Approvata alla Camera la legge quadro per la Mobilità Ciclistica

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Approvata all’unanimità, il 14 novembre scorso alla Camera, della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica (che ora passa al Senato). Secondo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, questa legge «celebra soprattutto un fatto culturale: lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni.  Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e  per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese».

«Questo cambiamento culturale – ha detto Delrio, a Montecitorio dai banchi di governo durante il voto della legge – oggi viene sancito in maniera molto solenne, molto seria, e spero che il mio Ministero sarà in grado, nei prossimi mesi, di andare rapidamente alla definizione del Piano della mobilità ciclistica, su cui peraltro stiamo lavorando da anni, quindi spero di poter smentire il pessimismo che alcuni colleghi hanno messo in campo».

«Abbiamo provato a mettere in campo, come Governo, – ha continuato Delrio – per la prima volta una rete di ciclovie turistiche di oltre 6000 km con un finanziamento  di oltre 424 milioni”. Risorse che sono impegnabili, ha detto il Ministro, seconda della maturazione dei progetti e il cui pieno finanziamento  può essere completato. E “il Ministero ha tutte le facoltà di indirizzare i suoi dirigenti a lavorare sulla ciclabilità, anche se non c’è un ufficio specifico, è quello che abbiamo già fatto».

«Abbiamo chiuso i protocolli di Intesa con le principali Regioni, avremo ciclovie turistiche bellissime dalla ciclovia dell’Acquedotto Pugliese alla ciclovia del Garda, alla Venezia-Torino, in gran parte progettazioni nate dal basso, dal protagonismo delle associazioni di ciclisti, degli enti locali con cui abbiamo lavorato». Delrio ha sottolineato la rilevanza economica della ciclabilità e quella per la salute e l’aria: «Se si riesce a stimolare l’uso della bicicletta nei primi 5 km, si possono ottenere riduzione del traffico cittadino del 40%: cose che non nessuna tecnologia può fare».

«Con i cammini, le ferrovie dismesse, le ferrovie turistiche, le ciclovie turistiche e Sistema ciclabile nazionale, lo stimolo ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, c’è  un quadro complessivo che viene presentato qui per dare una cornice legislativa a iniziative che erano già in campo e che rivendichiamo con forza come scelte di presente per il nostro Paese, di economia nuova e di possibilità nuove per i nostri cittadini di godere sempre di più le​ nostre città​».

«Laddove le città fanno la scelta della ciclabilità – e chi è sindaco dimostri con i fatti di credere alla ciclabilità – anche la mobilità per le persone a ridotta mobilità è più facile, perché la città diventa più amica dei cittadini, diventa più luogo di relazione e diventa più luogo vivibile».

«Quindi oggi è un grande risultato quello che è il Parlamento ottiene – ha concluso Delrio – perché porterà notevoli benefici a tutta la nostra comunità  e parlerà di un Paese che attraverso i programmi di mobilità turistica, di ferrovie dismesse, di cammini e ciclabilità si incammina su una strada».

Scarica il testo completo della Proposta di Legge -> Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica (.pdf)

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