellulari.

Una ricerca firmata dal colosso dell’informatica IBM dal titolo “What is big Data? Bringing Big Data to the Enterprise” afferma che ogni giorno nel mondo vengano generati 2,5 quintilioni di byte di dati. Una mole enorme che continua ad espandersi in tre dimensioni: volume, velocità e varietà. Basti pensare che il 90% di questi dati è stato prodotto solamente negli ultimi due anni.

L’utilizzo degli Open Data applicato al settore turismo, seppur in assenza di una strategia sistemica, ha già portato alcuni esempi di quanto si possa ottenere avendo a disposizione strumenti di condivisione standardizzati e aperti. Informazioni che posso essere rielaborate e riconfigurate da più attori con obiettivi diversi.

MappiNa (http://www.mappi-na.it) è una piattaforma di collaborative mapping nata a Napoli, anno 2013, che realizza una diversa immagine delle città attraverso il contributo, critico e operativo, dei suoi abitanti. MappiNa consente di georefernziare luoghi, suoni e racconti per comporre una mappa collettiva che tracci una nuova narrazione urbana. Dopo Napoli, la piattaforma ha aperto anche a Roma, Milano, Mestre Venezia e Potenza.

Viaggiart (https://viaggiart.com) è lo strumento all-in-one che aiuta il turista a comporre un’esperienza di viaggio su misura. La prima fase del progetto è stata basata sullo studio dei paradigmi Open Data disponibili e sulla ricerca dei dati messi a disposizione dagli enti pubblici. In particolare, la prima banca dati è stata creata nel 2013 utilizzando il database del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. La piattaforma ha integrato altri dati presenti su piattaforme esistenti e disponibili con licenza Creative Commons.

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