Agriturismi: la Toscana conferma il suo primato

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Tutti in crescita i numeri del settore agrituristico italiano. Anche nel 2016 sono aumentate le aziende e i territori “presidiati” con sempre più Comuni, 4.866, 39 in più rispetto al 2015, con presenza di agriturismi. Crescono le strutture e l’offerta è sempre più diversificata. Questi alcuni dei dati presentati in occasione della sedicesima edizione di Agri&Tour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è tenuto ad Arezzo dal 17 al 19 novembre.

Secondo Ismea, negli ultimi 16 anni sono oltre 165 milioni le notti passate negli agriturismi, oltre 190 mila ettari di paesaggio curato e fruibile grazie alla presenza delle attività agrituristiche, e
oltre 22 mila fabbricati restaurati con un significativo recupero del patrimonio edilizio rurale. E poi ancora oltre 260 mila aziende con vendita diretta, 2.384 aziende con attività didattiche e circa 1200 aziende stimate con attività sociali. Sono i numeri della multifunzionalità italiana, che da soli basterebbero per testimoniare il valore della diversificazione delle attività in agricoltura. Tra le
curiosità che più di un’azienda agrituristica su tre (36,1%), è a conduzione femminile.

Un trend positivo, quello dell’agriturismo, proseguito anche nel 2016  con le strutture che crescono e propongono un’offerta sempre più diversificata. Sono 22.661 le aziende agrituristiche
autorizzate nel 2016, 423 in più (+1,9%) rispetto al 2015. Hanno avviato l’attività agrituristica 1.275 nuove aziende e chiuso 852. Uno scenario in cui la Toscana si conferma la regina dell’offerta agrituristica italiana e la regione dove l’offerta è più radicata e presente.

Prosegue la tendenza a diversificare la tipologia di attività agrituristiche offerte, con proposte turistiche integrate: 8.264 aziende svolgono contemporaneamente attività di alloggio e ristorazione, 10.390 offrono oltre all’alloggio altre attività agrituristiche e 1.917 svolgono tutte le quattro tipologie di attività agrituristiche autorizzate (alloggio, ristorazione, degustazione e attività ricreative, sportive didattiche e culturali).

Clientela sempre più numerosa, +6,6%. Supera i 12 milioni il numero delle presenze di turisti in campagna. In termini di gradimento, continua il trend positivo, secondo l’Istat, infatti, le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 12,1 milioni (+6,6% rispetto al 2015) e gli arrivi a poco oltre 3 milioni (+9% rispetto al 2015).

Il Mezzogiorno a gonfie vele. Al Centro e al Sud è localizzato il 59,5% degli agriturismi con alloggio, il 56,1% delle aziende con ristorazione, il 59% di quelle con degustazione e il 62,3% delle unità con altre attività. Nel Mezzogiorno si registra l’aumento più consistente del numero degli agriturismi (+6,3%), rispetto al Centro (+ 1,8%) e al Nord (+0,3%). In Toscana e nella provincia di Bolzano, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate si confermano le regine dell’offerta agrituristica italiana e territori dove l’offerta è più radicata e presente. In particolare, in Toscana sono presenti più di 4.500 agriturismi e un fatturato annuo di 300 milioni, secondo la fotografia Istat del 2016.

L’identikit dell’agriturista. Gli undici milioni di agrituristi registrati nel 2016, secondo l’Osservatorio AgrieTour, hanno scelto questa vacanza per degustare la cucina e immergersi nella natura (38%), a seguire (16%) preferisce un’azienda dove provare un po’ tutte le peculiarità di questo tipo di vacanza: natura, enogastronomia, relax e attività dentro e fuori l’agriturismo. Seguono a distanza le preferenze per una vacanza incentrata sull’attività dentro e fuori l’azienda.

Se gli agrituristi italiani propendono per una vacanza all’insegna del mangiar sano (84%) e del risparmio (91%), gli agrituristi stranieri cercano nella vacanza in agriturismo la tranquillità (84%) e l’attenzione all’ambiente (79%). Tra il 2009 e il 2012 cresce l’età media degli agrituristi: si registra un forte calo degli under 35 mentre aumentano gli over 50. Nel 2009 i turisti rurali sotto i 35 anni erano quasi il 20%, oggi sono il 10%. Varia anche il tipo di compagnia scelta per la vacanza in agriturismo: se nel 2009 si sceglieva principalmente il proprio partner (57% contro 50%), oggi si preferisce soggiornare in agriturismo con tutta la famiglia, bambini compresi (54% contro 48%).

Le famiglie scelgono l’agriturismo per rilassarsi e degustare la cucina ma allo stesso tempo visitare attrazioni naturalistiche o storiche nei dintorni (36%) e fare attività nell’azienda (20% contro il 16% della media). Le famiglie sono particolarmente attente agli agriturismi che offrono un ambiente familiare (48% contro il 44% della media) e naturalmente, spazi e attività dedicati ai bambini (38% conto il 23% della media). Fra le attività più gettonate l’equitazione (34% contro il 28% della media).

Quello che dall’estero chiedono agli agriturismi italiani: piscine e servizi per bambini, ospitalità per i pet e… anche la lavastoviglie. AgrieTour quest’anno ha voluto capire quale sia il sentiment dei turisti stranieri verso le strutture italiane e lo ha fatto con una serie di domande rivolte direttamente ai buyer. Quello che viene fuori è una divisione tra turisti “first time”, quelli che per la prima volta vengono in Italia e che preferiscono visitare le mete classiche, come Venezia e Roma. E poi ci sono i “second timer”, quelli che ritornano, che vogliono vivere una esperienza di vita italiana e per farlo scelgono la vacanza in agriturismo.

«Sono tutti molto esigenti – commenta Andrea Boldi presidente di Arezzo Fiere – e cercano strutture ad alto valore. I pre-requisiti richiesta dai tour operator per i turisti dei loro paesi di riferimento sono piuttosto alti». Nel dettaglio, poi, la distinzione avviene da Paese a Paese. «In particolare da Germania, Danimarca e in generale gli europei, si muovono in famiglia e cercano strutture con servizi specifici per i bambini come la piscina dedicata proprio ai piccoli, aree giochi o percorsi didattici, in generale servizi per famiglie con bambini», continua Boldi.

Poi ci sono richieste specifiche. «I danesi, per esempio, si aspettano di trovare in un appartamento tutte le comodità tipiche di una casa come la presenza della lavastoviglie. E poi c’è la questione animali domestici. L’80% delle famiglie nord europee possiede un animale domestico ed è parte integrante della famiglia stessa. Quando si muovono si portano in vacanza l’animale a 4 zampe  e cercano strutture che lo ospitino gratis, non vogliono spendere un euro in più e non pensano minimamente a lasciarlo a casa. Esigenze da “second timer” per il turista russo.

«I russi scoprono adesso gli agriturismi, cercano le piccole città per vivere l’esperienza italiana a 360 gradi. Sono interessati alle produzioni biologiche e sono tra i pochi che scelgono l’Italia non solo in estate, ma anche per sciare in inverno», ancora il presidente di Arezzo Fiere. Per quanto riguarda, invece il Brasile, i turisti cercano strutture di medio alto livello e vengono in Italia perché una grande percentuale di brasiliani ha origini italiane. «Hanno sentito parlare della vita in Italia nel racconto dei loro nonni o genitori, e vengono per avere un riscontro di quanto sentito dire. L’agriturismo è la scelta per avere una dimensione domestica e rivivere quanto vissuto dai loro avi», conclude Andrea Boldi.

 

 

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